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Accettazione tacita di eredità: di cosa si tratta e quando scatta

Accettazione tacita di eredità: di cosa si tratta e quando scatta

L’accettazione tacita dell’eredità è una delle modalità attraverso cui si trasferiscono i beni da un defunto a un erede: non è infatti sufficiente la semplice apertura della successione perché i parenti diventino eredi in modo automatico.

Si può pensare che, alla morte di un proprio caro, l’apertura della successione comporti in automatico che i parenti più prossimi diventino automaticamente eredi: in realtà non è così (anche perché, in determinati casi, questi potrebbero non voler accettare l’eredità, in particolare quando vi sono debiti o comunque per decisioni personali).
L’accettazione tacita di eredità è uno dei modi attraverso i quali gli eredi “dichiarano” di essere tali e accettano dunque l’eredità.
L’altra modalità, più intuitiva, è quella di accettazione espressa e formale.
In quanto più particolare, valutiamo qui il caso dell’accettazione tacita di eredità, ricordando che rivolgersi a un Notaio e chiedere una consulenza specifica e professionale è caldamente suggerito.

Accettazione tacita di eredità: di cosa si tratta

Con accettazione tacita di eredità si intende un “comportamento concludente” da parte di un potenziale erede, che con tale atto – pur non firmando nulla – dichiara nei fatti di voler accettare l’eredità.
Naturalmente questo discorso vale solo per chi ha diritto a tale eredità e non per soggetti terzi.
Quali possono essere ad esempio questi comportamenti concludenti? Se ad esempio stiamo utilizzando un’auto che apparteneva al defunto e continuiamo a farlo, ma anche se continuiamo a vivere in un’abitazione che gli apparteneva e altri atti a questi assimilabili, ma non solo.
Anche cose che potremmo definire meno materiali possono costituire comportamenti concludenti ai fini dell’accettazione tacita di eredità: ad esempio potremmo fare alcuni atti amministrativi in nome del defunto (al di fuori naturalmente delle carte necessarie per il decesso) che ci costituiscono in effettivi eredi.
Perché scatti tale meccanismo, il possesso dei beni del defunto da parte degli eredi deve protrarsi oltre i tre mesi senza che gli eredi ne rinuncino.

Anche la vendita o la donazione di un immobile appartenuto al defunto costituisce naturalmente accettazione tacita di eredità.

In cosa differisce l’accettazione tacita di eredità da quella espressa?

La differenza basilare tra accettazione tacita di eredità ed accettazione espressa è proprio, come dice il nome stesso, nella presenza o assenza di un atto specifico che sancisca l’accettazione dell’eredità.
Può essere ad esempio un atto pubblico redatto dal Notaio o una scrittura privata autenticata da Notaio, che definisce al di là di ogni dubbio le persone designate come eredi.
In questo caso, al di là di comportamenti concludenti di qualsiasi tipo, gli eredi si costuiscono come tali.

Quando entra in vigore l’accettazione tacita di eredità?

Secondo la legge, l’accettazione tacita di eredità scatta ad esempio quando l’erede, che possiede i beni del defunto e ne fa utilizzo, non ne dispone l’inventario entro i tre mesi dall’apertura della successione; quando l’erede dona, vende o cede a terzi beni e diritti derivanti dalla successione; se vi è una rinuncia alla successione dietro corrispettivo o a favore solo di alcuni degli altri eredi; se incassa in banca un assegno intestato al defunto; se paga debiti ereditari con denaro proveniente dal patrimonio in eredità; in caso di subingresso nell’attività commerciale del coniuge defunto e ancora in caso di volture catastali, pagamenti del debito del defunto, volture di concessione edilizia, ricorsi contro accertamenti fiscali per imposta di successione, impugnazione del testamento, avvio di divisioni ereditarie, avvio di cause per il pagamento di crediti vantati dal defunto.

Accettazione tacita di eredità: cosa succede dopo i tre mesi?

Mettiamo il caso che non stiamo utilizzando nessuno dei beni del defunto, non abbiamo intrapreso alcuna delle azioni sopra indicate e non abbiamo fatto un’accettazione espressa di eredità: fino a quando abbiamo diritto a manifestare la nostra volontà di accettare l’eredità? Questo diritto ha una durata di dieci anni dal momento dell’apertura della successione o dal giorno in cui si verifica la condizione in caso di istituzione condizionale.
In caso di figli il cui riconoscimento avvenga dopo la morte del genitore, i dieci anni decorrono dal momento della dichiarazione di paternità.

Questi sono i termini legali, ma gli altri eredi possono chiedere all’Autorità giudiziaria competente di fissare un termine entro il quale altri eredi identificati dichiarino se intendono accettare o meno l’eredità.

Le informazioni riportate in questo articolo sono a carattere generico e non possono essere considerate documenti ufficiali, così come non possono in alcun modo sostituire il parere di un professionista. Per gli stessi motivi Easy Web Service Srl non risponde in alcun modo della correttezza di quanto riportato, così come dell’aggiornamento dei contenuti, in quanto argomenti suscettibili di modifiche nel tempo. EWS invita pertanto gli utenti a consultare direttamente un notaio per avere informazioni aggiornate, certe e conformi al proprio caso specifico.

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