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Titolo Ricevere casa in donazione: quando è meglio aspettare

Titolo Ricevere casa in donazione: quando è meglio aspettare

La donazione

La donazione è un atto con il quale si trasferisce a titolo gratuito un bene immobile o un altro diritto, per spirito di liberalità. Ciò vuol dire che si trasferisce un bene, come ad esempio una casa, senza alcun corrispettivo da parte del donatario ricevente. Di base si tratta di un atto che consente a chi ne è destinatario di avere un vantaggio, in quanto ricevere una casa “in regalo” è sempre un incremento di tipo economico del proprio patrimonio. Da ciò deriva che si possa considerare sempre opportuno procedere a una donazione, ma non sempre è così.

Occorre premettere che spesso un genitore nei confronti dei propri figli o nipoti può essere portato a procedere in tal senso per gestire tutti i propri averi in vita, senza avere preoccupazioni in ordine a quella che potrà essere la propria futura successione ereditaria. Per questo motivo, in molti casi si prende la decisione di donare una propria casa a un proprio figlio o nipote ma questo per il donatario può rivelarsi un’arma a doppio taglio, in ordine a futuri ipotetici acquisti e, di conseguenza, aspetti fiscali. Vediamo, quindi, quando è opportuno attendere e non procedere a donazione e quando invece si può fare, sempre considerando che ogni caso è diverso dall’altro e che si tratta di una scelta soggettiva.

Aspetti fiscali della donazione

Il donatario non deve versare il corrispettivo però comunque l’atto sconta una serie di costi, tra cui le imposte. Il costo del Notaio spesso viene pagato dal donante, che appunto garantisce un vantaggio al donatario però oltre a questo ci sono altre spese. Nel dettaglio, la donazione sconta imposte diverse rispetto alla compravendita, anzi si può dire che ci sono delle agevolazioni particolari. Nel dettaglio, si paga quanto segue: Imposta di Registro 200€, Imposta di bollo 230€, Imposta Ipotecaria 200€ se prima casa o 2% del valore catastale se seconda casa, Imposta Catastale 200€ se prima casa o 1% del valore catastale se seconda casa.

Se il beneficiario è il coniuge, figlio, genitore, nonno o nipote l’Imposta di Donazione non è dovuta fino a un valore di 1 milione di euro della casa. Se la casa supera questo valore, è necessario pagare l’Imposta nella misura del 4% della cifra eccedente.

Se il beneficiario sono fratelli o sorelle, fino a un valore di 100mila euro non è necessario pagare alcuna Imposta di Donazione. Oltre questo valore è prevista un’Imposta di Donazione del 6% sul valore eccedente. Per quanto riguarda la donazione a favore di altri parenti e affini, è prevista un’Imposta di Donazione del 6% senza alcuna franchigia. Per donazioni verso qualsiasi altro beneficiario è prevista infine un’Imposta di Donazione dell’8%, sempre senza alcuna franchigia.

Perché è importante considerare gli aspetti fiscali?

Per analizzare la situazione relativa alla donazione e a quando conviene aspettare per farsi intestare una casa, sicuramente è fondamentale considerare gli aspetti fiscali. Perché nel momento in cui si riceve una casa, anche se tale casa non è stata acquistata, entra a far parte del proprio reddito a livello patrimoniale e fiscale, con la conseguenza che si possiede una cosiddetta prima casa. Questo può influenzare i successivi acquisti. Vediamo come.

Acquisto nuova casa in seguito alla donazione

In alcuni casi conviene aspettare a farsi intestare una casa a mezzo donazione in quanto potrebbe comportare una spesa maggiore nel momento in cui si decide di acquistare un’altra casa. Questo accade spesso quando ad esempio un proprio genitore, nonno, o comunque parente stresso dona una casa familiare o appartenuta a un membro della famiglia per gestire i propri averi e non avere problemi dopo la successione. A volte però si tratta di una casa nella quale non si vive, quindi situata in un luogo diverso da quello dove è il proprio domicilio. Questo può comportare la necessità di acquistare successivamente una casa. In quel caso, l’acquirente non può più accedere alle agevolazioni prima casa in quanto già in possesso di una precedente casa ricevuto con rogito di donazione. Questo può determinare un aggravio di spesa anche perché magari la seconda casa che si vuole comprare ha una rendita maggiore e quindi se si paga l’imposta di registro come seconda casa, si paga il 9% del valore catastale. Per questo motivo, se si è già nell’ottica di fare questo investimento, converrebbe attendere e non farsi donare precedentemente la casa.

Perché converrebbe ricevere dopo la casa in donazione?

Per ottenere comunque il vantaggio della casa in donazione, si può pensare di farlo successivamente. Questo anche in considerazione del fatto che di base la donazione sconta imposte più favorevoli rispetto ad una normale compravendita immobiliare, la quale invece sconta un’imposta di registro pari al 2% o al 9% a seconda se prima o seconda casa.

Alternative alla donazione

Per evitare questo, il donante magari di comune accordo con il donatario può scegliere delle alternative alla donazione. Sicuramente la prima alternativa è quella di intestare la casa primariamente a qualcun’altro. Ad esempio, se un nonno vuole donare la casa al nipote, potrebbe prima donare la casa al proprio figlio in modo che poi in futuro venga trasferita o comunque vada in successione al figlio del figlio. In questo modo, l’acquirente può comprare casa usufruendo delle agevolazioni e quindi pagando il 2% del valore catastale. In seguito, poi, può ugualmente ottenere la casa in donazione. In generale, la soluzione meno dispendiosa in un contesto familiare nel quale si vuole investire con altri acquisti rimane quella della successione. Lasciando che i propri beni cadano in successione si evita di stipulare il rogito in vita, con conseguente attribuzione di ulteriore patrimonio.

Quando conviene la successione rispetto alla donazione?

La successione testamentaria o legittima conviene quando si vuole lasciare alla libertà dei propri eredi la scelta in ordine alle varie attribuzioni, potendo primariamente decidere cosa acquistare e a quali agevolazioni fiscali ricorrere.

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Autore: Notai Online articolo realizzato personalmente dall'autore e coperto da copyright ©
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