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Casa ereditata da più eredi: cosa fare?

Casa ereditata da più eredi: cosa fare?

Ereditare una casa 

Al momento della morte della persona, il patrimonio viene diviso tra coloro che succedono in base al testamento o in base alla legge. Può accadere che il patrimonio ereditario non sia cospicuo, tale da poter soddisfare ciascuno degli eredi con un bene in proporzione alla quota di eredità. Ecco come è possibile procedere dal notaio nel caso in cui più persone ereditino una sola casa.

Ereditare casa con testamento

Può accadere che la persona defunta abbia lasciato un testamento, ossia un atto in cui abbia espresso le sue ultime volontà, distribuendo il proprio patrimonio ed esprimendo anche altri desideri di natura non patrimoniale.

In questo caso il testatore, nel caso in cui abbia un solo bene nel patrimonio, ad esempio una casa, potrebbe anche non scegliere a chi assegnarla in maniera diretta e procedere con la nomina degli eredi in favore di tutti i suoi figli. In questo caso al momento dell’apertura della successione, la casa non andrebbe ad un figlio in particolare, ma sarebbe in comunione con tutti i figli.

Ereditare casa senza testamento

La predisposizione di un testamento non rappresenta un obbligo, ma solo un’opportunità che il legislatore ha voluto dare alle persone per consentire di disporre del proprio patrimonio per il tempo in cui avranno cessato di vivere. Pertanto nel caso in cui non sia stato redatto un testamento, il patrimonio della persona defunta dovrà essere suddiviso secondo quanto stabilito dalla legge: nel gergo tecnico si parla di apertura della successione legittima.

In base al grado di parentela la legge stabilisce delle precise quote di assegnazione e quindi, in assenza di testamento, nel caso in cui vi sia una sola casa all’interno dell’asse ereditario, ciascun erede sarà titolare di una specifica quota sulla stessa.

Cosa fare se ci sono più eredi e una sola casa

La possibilità che vi siano più eredi e un solo bene nell’asse ereditario non è così remota, trattandosi di una circostanza molto diffusa: spesso infatti ciò che si eredita è proprio la casa familiare, dove si è cresciuti con i propri genitori, comprata con tanti sacrifici.

Le strade percorribili dagli eredi condividenti, qualora si voglia sciogliere la comunione, sono le più disparate, ma è necessario sempre rispettare un iter ben preciso prima di addivenire alla soluzione più concreta.

Vendere la casa ereditata e dividere il prezzo

Una delle possibili opzioni da poter valutare nel caso in cui vi siano più eredi, ma soltanto una casa nell’asse ereditario della persona cara defunta, è quella di procedere alla vendita della stessa dal notaio per atto pubblico e dividere il compenso. Questa soluzione può essere adottata, ma essendo tutti comproprietari di una quota, a seguito dell’accettazione dell’eredità, è necessario che tutti siano d’accordo.

Il consenso di uno solo dei titolari di una quota non basterebbe per la vendita dell’intera casa, ma occorrerebbe che tutti i comproprietari vadano dal notaio per esprimere il consenso e firmare l’atto di vendita.

Frazionamento della casa in comunione

Un’altra opportunità che hanno i coeredi per risolvere la questione di avere una sola casa in comproprietà senza che nessuno possa utilizzarla come desidera, è quella di optare per un frazionamento. Deve naturalmente trattarsi di una casa molto ampia e divisibile i cui spazi consentirebbero di ricavare due o più appartamenti.

Se si propende per una soluzione di questo tipo, sarà necessario farsi affiancare da un tecnico specializzato ed abilitato come un geometra, ingegnere etc. che provvederà a curare le pratiche necessarie per poter procedere in questa direzione. Naturalmente, per evitare problemi, litigi e attriti familiari, il frazionamento non dovrà essere sproporzionato, ma dovrà sempre essere proporzionale alla quota di diritto spettante a ciascuno degli eredi.

Vendita o donazione della quota

Non sempre quando vi sono più eredi che succedono alla persona defunta, tutti sono interessati ad accaparrarsi l’unica casa presente nell’asse ereditario. Può accadere, ad esempio, che uno dei due coeredi non senta la necessità di diventare proprietario di una casa e per tali ragioni scelga di fare quanto necessario per far sì che l’altro erede possa godere e disporre della casa come unico proprietario.

In tal caso si potrebbe optare per una vendita della quota o anche per una donazione: nel primo caso naturalmente vi sarà il pagamento di un corrispettivo, ossia del prezzo, mentre nel secondo caso siccome si è animati spontaneamente da uno spirito di liberalità, non vi sarà alcun corrispettivo.

Cosa fare prima di assegnare la casa ereditata

Sia nel caso in cui si voglia vendere o donare la casa dal notaio oppure procedere alla cessione di quota o adottare altre soluzioni, bisogna presentare la dichiarazione di successione entro dodici mesi dalla morte della persona, al fine di determinare l’imposta di successione da dover pagare.

Si tratta di un adempimento fiscale che qualora non venga effettuato nei termini previsti dalla legge determina l’applicazione di sanzioni.

Inoltre, in presenza di un testamento lasciato dalla persona defunta, bisognerà provvedere alla pubblicazione dello stesso dal notaio per atto pubblico. Non sarà necessario che tutti i chiamati all’eredità si presentino, ma basterà che uno solo di essi, avendone interesse, ne richieda la pubblicazione. Passaggio ulteriore da non sottovalutare, attiene all’accettazione dell’eredità che può avvenire in modo espresso, tacito o con beneficio di inventario.

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Autore: Notai Online articolo realizzato personalmente dall'autore e coperto da copyright ©
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