Criptovalute ed eredità: novità per la successione

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Criptovalute entrano nell’eredità?

Negli ultimi anni le criptovalute sono diventate una componente sempre più rilevante del patrimonio personale e familiare. Bitcoin, Ethereum, NFT e altri asset digitali non rappresentano più soltanto strumenti speculativi riservati agli esperti di tecnologia, ma veri e propri beni patrimoniali che possono avere un valore economico molto elevato. Questo cambiamento ha avuto conseguenze importanti anche nel diritto successorio, imponendo al legislatore di disciplinare il tema della successione delle criptovalute.

Per molto tempo il patrimonio digitale è rimasto in una sorta di vuoto normativo. Il sistema giuridico tradizionale era infatti costruito attorno a beni materiali come immobili, denaro, titoli finanziari o beni mobili fisici. Le attività virtuali, invece, non avevano una collocazione chiara all’interno dell’ordinamento. Con l’evoluzione della blockchain e la diffusione degli investimenti in criptovalute, è però diventato necessario definire la natura giuridica di questi strumenti e stabilire come dovessero essere gestiti anche in caso di successione ereditaria.

Oggi il quadro normativo è decisamente più chiaro. Le criptovalute sono considerate beni immateriali con rilevanza economica e possono essere trasmesse agli eredi come qualsiasi altro bene patrimoniale. Questo significa che il patrimonio digitale entra a pieno titolo nell’asse ereditario e deve essere considerato nella dichiarazione di successione.

Regolamento MiCA e il riconoscimento giuridico delle criptovalute

Una svolta decisiva è arrivata con il Regolamento UE n. 2023/1114, conosciuto come MiCA, cioè Markets in Crypto-Assets Regulation. Questa normativa europea ha introdotto una disciplina organica delle cripto-attività, attribuendo loro una precisa rilevanza patrimoniale.

Il Regolamento MiCA ha eliminato molti dei dubbi giuridici esistenti, stabilendo che i token digitali rappresentano beni economicamente valutabili e suscettibili di trasferimento. La caratteristica fondamentale delle criptovalute non è la loro materialità, ma il controllo esclusivo esercitato attraverso le chiavi private.

Dal punto di vista civilistico, il possesso delle chiavi private equivale alla disponibilità del bene. Proprio questo principio consente di assimilare un wallet di criptovalute a un deposito bancario o a un portafoglio titoli. Di conseguenza, al momento della morte del titolare, i diritti sulle cripto-attività vengono trasferiti agli eredi legittimi o testamentari secondo le ordinarie regole del diritto successorio.

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Successione di criptovalute: le chiavi private

Uno degli aspetti più delicati nella successione delle criptovalute riguarda la gestione delle chiavi private. Nel sistema blockchain non esiste una banca centrale o un intermediario capace di autorizzare l’accesso al patrimonio digitale in caso di morte del titolare. L’accesso agli asset dipende esclusivamente dal possesso delle credenziali del wallet.

Questo significa che gli eredi possono diventare proprietari delle criptovalute sotto il profilo giuridico, ma non riuscire concretamente ad accedere ai fondi se non dispongono delle chiavi private o delle password necessarie.

Il rischio di perdita definitiva del patrimonio digitale è uno dei principali problemi legati all’eredità delle criptovalute. Esistono numerosi casi di wallet contenenti milioni di euro in Bitcoin rimasti inutilizzabili proprio perché nessuno era in possesso delle credenziali di accesso.

Per questa ragione la pianificazione successoria assume oggi un ruolo centrale. Chi possiede criptovalute dovrebbe organizzare con attenzione la trasmissione delle informazioni necessarie agli eredi, evitando però di compromettere la sicurezza degli asset durante la propria vita.

Criptovalute ed eredità: novità successione

Criptovalute nella dichiarazione di successione

La disciplina fiscale italiana è stata aggiornata attraverso il D.Lgs. 139/2024, che ha modificato il Testo Unico sulle successioni e donazioni introducendo una regolamentazione specifica per gli asset digitali. In particolare, la riforma stabilisce che le criptovalute concorrono integralmente alla formazione dell’attivo ereditario: ciò significa che Bitcoin, stablecoin, NFT e token digitali devono quindi essere dichiarati nella successione e rilevano ai fini del calcolo dell’imposta.

Dal punto di vista fiscale, le criptovalute vengono assimilate ai beni mobili e ne deriva l’obbligo di indicare il loro valore all’interno della dichiarazione di successione presentata all’Agenzia delle Entrate. La normativa ha così chiarito definitivamente un tema che per anni aveva generato dubbi interpretativi, soprattutto con riferimento ai patrimoni detenuti su piattaforme estere o su wallet privati.

Come si calcola il valore delle criptovalute in successione

Uno degli aspetti più complessi affrontati nel corso del tempo riguarda la determinazione del valore imponibile delle criptovalute. Il mercato crypto è infatti caratterizzato da una forte volatilità e il prezzo degli asset può cambiare rapidamente.

La normativa italiana prevede che il valore delle criptovalute debba essere determinato in base al prezzo di mercato espresso in euro al momento dell’apertura della successione, cioè alla data del decesso del titolare.

Questo principio richiede una ricostruzione precisa del patrimonio digitale e quindi, diventa  fondamentale conservare documentazione relativa agli exchange utilizzati, alle transazioni effettuate e ai wallet detenuti.

Una corretta ricostruzione del valore delle criptovalute è essenziale non soltanto per il calcolo dell’imposta di successione, ma anche per evitare contestazioni future da parte dell’Amministrazione finanziaria.

Criptovalute detenute all’estero e tassazione

La dimensione internazionale delle criptovalute rappresenta un ulteriore elemento di complessità. Molti investitori utilizzano infatti exchange stranieri oppure custodiscono gli asset su wallet hardware detenuti fuori dall’Italia.

La normativa fiscale italiana stabilisce che, se il soggetto deceduto aveva la residenza fiscale in Italia, l’imposta di successione si applica a tutte le cripto-attività possedute, indipendentemente dal luogo di custodia.

Questo significa che il Fisco italiano può tassare anche Bitcoin o altri asset digitali detenuti presso piattaforme estere. La localizzazione geografica dell’exchange non esclude quindi l’obbligo dichiarativo.

Per i soggetti non residenti in Italia, invece, il prelievo fiscale riguarda esclusivamente i beni che possono essere considerati localizzati nel territorio dello Stato.

La gestione internazionale del patrimonio digitale rende quindi indispensabile il supporto di professionisti esperti in successioni, fiscalità e pianificazione patrimoniale.

Trust e protezione del patrimonio digitale

La crescente diffusione delle criptovalute ha reso necessario individuare strumenti giuridici capaci di garantire una gestione sicura ed efficiente del patrimonio digitale anche nel passaggio generazionale.

Tra questi strumenti, il trust sta assumendo un ruolo sempre più importante. La recente riforma del 2024 ha introdotto un regime di neutralità fiscale per l’atto istitutivo del trust, rinviando la tassazione al momento dell’effettiva attribuzione dei beni ai beneficiari.

Questo strumento permette di affrontare molte delle criticità tipiche della successione delle criptovalute. Attraverso il trust è possibile garantire la continuità nella custodia dei wallet, proteggere le chiavi private e programmare nel tempo il trasferimento degli asset agli eredi. Inoltre, il trust consente di segregare il patrimonio digitale rispetto al patrimonio personale del disponente, offrendo una maggiore tutela nei confronti di eventuali creditori.

Notaio e successione delle criptovalute

La diffusione degli asset digitali sta trasformando profondamente anche il ruolo del notaio. Oggi il professionista notarile non si occupa soltanto di immobili o successioni tradizionali, ma deve confrontarsi con patrimoni sempre più digitalizzati e con strumenti innovativi basati sulla blockchain.

La consulenza notarile è fondamentale per pianificare correttamente la trasmissione delle criptovalute ed evitare problemi futuri agli eredi. Una pianificazione adeguata consente infatti di ridurre i rischi fiscali, proteggere il patrimonio e garantire la continuità nella gestione degli asset digitali.

Predisporre un testamento, utilizzare strumenti di protezione patrimoniale e organizzare in modo sicuro la trasmissione delle chiavi private rappresentano oggi passaggi essenziali per chiunque possieda criptovalute.


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Editore: Redazione Notaio Facile. Articolo pubblicato dall'editore e scritto personalmente da esperti in ambito notarile. Coperto da copyright ©

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