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Atto notarile per pubblicare il testamento

Chi trova il testamento scritto a mano da un genitore si chiede tre cose: se è obbligatorio portarlo dal notaio, quanto costa e chi deve esserci. In ordine: sì, la pubblicazione è l’unico modo per dare valore a un testamento olografo o segreto; il conto è fatto di 200 euro di imposta di registro, 45 o 155 euro di bollo, l’onorario del notaio, di norma di qualche centinaio di euro più IVA, e sale se ci sono immobili da trascrivere o se si accetta l’eredità nello stesso atto; e basta una persona sola, anche non erede, con due testimoni. Sotto tutte le voci e i passaggi. Per la cifra esatta sul proprio caso si chiede un preventivo per la pubblicazione a uno studio della propria provincia.

Si può?

✔ Pubblicare il testamento anche se non sei erede: può chiederlo chiunque ne abbia interesse, anche un amico che lo custodiva.

✔ Pubblicarlo con un solo erede presente: gli altri vengono avvisati dal notaio, l’accettazione si fa anche dopo.

⚠ Non pubblicarlo: solo se tutti i coeredi lo decidono insieme davanti al notaio, con atto scritto, e comunque senza distruggerlo.

✘ Pubblicarlo senza notaio: no, la pubblicazione è un atto pubblico e non c’è un’alternativa.

✘ Pubblicarlo mentre il testatore è ancora vivo: no, serve il certificato di morte.

È obbligatorio pubblicare il testamento?

La legge italiana sancisce un principio fondamentale nell’ambito delle eredità, secondo cui la volontà del testatore è sovrana. Essa pertanto deve essere sempre rispettata. È proprio per questo fine che vige l’obbligo di consegnare tempestivamente al Notaio un eventuale testamento, laddove lo si avesse a disposizione. Il Notaio, ricevuta la scheda testamentaria, procederà alla sua pubblicazione in presenza di due testimoni. La pubblicazione del testamento è quindi un atto fondamentale per poter conoscere ed applicare le volontà del testatore, il quale prende il nome di de cuius o disponente. La pubblicazione può riguardare tanto un testamento olografo quanto un testamento segreto, diverso è invece il caso di un testamento pubblico.

Come predice il nome stesso, il testamento pubblico ha già avuto un regime di pubblicità nel momento della sua formazione. Infatti dopo che è stato redatto, viene iscritto in un registro pubblico e conservato in un fascicolo speciale dal Notaio. Al momento dell’apertura della successione, il testamento pubblico passa in un altro fascicolo notarile con un apposito verbale.

Il testamento olografo è l’unica forma che non ha bisogno del notaio per essere scritta: lo redige il testatore di proprio pugno, con data e firma, e lo conserva lui stesso o una persona di fiducia. Per la pubblicazione, però, il notaio serve sempre: è un suo compito esclusivo, e su richiesta anche di una sola persona il testamento deve essere pubblicato. Se il testatore lo aveva consegnato al notaio quando era in vita, il notaio non lo pubblica da sé: informa i possibili eredi che esiste, e procede quando uno di loro lo chiede.

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Come funziona la pubblicazione del testamento?

Quando viene portato il testamento al Notaio, questi redige un verbale pubblico alla presenza costante di due testimoni. Il verbale di pubblicazione descrive tutte le operazioni che vengono svolte: a partire dall’avvenuta consegna al Notaio della scheda testamentaria, descrivendone le caratteristiche, alla verbalizzazione del contenuto che si legge nel testamento. L’atto viene sottoscritto (ossia firmato) dalla persona che ha portato il testamento, dai testimoni e dal Notaio stesso.

Laddove si tratti di testamento segreto, il Notaio procede all’apertura della busta che contiene la scheda testamentaria e redige apposito verbale in cui viene descritto ciò che succede, la forma e le caratteristiche della scheda ed il suo contenuto. Il tutto, anche in questo caso, avviene alla presenza ininterrotta di due testimoni, i quali sottoscrivono il verbale insieme al Notaio.

Terminata tale fase di ricevimento, a questo punto il Notaio trasmette una copia del verbale alla cancelleria del Tribunale territorialmente competente, dove viene inserito in un apposito registro pubblico dei testamenti. Al termine di tali operazioni il Notaio contatta i successori testamentari comunicandogli dell’esistenza del testamento e del suo contenuto. I successori, eredi e legatari, vengono quindi informati al fine di consentirgli l’adozione delle proprie scelte in merito. Ricordiamo che gli eredi possono accettare o rifiutare l’eredità mentre i legatari, che sono i soggetti a cui il testatore ha lasciato singoli beni, si ritengono successori direttamente senza bisogno di un atto di accettazione espresso. Nulla toglie, tuttavia, che il legatario possa rifiutare il lascito a suo favore. Inoltre, si deve tenere presente che indipendentemente dall’accettazione o dal rifiuto dell’eredità e dei legati, almeno uno dei successori deve presentare la dichiarazione di successione all’Agenzia delle Entrate. La dichiarazione di successione non comporta accettazione, è un atto diverso e separato. Esso rappresenta un documento necessario che consentirà, in un secondo momento, il legittimo passaggio dei beni dal de cuius ai suoi successori. Sarebbe comunque buona norma rivolgersi al Notaio per sapere se si rientra tra i soggetti esentati dalla presentazione della dichiarazione di successione, essendo previste precise esenzioni al riguardo.

Chi deve essere presente e cosa portare

Non serve che ci siano tutti gli eredi: basta che una persona si rechi dal notaio con il testamento, e non deve per forza essere nominata erede nel documento. Ci saranno poi i due testimoni, con i requisiti della legge notarile. L’accettazione dell’eredità, che invece riguarda tutti gli eredi, si può fare nello stesso giorno o in un secondo momento. Allo studio vanno consegnati la carta d’identità e il codice fiscale di chi chiede la pubblicazione, una copia dei documenti del defunto, l’estratto dell’atto di morte rilasciato dal Comune dell’ultimo domicilio e il testamento in originale, mai in fotocopia, perché viene allegato al verbale. Se il foglio è dentro una busta chiusa non va aperta: la apre il notaio davanti ai testimoni e lo mette a verbale.

Quando si parla di pubblicazione molti immaginano una pubblicazione vera e propria, su un sito o su un giornale. Non è così: la pubblicazione è il verbale del notaio, e da quel momento il testamento risulta nel Registro generale dei testamenti, al quale chiunque può chiedere se una persona ha lasciato testamento, in Italia o nei Paesi che aderiscono alla Convenzione di Basilea.

Quanto costa pubblicare un testamento

Quali sono i costi di pubblicazione del testamento?

Premettiamo innanzitutto che i costi cambiano in base ai casi specifici e solo il Notaio, a cui si può fare richiesta anche tramite l’apposita sezione di questa piattaforma, potrà dare tutte le delucidazioni in merito. Ciò premesso, qui di seguito indichiamo un piccolo vademecum sulle singole voci di costo che ad oggi sono previste per la pubblicazione di un testamento.

L’imposta di registro: il verbale di pubblicazione del testamento rappresenta un atto pubblico che, in quanto tale, deve essere iscritto nell’apposito registro. Tale iscrizione ha il suo costo, che è previsto nella misura fissa di 200 euro.

L’imposta di bollo: che varia in base al contenuto del testamento. Normalmente è pari a 45 euro, che salgono a 155 euro qualora esso contenga dei legati immobiliari soggetti a trascrizione.

Imposta ipotecaria e tassa d’iscrizione: sempre nel caso di legati immobiliari, sono previste l’imposta ipotecaria e la tassa d’iscrizione per ciascuna nota presentata, che quantificherà il Notaio in base ai lasciti testamentari.

Voce Quanto Quando
Imposta di registro 200 euro, fissa sempre
Imposta di bollo 45 euro, 155 con legati immobiliari sempre
Ipotecaria e tassa per ogni nota le quantifica il notaio solo con legati immobiliari da trascrivere
Onorario, tassa archivio e copie liberi, di norma qualche centinaio di euro più IVA sempre, da preventivo
Accettazione dell’eredità nello stesso atto registrazione e trascrizione in più se gli eredi la fanno contestualmente

Messo insieme, per un testamento olografo senza immobili da trascrivere il conto resta di norma entro il migliaio di euro; con legati immobiliari o con l’accettazione dell’eredità fatta nello stesso atto sale. Sono ordini di grandezza, e la cifra del proprio caso la dà solo il preventivo dello studio.

Chi paga la pubblicazione

Gli eredi, in parti uguali. Nella pratica può capitare che uno solo anticipi tutto allo studio e si rivalga poi sugli altri: verso il notaio le parti rispondono in solido, quindi lo studio può chiedere il dovuto a chi ha richiesto l’atto.

Gli altri pagamenti dovuti

A tali costi sopra elencati si devono aggiungere altri pagamenti necessari. Ad esempio, se nell’eredità vi sono degli immobili dovrà essere allegata la visura catastale di ognuno di essi al momento della presentazione della dichiarazione di successione, con un costo di circa 30 euro per ogni visura richiesta al Catasto. Si aggiungono poi i costi per l’atto di accettazione o per quello di rifiuto, l’onorario del Notaio, che ha provveduto a tutti gli adempimenti necessari, i costi per un eventuale atto di divisione e per le dovute trascrizioni. Le imposte della successione vera e propria, e la dichiarazione di successione da presentare entro dodici mesi, sono un capitolo a parte.

La pubblicazione del testamento ed i relativi pagamenti rappresentano quindi l’inizio di un procedimento più ampio e che dev’essere considerato in una visione d’insieme. Il Notaio costituisce il professionista dedicato a seguire tali casi, la sua professionalità consente infatti di evitare errori nel passaggio generazionale dal de cuius ai suoi successori e di rispettare le tempistiche ed i passaggi prescritti dalla legge.

Perché a volte gli eredi non vogliono pubblicare il testamento, e cosa rischiano

Succede più spesso di quanto si pensi. A volte gli eredi conoscono già il contenuto e vogliono risparmiare le spese della pubblicazione; a volte il testamento dice esattamente quello che direbbe la legge, per esempio due figli nominati eredi in parti uguali senza coniuge, e sembra inutile; altre volte, più delicate, gli eredi non vogliono rispettare quelle volontà. In tutti questi casi vale una regola: il testamento non si può distruggere, nascondere o alterare, perché è reato. Rinunciare alla pubblicazione è possibile solo con un atto scritto di tutti i coeredi davanti al notaio, soprattutto quando ci sono immobili, e resta una scelta poco prudente: senza pubblicazione nessuna disposizione del testamento può essere fatta valere, nemmeno quelle che regolano debiti o lasciti a terzi.

Cosa succede dopo la pubblicazione

Chi ha chiesto la pubblicazione non è sempre il beneficiario. In quel caso è il notaio a informare eredi e legatari che esiste un testamento in loro favore, di norma con una raccomandata a cui allega copia del verbale: la legge non impone una forma precisa, quindi le modalità dipendono dallo studio. Da lì ciascuno decide se accettare, con o senza beneficio di inventario, o rinunciare, e si presenta la dichiarazione di successione. Se una persona ha interesse alla pubblicazione e chi custodisce il testamento non si muove, può chiedere al tribunale del luogo in cui si è aperta la successione, cioè l’ultimo domicilio del defunto, di fissare un termine.

Domande di chi ha appena trovato un testamento

Quanto costa in tutto pubblicare un testamento olografo?

Le imposte sono fisse: 200 euro di registro e 45 euro di bollo, 155 se ci sono legati immobiliari. A queste si aggiungono onorario, tassa archivio e copie, di norma qualche centinaio di euro più IVA. Senza immobili da trascrivere il totale resta di norma entro il migliaio di euro; sale con legati immobiliari o se nello stesso atto si accetta l’eredità. La cifra esatta arriva con il preventivo.

Si può pubblicare un testamento senza notaio?

No. La pubblicazione è un atto pubblico che solo il notaio può ricevere, con due testimoni. Un testamento olografo non pubblicato non ha efficacia: gli eredi non possono farlo valere in banca, al catasto o davanti a terzi.

Devono esserci tutti gli eredi?

No. Basta una persona con il testamento in originale, anche se non è erede; gli altri vengono avvisati dal notaio dopo. L’accettazione dell’eredità riguarda invece tutti gli eredi, ma si può fare in un secondo momento.

Chi paga il notaio per la pubblicazione?

Gli eredi in parti uguali. Se uno anticipa tutto, può rivalersi sugli altri; verso lo studio le parti rispondono in solido.

Quanto tempo ci vuole?

Di norma pochi giorni per l’appuntamento, e il verbale si fa nella stessa seduta. Serve però l’estratto dell’atto di morte, quindi conviene chiederlo al Comune prima di fissare la data. L’avviso agli altri eredi parte dopo, con i tempi dello studio.

BIBLIOGRAFIA C. CARBONE “Formulario notarile commentato” CEDAM, 2016 pp. 366 e 384