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Come ho comprato il terreno con il coltivatore diretto

Abbiamo ereditato il terreno l’azienda di famiglia

Come ho comprato il terreno con il coltivatore direttoMio fratello ed io siamo titolari da qualche anno di un'azienda vinicola fiorente, ereditata dal nostro caro nonno.

Quando era ancora in vita, grazie alla passione per il buon vino rosso, acquistò un terreno agricolo sul quale iniziò a coltivare viti per la produzione. Purtroppo qualche anno fa è venuto a mancare e ha lasciato un testamento olografo nel testamento aveva nominato eredi me e mio fratello, lasciando in nostro favore sia l'azienda, che un terreno agricolo sul quale coltivava le viti.

Pubblicazione del testamento olografo di mio nonno

Dopo aver ritrovato il testamento di nostro nonno, ci siamo affidati al notaio di fiducia per comprendere le modalità con le quali renderlo pubblico ed ufficializzare le sue ultime volontà. Abbiamo così provveduto alla pubblicazione dello stesso per atto pubblico notarile alla presenza di due testimoni. Successivamente è stato necessario presentare la dichiarazione di successione per avere contezza del patrimonio di nostro nonno, essendo titolare di diversi beni immobili, tra cui terreni e case in campagna. Ciò ha naturalmente comportato il pagamento di imposte e tasse.

Come continuare l’attività di famiglia

Per onorare la tradizione di famiglia decidemmo di continuare l'attività aziendale vinicola. Avendo ottenuto un riscontro con il pubblico estremamente positivo abbiamo deciso di investire e di ampliare la nostra produzione. Per raggiungere questo risultato era necessario avere più spazio a disposizione per coltivare le viti. Dopo diversi tentennamenti, anche per il sacrificio economico che dovevamo affrontare, ci siamo decisi ad acquistare un nuovo appezzamento di terreno, confinante con quello già di nostra proprietà.

Il problema che si è presentato è che il terreno era occupato da un coltivatore diretto che aveva un contratto di locazione con il proprietario del terreno: un imprenditore agricolo che si dedicava in maniera diretta ed abituale alla coltivazione manuale dei terreni insieme alla sua famiglia. Pertanto, ci siamo recati dal nostro notaio per avere una consulenza e delle delucidazioni in merito.

Perché è stata importante la consulenza dal notaio

La situazione ci è sembrata decisamente più chiara e cristallina dopo esserci recati dal medesimo notaio che aveva provveduto alla pubblicazione del testamento olografo. Purtroppo avremmo dovuto effettuare dei passaggi preliminari prima di procedere al rogito notarile, non potendo stipulare immediatamente. La nostra intenzione era proprio quella di acquistare il terreno nel più breve tempo possibile per poter iniziare la lavorazione e il trattamento dello stesso, al fine di preparare la coltivazione.

Prelazione del coltivatore diretto

Il coltivatore diretto vantava un diritto di prelazione sul terreno. Ció vuol dire che era preferito a chiunque rispetto all'acquisto del terreno. Dopo aver predisposto la bozza del contratto, gli è stata notificata la proposta di acquisto, contenente le medesime condizioni contrattuali presenti nel nostro contratto ed anche lo stesso prezzo con lettera raccomandata.

Il coltivatore diretto aveva un lasso di tempo pari a 30 Giorni per decidere se acquistare o meno il terreno.

Inizialmente sembrava intenzionato nell'acquisto in quanto disponeva di un'azienda agricola importante, ma per fortuna prima della scadenza dei termini di legge ha deciso di rinunciare a tale tipo di investimento e ha comunicato di essere disposto nel più breve tempo possibile a rinunciare a tale diritto.

Chi si è presentato dal notaio per la rinuncia alla prelazione

Il giorno della stipula del rogito notarile, dinanzi al notaio eravamo presenti mio fratello ed io, il venditore ed il coltivatore diretto.

La presenza del coltivatore diretto era necessaria per la rinuncia al diritto di prelazione.

Il coltivatore diretto ha rinunciato alla prelazione dal notaio

Come sopra anticipato il coltivatore diretto aveva un termine di trenta giorni per decidere se esercitare o meno il diritto di prelazione. Siccome era disposto a concludere l’operazione nel più breve tempo possibile, ha deciso di presenziare all’atto notarile al fine di rinunciare a tale diritto.

In questo modo il coltivatore diretto ha rinunciato per atto pubblico, prima di procedere alla vendita del terreno, al diritto di prelazione, ossia al diritto di essere preferito sull'acquisto.

Abbiamo comprato il terreno agricolo

Dopo la rinuncia al diritto di prelazione da parte del coltivatore diretto, è stato possibile stipulare il contratto di compravendita del terreno agricolo con il venditore dal notaio. Sia la rinuncia del diritto di prelazione che la vendita sono stati ricevuti dal notaio nel medesimo atto.

I documenti che abbiamo fornito al notaio

Naturalmente prima del giorno della stipula sono stati consegnati al notaio i documenti di identità e il codice fiscale di tutte le parti.

Oltre a questi, era necessario anche il certificato di destinazione urbanistica del terreno da allegare all’atto per l’acquisto del terreno.

Come abbiamo avuto il cdu

Il certificato di destinazione urbanistica è un documento che attesta la destinazione urbanistica del terreno, ossia attesta, nel nostro caso, la sua natura agricola. È un documento necessario quando si acquista un terreno molto ampio, superiore a 5000 mq e non pertinenziale.

Non avendo alcuna conoscenza in merito, per avere il certificato di destinazione urbanistica ci siamo rivolti al nostro tecnico di fiducia che ha provveduto a richiederlo all’Ufficio competente del Comune in cui è situato il terreno.

Perché ci siamo rivolti subito al notaio

La nostra esperienza è stata particolarmente serena in quanto il coltivatore diretto, sebbene inizialmente avesse espresso la volontà di acquistare il terreno, non si è opposto al rogito notarile, consentendoci nel più breve tempo possibile, di procedere con la conclusione del contratto. È stato per noi importante affidarci a dei professionisti come il notaio per comprendere al meglio le modalità con cui procedere, onde evitare delle cattive sorprese il giorno della stipula.

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