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I patti di famiglia e il ruolo del Notaio 

I patti di famiglia e il ruolo del Notaio 

Che cosa sono i patti di famiglia e qual è il ruolo del Notaio? Analizziamo questa tipologia di contratto che consente il trasferimento immediato dell’impresa di famiglia.

I patti di famiglia sono un istituto introdotto nella nostra legislazione con la legge n. 55 del 14 febbraio 2006. Si tratta di un “contratto tra i vivi” che ha l’obiettivo di trasferire immediatamente la proprietà dell’impresa di famiglia o quote di essa ad uno dei discendenti.

L’obiettivo dei patti di famiglia è facilitare il passaggio generazionale e rappresentano un’eccezione, in quanto i patti successori in Italia sono vietati dall’art. 458 del Codice Civile, che afferma che “È nulla ogni convenzione con cui taluno dispone della propria successione. È del pari nullo ogni atto con il quale taluno dispone dei diritti che possano spettare da una successione non ancora aperta, o rinunzia ai medesimi”. 

L’obiettivo dell’art. 458 è preservare l’efficacia del testamento, tutelare i diritti dei legittimari, evitare che in forza di attese legate a patti pre mortem, gli eredi disperdano patrimoni di cui non sono ancora entrati in possesso o concludano negozi contrari alla legge e alla morale per ottenere tali vantaggi.

L’esigenza di patti di famiglia era particolarmente sentita in Italia, dove il tessuto economico è rappresentato per oltre il 60% da imprese familiari che in assenza di questo istituto rischiavano di rimanere bloccate e non poter affrontare per tempo il passaggio generazionale.

I patti di famiglia: a che cosa servono e chi vi deve partecipare

Abbiamo visto che i patti di famiglia servono a favorire il passaggio generazionale. Immaginiamo che un imprenditore abbia più di un figlio ed un coniuge, ma intenda individuare solo alcuni dei suoi potenziali eredi legittimi per la gestione dell’impresa, perché lavorano già al suo fianco o perché li ritiene più idonei o non intende dividere la proprietà dell’azienda in quote eccessivamente piccole. In questo caso potrà ricorre ad un patto di famiglia, in cui dovranno essere coinvolti tutti gli eredi legittimari.

Per esempio il Signor Rossi ha 4 figli, Marta, Filippo, Luca e Vittoria, ma ha individuato come persone che possono subentrare nella gestione aziendale Marta e Luca. Potrà sottoscrivere un patto di famiglia in cui a fronte della cessione a Marta e Luca di quote aziendali o dell’intera proprietà aziendale si preveda un indennizzo per gli altri eredi legittimari che non riceveranno le quote e la proprietà dell’azienda di famiglia.

Al patto di famiglia devono partecipare tutti i legittimari; nel patto si precisa il valore dell’indennizzo spettante a chi non riceverà le quote e la modalità ed i tempi in cui questo indennizzo sarà versato. A pagare questo indennizzo dovrebbero essere i beneficiari dei patti, ma nessuno vieta che sia il concedente, in questo caso il sig. Rossi.

Non è obbligatorio che venga fata una perizia sul valore oggetto del patto, tuttavia può essere richiesta per avere un’ulteriore garanzia sull’equità dell’indennizzo.

I patti di famiglia: perché li deve stipulare un Notaio 

I patti di famiglia sono atti pubblici e devono essere stipulati dal Notaio, pena la nullità dell’atto stesso, in ragione per prima cosa della sua funzione di pubblico ufficiale, ma anche della sua competenza specifica in materia di diritto societario e di famiglia, della sua attività super partes. 

I patti di famiglia: perché preferirli ad una donazione

Perché si è avvertita la necessità di un nuovo istituto come i patti di famiglia e non ci si è semplicemente affidati alla donazione? Perché come abbiamo suggerito il patto di famiglia serve a dare continuità con efficacia e velocità all’impresa, la donazione come sappiano può essere impugnata per i dieci anni successivi alla sua conclusione, non sembra dunque offrire le certezze necessarie per guidare l’azienda. Anche il patto di famiglia può essere impugnato, nel caso per esempio il consenso di uno o più legittimari sia stato estorto con violenza o inganno, ma si hanno solo 12 mesi di tempo per farlo dal momento in cui vengono scoperti e provati il dolo o l’inganno. 

I patti di famiglia possono però essere modificati con un altro patto di famiglia, sempre stipulato dal Notaio, e dai patti si può recedere,  invocando la clausola di recesso, ma solo se espressamente indicata nel patto.

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Autore: Notai Online articolo realizzato personalmente dall'autore e coperto da copyright ©
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