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Separazione dei Beni: cosa prevede e ruolo del Notaio nel cambiamento

separazione dei beni

In cosa consiste la Separazione dei Beni e il ruolo del Notaio in particolare per il passaggio dalla Comunione alla Separazione.

Abbiamo già avuto modo di vedere in un apposito articolo in cosa consiste la Comunione dei Beni e cosa prevede. I Regimi Patrimoniali che possono essere scelti dai coniugi sono infatti due: la Comunione, come visto, e la Separazione dei Beni, che presentano caratteristiche per molti versi opposte. La prima cosa che è bene dire è che – sebbene la Comunione dei Beni sia il regime applicato in automatico salvo diversa indicazione da parte dei coniugi in quanto lo Stato privilegia così la visione della famiglia come elemento unico e inscindibile – la Separazione dei Beni non implica in nessun modo uno svilimento della famiglia, né del suo valore né dei legami che la tengono unita. Anzi, in particolare in determinati casi optare per questa scelta può essere un atto di lungimiranza e protezione proprio degli interessi della famiglia stessa.

Consulenza notarile e separazione dei beni

Quando si sceglie il regime patrimoniale della famiglia è importante capirne quali siano gli effetti e le conseguenze prima di compere scelte azzardate. Per questo, nel caso in cui aveste dei dubbi in proposito, potrebbe essere buona cosa avvalersi da subito della consulenza di un Notaio che ci aiuti a stabilire con cognizione di causa quale regime patrimoniale sia quello più adatto alla nostra specifica situazione e le conseguenze che questa scelta avrà sia nell’immediato sia a lungo termine.

Ricordiamo infatti che la scelta del Regime Patrimoniale ha importanti risvolti sulla gestione della famiglia stessa e avrà conseguenze per tutta la durata del matrimonio e – se dovesse finire – anche dopo di esso. Regola inoltre anche i rapporti economici della famiglia verso l’esterno e questo è un altro aspetto da tenere in debita considerazione.

Dal Notaio per la Separazione dei Beni

Il Regime Patrimoniale della famiglia può essere modificato in qualsiasi momento: se decidessimo dunque di passare dalla Comunione alla Separazione dei Beni o viceversa possiamo farlo recandoci da un Notaio per uno specifico atto.

La convenzione di separazione richiede necessariamente l’atto pubblico dal notaio e la presenza irrinunciabile di due testimoni che abbiano i requisiti previsti dalla legge notarile.

Nel caso in cui le parti non si rechino dal notaio e con una scrittura privata decidano di passare o di scegliere la separazione dei beni, tale scelta non avrà alcun valore nei confronti dei terzi in quanto non è ammissibile scegliere una forma diversa da quella imposta dalla legge. Per questo motivo i coniugi continuerebbero ad essere in comunione legale dei beni e se vorranno vendere una casa in comunione legale dovranno recarsi entrambi dal notaio.

Quali documenti portare al notaio per il passaggio da comunione dei beni a separazione dei beni?

Per potere effettuare il passaggio dalla comunione dei beni alla separazione occorrono dei documenti che il notaio provvederà a richiedere. Tra questi vi sono l’estratto dell’atto di matrimonio rilasciato dal Comune in cui è stato celebrato, i documenti di identità, nonché i codici fiscali di entrambi i coniugi e la copia di tutti gli atti pubblici notarili con cui si sono comprati i beni dopo il matrimonio.

Passaggio da comunione dei beni a separazione dei beni: costo

Quando si decide nel corso del matrimonio di modificare il regime patrimoniale della famiglia passando dalla comunione die beni alla separazione dei beni, bisogna come sopra anticipato, andare necessariamente dal notaio.

Il che naturalmente richiede costi e tempi, in particolare se è necessario provvedere alla divisione di beni precedentemente in Comunione. Tra le spese bisogna comprendere oltre all’onorario notarile, i costi di trascrizione dell’atto, tasse e bolli. È dunque meglio prendersi all’inizio il tempo necessario a decidere da subito nel migliore dei modi, magari avvalendosi anche di una specifica consulenza notarile.

Cosa si può inserire nella convenzione di separazione dei beni dal notaio

Quando si va dal notaio e si sceglie la separazione dei beni, mediante passaggio dalla comunione legale, ci si chiede se è possibile inserire altre clausole. Ciò che bisogna precisare è che il legislatore è molto rigido in tema di regime patrimoniale tra i coniugi, non lasciando molto spazio alla libertà dei coniugi.

Gli sposi infatti non possono derogare ai diritti e ai doveri previsti dalla legge per effetto del matrimonio.

Si considera consentita una clausola con la quale i coniugi regolino l’obbligo reciproco di partecipare agli oneri matrimoniali, ma entro determinati limiti. Non si può inserire ad esempio una clausola che prevede l’esonero totale di uno dei coniugi dall’ obbligo di contribuire ai bisogni della famiglia, o un patto che obblighi uno dei coniugi a contribuire in misura fissa ai bisogni della famiglia indipendentemente dalla situazione economica in cui si trovi.

Naturalmente non è possibile inserire delle clausole all’interno della convenzione stipulata dal notaio per atto pubblico alla presenza di due testimoni che prevedano la rinuncia al diritto di chiedere gli alimenti o al diritto di chiedere la separazione personale o il divorzio.

Separazione dei beni: in cosa consiste

Con la Separazione dei Beni i coniugi mantengono la titolarità sia dei beni acquisiti prima del matrimonio, sia di quelli che entrano in loro possesso nel corso dello stesso per acquisto, donazione, eredità o altre vie. Ciascuno può disporre liberamente dei beni di proprietà, anche senza il consenso dell’altro coniuge. Eventuali creditori possono rifarsi solo sui beni di proprietà del coniuge verso cui vantano il credito e non su tutti i beni della famiglia, come invece avverrebbe nel caso di Comunione dei Beni.

Svantaggi della separazione dei beni dal notaio

Più che di svantaggi della separazione dei beni, si parla di diverse conseguenze che possono essere prodotte. Una tra queste è sicuramente nell’ambito ereditario: nel regime di comunione legale dei beni il coniuge ha diritto a una quota di eredità superiore rispetto a quella in separazione dei beni. Infatti se i coniugi sono sposati in comunione dei beni, in successione cade la quota di 1/2 del bene che appartiene a entrambi i coniugi, in quanto l’altro ½ è di titolarità del coniuge superstite.

Da queste poche indicazioni, risulta subito evidente come in linea generale il maggior “contro” di questo Regime Patrimoniale sia il fatto che ciascun coniuge ha il controllo solo su una parte del patrimonio della famiglia, non potendo intervenire neppure in caso di amministrazione straordinaria sui beni dell’altro.

Vantaggi della separazione dei beni dal notaio

Molte coppie scelgono la separazione dei beni per evitare che in futuro ci si rechi nuovamente dal notaio a modificare il regime patrimoniale dei beni. È proprio per questo che al momento della celebrazione del matrimonio scelgono immediatamente la separazione dei beni. Numerosi sono i vantaggi che ne derivano.

Il principale “pro” è l’inattaccabilità dei beni dell’altro coniuge nel caso in cui uno dei due contraesse dei debiti di cui deve disporre personalmente, motivo per cui è di norma il Regime preferenziale per chi svolge un’attività lavorativa che potrebbe comportare il rischio di contrazione di debiti.

Spesso quando uno dei due coniugi ha un lavoro che, ad esempio, prevede un rischio imprenditoriale molto alto, si predilige tutelare il nucleo familiare evitando che tutte le problematiche possano intaccare anche l’altro coniuge.

Amministrazione dei beni in separazione

Con la separazione dei beni ciascun coniuge ha il godimento e l’amministrazione dei beni di cui è titolare esclusivo. Alcuni parlano di assenza di regime, ciò vuol dire che viene lasciata inalterata la reciproca indipendenza dei loro patrimoni ed è come se si restasse nella situazione giuridica in cui si troverebbero se non fossero uniti in matrimonio.

Procura al coniuge non titolare

La legge prevede la possibilità da parte del coniuge titolare di conferire procura di amministrare i beni al coniuge non titolare. Tra i due coniugi, in questo caso, si instaura un rapporto di mandato. A differenza del mandato ordinario previsto nel codice civile ove l’obbligo del rendiconto delle azioni da compiere rappresenta un effetto naturale del contratto, nei rapporti tra i coniugi si applica il criterio opposto, atteso che il coniuge mandatario, ossia colui che dovrà compiere determinati atti, è obbligato a rendere all’altro il conto del suo operato in caso di previsione espressa nella procura.

Che succede se al momento del matrimonio non si sceglie la separazione dei beni?

Prima della Riforma del diritto di Famiglia se una coppia convolava a nozze e nulla diceva, in merito al regime patrimoniale della famiglia, automaticamente si aveva la separazione dei beni.

Dopo la Riforma del Diritto di famiglia, invece, il regime di separazione dei beni è un regime sussidiario in quanto può derivare da un’apposita convenzione o al verificarsi di determinati accadimenti.

Avvenimenti che determinano la separazione dei beni

La separazione dei beni può instaurarsi automaticamente al verificarsi di specifici e determinati eventi. In particolare ciò avviene per effetto di quei provvedimenti che determinano lo scioglimento della comunione legale ma non del vincolo del matrimonio: dichiarazione di assenza o di morte presunta da parte del Tribunale, separazione personale dei coniugi, consensuale o giudiziale, separazione giudiziale dei beni, fallimento.

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Autore: Redazione NF questo articolo è stato realizzato con cura e attenzione da un essere umano ed è coperto dal diritto d'autore.
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