La radiografia del preventivo notarile: dove vanno i soldi quando compri casa?

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mmagina la scena: hai finalmente trovato la casa, la proposta è accettata, la banca ha dato il via libera per il mutuo. Ti arriva il preventivo del notaio per il rogito e, per un attimo, ti manca il fiato. Una cifra totale importante, spesso di diverse migliaia di euro, scritta in calce a un documento pieno di voci burocratiche come "diritti di segreteria", "imposta d'atto", "onorario".

La reazione immediata di quasi tutti gli acquirenti è: "Ma quanto mi costa questo notaio?".

È una reazione naturale, ma si basa su un enorme equivoco di fondo. In questo articolo faremo un'operazione di trasparenza assoluta: faremo a pezzi quel preventivo per vedere, un euro alla volta, cosa stai pagando davvero, dividendo il guadagno del professionista dalle tasse che lo Stato ti impone ma che ti nasconde dentro la fattura del notaio.

Il notaio come esattore delle tasse (a costo zero per lo Stato)

La prima verità da comprendere è che lo studio notarile, per lo Stato italiano, funziona come un ufficio delle imposte decentrato. Quando firmi l'acquisto della casa, non stai pagando il notaio: stai usando il notaio come un mezzo per pagare il fisco.

Per legge, il notaio è un sostituto d'imposta. Significa che ha l'obbligo di riscuotere da te ogni singola tassa legata alla compravendita (imposta di registro, ipotecaria, catastale o l'imposta sostitutiva del mutuo) e di versarla direttamente all'Agenzia delle Entrate entro pochi giorni dal rogito.

Se il notaio non riscuotesse queste cifre, l'atto non potrebbe nemmeno essere registrato. Di quella maxi-cifra che vedi sul preventivo, una percentuale che spesso oscilla tra il 60% e l'80% transita semplicemente sul conto del notaio per poi essere girata allo Stato. Il notaio fa questo lavoro di riscossione, calcolo e versamento assumendone la responsabilità civile e penale, senza ricevere un centesimo di commissione dallo Stato.

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Dentro la fattura: le tre anime del tuo pagamento

Quando riceverai la fattura definitiva dopo il rogito, noterai che le cifre sono divise in sezioni molto rigide. Capire questa distinzione è l'unico modo per valutare se un preventivo è conveniente o meno.

1. Le somme "Fuori Campo IVA" (Art. 15 DPR 633/72)

Sotto questa voce trovi i soldi che il notaio anticipa per tuo conto o le tasse pure. Su queste cifre non si paga l'IVA perché, appunto, sono tasse o rimborsi spese.

  • Cosa c'è dentro: L'imposta di registro (il famoso 2% o 9%), le imposte ipotecarie e catastali fisse, i diritti di voltura catastale, le tasse d'archivio notarile. Sono i soldi dello Stato.

2. Le spese vive di visura e d'ufficio

Prima di farti firmare, lo studio effettua accessi telematici ai registri immobiliari e catastali per verificare che la casa sia "pulita". Ogni accesso ha un costo fisso che il software del notaio paga ai portali ministeriali.

  • Cosa c'è dentro: I diritti per le visure ipotecarie e catastali, le spese di notifica, le marche da bollo telematiche. Sono i costi tecnici della tua sicurezza.

3. L'Onorario professionale (Soggetto a IVA 22%)

Questa è l'unica vera voce che finisce nelle casse dello studio notarile. È il compenso per le ore di lavoro del personale, l'analisi dei documenti, la consulenza e, soprattutto, la responsabilità che il notaio si assume firmando l'atto. Se la casa dovesse avere un problema legale non rilevato, il notaio ne risponde con i propri beni e con la sua assicurazione professionale.

  • Cosa c'è dentro: La prestazione professionale pura. Su questa cifra lo Stato applica l'IVA al 22% (che l'acquirente paga in più) e il notaio pagherà poi la cassa nazionale del notariato e le proprie tasse sul reddito.

spese nascoste nel rogito

La simulazione visiva: dove finiscono 5.000 Euro di rogito?

Per capire visivamente questa distribuzione, proviamo a fare una simulazione realistica di un preventivo totale di 5.000€ per l'acquisto di una prima casa da un privato (comprensivo di atto di compravendita e atto di mutuo).

Ecco come vengono spartiti quei soldi:

[Preventivo Totale: 5.000€]
│
├── ➔ ALLO STATO (Tasse e Imposte dirette) ─────── Modulo Art. 15 ──────  2.850€ (57%)
├── ➔ AI PORTALI MINISTERIALI (Visure e Bolli) ── Spese vive ───────────    250€ (5%)
└── ➔ ALLO STUDIO NOTARILE (Onorario + IVA) ───── Guadagno reale ──────  1.900€ (38%)
                                                    │
                                                    ├── Al Notaio: 1.557€
                                                    └── IVA (22%):   343€ (Allo Stato)

Se uniamo le tasse dirette (2.850€) e l'IVA sull'onorario (343€), scopriamo che su 5.000€ di preventivo, ben 3.193€ vanno allo Stato, mentre lo studio notarile trattiene circa 1.800€ lordi per pagare dipendenti, ufficio, software, assicurazioni e tasse proprie.

I "costi fantasma" che non dipendono dal notaio

Ci sono due voci che spesso fanno lievitare il preventivo e che gli acquirenti attribuiscono erroneamente al notaio:

  • L'imposta sostitutiva sul mutuo: Se la banca ti concede un mutuo prima casa di 150.000€, lo Stato trattiene lo 0,25% (375€) come tassa sul finanziamento. Questa cifra viene trattenuta direttamente dalla banca o inserita nel preventivo del notaio che la versa per te. Il notaio non c'entra, è una tassa sul prestito.

  • La cassa notarile e la tassa d'archivio: Per ogni atto registrato, il notaio deve versare una percentuale fissa alla propria cassa di previdenza e all'archivio distrettuale del Ministero della Giustizia. Sono costi di struttura obbligatori inseriti nel preventivo.


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Editore: Redazione Notaio Facile. Articolo pubblicato dall'editore e scritto personalmente da esperti in ambito notarile. Coperto da copyright ©

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