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Testamento e debiti: cosa si può fare

cosa fare con debiti nel testamento

Perché è importante fare testamento

Ad un certo punto della vita accade che si cominci a pensare a come dividere il proprio patrimonio per il tempo in cui si avrà cessato di vivere e a come fronteggiare i debiti.

Il testamento si presenta come lo strumento idoneo, offerto dal legislatore, per poter disciplinare i rapporti giuridici che si sono contratti in vita: si tratta di un atto solenne e rappresenta l’ultima espressione di volontà da parte di una persona.

Nel testamento è possibile prevedere non solo delle disposizioni a carattere patrimoniale, ma anche delle raccomandazioni per determinate persone in quanto la legge tutela più possibile l’autonomia e la libertà testamentaria, ponendo tuttavia dei limiti.

Perché fare testamento dal notaio

Quando si esprimono le ultime volontà all’interno di un testamento, non sempre si ha la contezza di cosa è possibile prevedere, né cosa si può rischiare dal punto di vista giuridico se determinate persone legate da un vincolo familiare molto stretto, come il coniuge e i figli, non siano nominate nel testamento.

Si pensi al caso in cui siano state utilizzate delle parole che possono essere interpretate in diversi modi, in quanto espresse in maniera non troppo chiara o con un linguaggio che, dal punto di vista giuridico, non consente di adottare una soluzione unica.

La consulenza di un notaio prima di un testamento è sicuramente una decisione molto saggia in quanto evita di avere delle spiacevoli sorprese al momento della sua pubblicazione.

Chi paga i debiti ereditari

I debiti ereditari, al momento della morte di una persona che ha lasciato testamento, si dividono in base alle disposizioni del testatore e devono essere pagati dalle persone che il testatore ha nominato come eredi.

Quest’ultimo può prevedere una diversa ripartizione degli stessi prevedendo anche che solo uno degli eredi sia tenuto a pagare tutti i debiti, ma queste indicazioni valgono solo nei rapporti interni tra gli stessi. Che vuol dire? Significa che un creditore, che deve avere dei soldi, può rivolgersi a qualsiasi degli eredi per ottenere il pagamento del debito.

La divisione ereditaria prevede anche la divisione dei debiti?

Solitamente quando muore una persona casa esiste un iter ben preciso da seguire che consiste nella presentazione della dichiarazione di successione, nell’accettazione dell’eredità dal notaio e nella divisione dei beni ereditari per atto pubblico notarile nel caso in cui il testatore non abbia provveduto a farla con il testamento.

La divisione ereditaria comprende l’attivo (beni mobili, immobili, crediti etc.) ossia tutto ciò che è di titolarità del testatore, ma non comprende il passivo, ossia i debiti. I debiti ereditari si dividono automaticamente al momento dell’apertura della successione in base alle quote ereditaria.

Liberarsi di un debito con il testamento: si può fare?

Può accadere che il testatore durante la sua vita abbai contratto un debito che voglia estinguere con il testamento. In questo caso il testatore potrebbe decidere di lasciare una specifica somma di denaro in favore del creditore allo scopo di estinguere questo debito.

Ad esempio si pensi al caso in cui il testatore debba dare 1000 euro ad una persona, sua creditrice e scriva nel testamento che lascia in favore del suo creditore 1000 per estinguere quel determinato debito, che provvederà a descrivere. Questa figura è espressamente prevista dal legislatore e consente quindi al testatore di raggiungere il suo scopo direttamente con il testamento senza dover incaricare gli eredi di dover pagare quel debito.

Cosa succede se non si specifica il debito?

Il testatore potrebbe anche decidere di lasciare 1000 ero ad una persona, sua creditrice, senza precisare che quei soldi sono per estinguere il debito. Il problema che si pone in questo caso: è ugualmente estinto il debito o gli eredi dovranno comunque pagarlo?

La legge dà una risposta ben precisa, che non lascia spazio a diverse interpretazioni. Se il testatore lascia una somma di denaro senza specificare nulla, non va ad estinguere il debito: l’attribuzione della somma di denaro non si presume fatta per soddisfare la pretesa che vantava il creditore nei confronti del testatore, ma rappresenta un ulteriore regalo proprio perché il testatore non ha specificato che quei soldi erano destinati al pagamento di quel debito.

Riconoscimento del debito con il testamento

Il riconoscimento del debito è una dichiarazione che proviene da una persona (atto unilaterale che non necessita quindi dell’accettazione dell’altra parte) con cui si afferma di essere debitore nei confronti di un’altra persona. Essendo un atto unilaterale può essere contenuto all’interno di un testamento, non essendovi alcuno ostacolo previsto dalla legge. Il creditore, quando si apre il testamento potrà quindi giovare di un documento, qual è appunto il testamento, con cui far valere il proprio diritto di credito e pretendere i soldi dall’erede.

Cosa accade se si revoca il testamento

Nel caso in cui si sia prevista un’attribuzione di una somma di denaro ad estinzione di un debito in favore del creditore e successivamente si decida di revocare l’intero testamento dal notaio, anche questa volontà sarà considerata revocata e posta nel nulla. Il testatore potrebbe anche decidere di revocare solo quell’assegnazione di denaro, mantenendo salvo il restante contenuto del testamento.

Se, invece il testatore abbia previsto nel testamento un riconoscimento del debito e successivamente si decida di revocare il testamento, la pregressa volontà non si intenderà revocata. Il riconoscimento del debito infatti è un atto unilaterale irrevocabile e quindi vuol dire che la sua volontà di riconoscere il debito sopravvive alla revoca del testamento.

Come estinguere un debito con il testamento

Il testatore potrebbe anche voler decidere di estinguere un debito di una somma di denaro con l’attribuzione di un altro bene, ma in questo caso però sarebbe necessario il consenso del creditore. Nel testamento naturalmente non è possibile raccogliere questo consenso perché è un atto unilaterale, quindi ci si chiede come sia possibile farlo.

Le teorie più attente e prudenti sostengono che l’assegnazione del bene, in luogo della somma di denaro, potrà avvenire solo ed esclusivamente se dopo l’apertura della successione la parte creditrice accetti tale prestazione.

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Autore: Notai Online articolo realizzato personalmente dall'autore e coperto da copyright ©
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