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Debiti ereditari: caratteristiche e rimedi per evitare l’indebitamento

La trasmissione del patrimonio del de cuius

Debiti ereditari: caratteristiche e rimedi per evitare l’indebitamentoL’opinione tradizionale e tuttora prevalente sostiene che l’eredità sia da considerare come un complesso unitario di posizioni giuridiche, ciò perché considerate tali dall’ordinamento.

L’eredità rappresenta, quindi, l’intero patrimonio del de cuius e comprende sia le posizioni attive sia le posizioni passive.

Che cosa sono i debiti ereditari

Un debito è l’obbligo di eseguire una determinata prestazione, soggetta a valutazione economica, che deve essere adempiuta da un soggetto, chiamato debitore, a favore di un altro soggetto determinato, detto creditore.

I debiti ereditari sono gli obblighi sorti durante la vita di un soggetto e che al momento della sua morte risultano ancora non estinti. Questi obblighi, se non estinti con la successione, si trasferiscono automaticamente in capo ai soggetti che ereditano.

Fanno eccezione a questo principio le spese funebri. Anch’esse sono considerate un debito ereditario del de cuius, però queste non sono già nel patrimonio ereditario, ma nascono nel successivo momento della morte.

Esempi di debiti ereditari

Non è semplice comprendere quali siano i debiti ereditari che rientrano in questa categoria. Sicuramente rientrano in questo ambito le imposte dirette e indirette, il pagamento di cartelle esattoriali, le rate del mutuo non ancora pagate, le spese condominiali.

Non rientrano, invece, in questa categoria i debiti che hanno una natura personale, ossia le eventuali pene previste in caso di commissione di reati, il pagamento di multe e contravvenzione stradali.

Se il testatore è stato incaricato di compiere un’opera in particolare per le sue doti, gli eredi non saranno tenuti ad adempiere alla morte del soggetto incaricato. In questo caso la persona defunta era stata scelta per le sue specifiche caratteristiche e, quindi, non è possibile sostituirla con un’altra qualsiasi.

Quando si prescrivono i debiti ereditari?

Il legislatore non ha previsto un’unica norma che stabilisca a partire da quando tutti i debiti ereditari si possano ritenere prescritti e non sia più provvedere al loro pagamento. Infatti, ciascun debito ereditario conserva la sua disciplina, quindi si avranno termini di prescrizione diversi.

Ad esempio tutte le imposte dovute allo Stato si prescrivono in 10 anni, mentre quelle dovute a Comuni e Regioni in 5 anni.

Come si fa a sapere a quanto ammontano i debiti ereditari?

Non esiste un modo per capire a quanto ammontano i debiti ereditari. Bisognerà subito, dopo l’apertura della successione, cercare di individuare quali sono i rapporti patrimoniali che la persona ha avuto in vita. Il notaio potrà aiutare solo a comprendere eventualmente se il soggetto defunto abbia stipulato un mutuo o stipulato un contratto per atto pubblico in cui non abbia completamente adempiuto a quanto stabilito, come ad esempio pagato interamente il prezzo di un contratto di compravendita.

Per gli altri tipi di debiti si potrà presentare un’istanza ad esempio all’Agenzia delle Entrate o all’amministratore di condominio per comprendere se vi sono dei debiti che poi dovranno essere pagati dagli eredi.

Chi paga i debiti ereditari

Il Legislatore divide in due categorie i beneficiari del patrimonio del de cuius. Da una parte c’è la categoria degli eredi e dall’altra la categoria dei legatari.

Eredi

L’erede è colui che succede universalmente in tutto il patrimonio o in una quota del patrimonio del de cuius. Si è eredi perché lo prevede la legge o perché si viene istituiti da una persona con un testamento.

Legatari

Il legatario è colui che succede in un singolo rapporto giuridico.

Differenza di disciplina

La fondamentale distinzione tra eredità e legato, sul piano della disciplina positiva, riguarda i debiti ereditari. Il legatario non è tenuto al pagamento dei debiti ereditari e se ad esso sono posti degli oneri, il legatario comunque risponderà non oltre il valore di quanto ricevuto.

L’erede, invece, è tenuto a pagare i debiti ereditari. Ciò comporta anche un diverso modo di acquisto: l’eredità si acquista a mezzo di accettazione, mentre il legato si acquista automaticamente, fatta salva la possibilità di rinunziarvi.

Quando non si pagano i debiti ereditari?

I debiti ereditari si pagano solo se si è stati nominati eredi con testamento olografo o dal notaio, o se si è aperta la successione legittima e si è chiamati all’eredità. Tuttavia, ciò non basta, ma è necessario procedere ad accettare l’eredità. A seguito dell’accettazione si può essere considerati eredi e, quindi, bisognerà pagare i debiti ereditari secondo quanto stabilito dalla legge o dal testatore.

Ripartizione dei debiti ereditari

Appurato che i debiti ereditari competono agli eredi, bisogna capire come si dividono tra loro.

L’art. 752 del Codice Civile prevede che i debiti debbano essere suddivisi tra gli eredi secondo le quote per le quali sono eredi. Il testatore, poi, può decidere di ripartire i debiti tra gli eredi in modo diverso, ma la diversa ripartizione ha effetto solo tra gli eredi e non verso i terzi, salvo che non sia prevista la solidarietà poiché è più favorevole per i creditori

Una particolarità è prevista in caso di erede usufruttuario. Infatti, l’erede usufruttuario risponde dei debiti ereditari in modo limitato, pagando solo gli interessi sui debiti.

Debiti ereditari e rapporti tra gli eredi

Per quanto riguarda i cosiddetti rapporti interni, ossia i rapporti tra i singoli eredi, è necessario precisare che ciascuno di essi è tenuto al pagamento in proporzione alla propria quota, salvo che il testatore abbia previsto diversamente.

Ad esempio se un soggetto è istituito in una quota ereditaria di 1/3 del patrimonio, risponderà dei debiti per la quota di 1/3.

A differenza dei crediti, ossia dei rapporti di cui il defunto è titolare e vanta un interesse economico che va soddisfatto, i debiti non cadono in comunione ereditaria. Al momento dell’apertura della successione, ossia alla morte della persona, i debiti si dividono automaticamente in base alle quote previste dalla legge o dal testatore, senza la necessità di un atto di divisione dal notaio.

Debiti ereditari: rapporti tra eredi e creditori

Per i rapporti esterni, dopo la morte del de cuius, colui che vantava un credito nei confronti della persona defunta può esigere da ciascun erede solo la porzione su di lui gravante. Per soddisfare l’intero credito, dovrà rivolgersi a tutti gli eredi.

Così, se ad esempio un creditore doveva avere 1000 euro dal defunto, e vi sono due eredi in parti uguali, il creditore non potrà rivolgersi a uno solo degli eredi chiedendo il pagamento dell’intero importo, ma dovrà rivolgersi ad entrambi per ottenere la somma intera.

Legatario e debiti ereditari

Il legatario non è tenuto a pagare i debiti ereditari, salvo diversa volontà del testatore. Il testatore può prevedere diversamente e in questo caso è tenuto all’adempimento del peso a lui imposto nei limiti del valore della cosa legata. Ad esempio, se un soggetto è beneficiario di una casa e ha l’onere di pagare un debito che ha il testatore, lo potrà pagare nei limiti del valore della casa assegnata.

Il problema si porrebbe qualora gli oneri o i debiti ereditari posti a carico del legatario, siano superiori al valore del bene che viene assegnato in loro favore.

Come si pagano i debiti ereditari

I debiti ereditari devono essere pagati a prima richiesta e alla scadenza. La Legge prevede che debbano essere pagati integralmente, quindi il rischio è che i debiti da pagare possano superare di gran lunga l’attivo ereditario.

C’è modo di evitare il pagamento dei debiti?

I debiti, come detto sopra, sono una obbligazione e quindi non è possibile non onorarli.

È possibile però usufruire di diversi mezzi giuridici per limitare la responsabilità dai debiti. Vi sono mezzi giuridici direttamente usufruibili dal testatore e vi sono mezzi giuridici usufruibili solo dall’erede dopo l’apertura della successione.

Mezzi a disposizione del testatore

Come abbiamo visto prima la differenza tra erede e legatario è soprattutto la responsabilità per debiti. Se l’erede è potenzialmente responsabili di tutti i debiti, il legatario non risponde dei debiti se non nei limiti di quanto ricevuto.

Il testatore, quindi, potrebbe prevedere a favore di un legittimario (uno dei soggetti necessariamente erede) anche un legato, così che il beneficiario della disposizione, che ricoprirebbe anche la qualità di erede, consegua almeno un bene o un diritto senza dover pagare i debiti. I restanti debiti, poi, sarebbero a carico dell’eredità.

Testatore e debiti ereditari: cosa può prevedere?

Il testatore può stabilire delle regole per il pagamento dei debiti ereditari nei rapporti interni tra i singoli eredi.

Ad esempio, può stabilire che l’intero debito ereditario sia pagato da un solo erede o solo da alcuni eredi, così come può stabilire che un erede non debba pagare i debiti, o prevedere che un erede debba pagare in misura superiore o inferiore alla sua quota.

Per quanto riguarda i rapporti esterni, ossia i rapporti tra eredi e creditori, il testatore non può prevedere delle deroghe a quanto disposto dalla legge. Ciascun erede nei confronti dei creditori è tenuto a pagare in proporzione alla propria quota e il testatore non può impedire al creditore di rivolgersi ad un erede.

Mezzi a disposizione dell’erede

Il legislatore ha previsto diversi mezzi giuridici al fine di permettere all’erede di non dovere rispondere anche con il proprio patrimonio personale dei debiti ereditari.

Il Legislatore ha infatti previsto che l’erede possa accettare con beneficio di inventario oppure possa rinunciare all’eredità.

Invece, in caso di accettazione dell’eredità pura e semplice l’erede risponde anche con il suo patrimonio e la stessa sorte tocca all’erede nel possesso dei beni ereditari nel caso non compia nessuno degli adempimenti sopra menzionati prima dello scadere dei tre mesi.

Rinuncia dell’eredità

La rinunzia all’eredità è un atto solenne poiché il legislatore all’art. 519 c.c. prescrive che essa debba essere fatta a mezzo di dichiarazione ricevuta da un notaio, o dal cancelliere del Tribunale del circondario del luogo ove si è aperta la successione, e inserita nel registro delle successioni.

La rinuncia ha il vantaggio di evitare al soggetto rinunciante di assumere la qualifica di erede e quindi di persona che ha l’obbligo di sopportare i debiti ereditari, dall’altra parte rinuncia ad acquistare qualsiasi diritto derivante dall’eredità. La rinuncia all’eredità deve essere effettuata nel termine di 10 anni.

La rinuncia non può essere parziale e deve essere gratuita. Infatti, nel caso in cui si rinunci onerosamente la Legge prevede che detta rinuncia sia riqualificata come accettazione, in quanto si dispone di un diritto verso un corrispettivo. In definitiva, la rinuncia onerosa è considerata come vendita di eredità.

Accettazione beneficiata di eredità

L’accettazione beneficiata è anch’essa un atto formale ricevuto da un notaio o di un cancelliere.

Mentre l’accettazione pura comporta la fusione del patrimonio personale dell’erede, con il patrimonio del de cuius, l’accettazione dell’eredità con beneficio di inventario permette di mantenere autonomi e separati i due patrimoni, quello del de cuius e quello dell’erede. In questo modo l’erede sarà tenuto al pagamento dei debiti ereditari nel limite di quanto ricevuto. Il fondamento politico di tale istituto viene individuato nell’evitare che, in caso di eredità oberata da debiti, il chiamato sia indotto a rinunziare con la conseguenza che il compito della liquidazione venga a gravare sullo Stato.

Affinché l’accettazione dell’eredità sia collegata al beneficio è richiesto che l’erede provveda ad inventariare, a mezzo di un atto ricevuto da un notaio, l’intero patrimonio caduto in successione. Ciò si rende necessario per evitare qualsiasi confusione fra patrimonio personale dell’erede e patrimonio del defunto. L’atto di inventario è un elenco in cui di accertano tutti i beni, compresa la loro valutazione, nonché la descrizione di tutti i beni comprensiva del loro ammontare.

All’accettazione beneficiata di eredità seguono alcune formalità pubblicitarie.

Prima tra tutte, la dichiarazione di accettazione dell’eredità con beneficio di inventario deve essere inserita nel registro delle successioni conservato presso il Tribunale del circondario in cui si è aperta la successione.

Successivamente, entro un mese dall’inserzione nel registro delle successioni, la dichiarazione di accettazione col beneficio di inventario deve essere trascritta, a cura del cancelliere del Tribunale, nei registri immobiliari del luogo in cui si è aperta la successione.

Pagamento dei debiti ereditari conseguente all’accettazione beneficiata

I debiti ereditari, qualora si abbia accettato con beneficio di inventario, possono essere pagati a mezzo della c.d. liquidazione individuale, che permette all’erede di pagare liberamente i debiti senza seguire un ordine particolare.

Qualora vi sia l’opposizione anche di uno solo dei creditori alla liquidazione individuale, si dovrà procedere alla c.d. liquidazione concorsuale, che deve avvenire con l’aiuto di un notaio, il quale predispone un piano di riparto dell’attivo ereditario.

Soggetti a cui è imposta l’accettazione con beneficio di inventario

L’accettazione beneficiata è prevista dal Legislatore come tutela dai debiti. Per questo motivo, i minori, gli interdetti e gli inabilitati possono accettare l’eredità solamente con beneficio di inventario.

Ruolo del notaio nelle successioni

Il ruolo del notaio nelle successioni è importantissimo. Come abbiamo visto sopra, tutti gli atti solenni e formali possono essere ricevuti dal notaio. Inoltre, la conoscenza approfondita della complessa materia successoria permette di poter fornire una consulenza completa e su misura per ogni esigenza. per questo motivo è sempre buona norma rivolgersi direttamente al notaio, fisare un appuntamento e valutare dettagliatamente la situazione.

Consulenza notarile per debiti ereditari

In particolare, quando si redige un testamento di proprio pugno, il cosiddetto testamento olografo o quando si fa testamento pubblico dal notaio per atto pubblico notarile, è possibile disciplinare i debiti prevedendo come debbano essere divisi nei limiti previsti dalla legge. Affidarsi a un notaio per comprendere come procedere nella suddivisione dei debiti ereditari, per evitare di non rispettare le norme di legge che non possono essere derogate, è la soluzione migliore per poter pianificare dal punto di vista patrimoniale la propria successione nei debiti.

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