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Mia moglie ha acquistato casa e me l’ha intestata

La decisione di acquistare casa

Mia moglie ha acquistato casa e me l’ha intestataSono sposato da dieci anni e vivo con mia moglie in una casa in affitto, nella quale paghiamo un canone di 600 euro mensili. Decidiamo di iniziare a cercare casa, perché dopo molti anni di affitto è il caso di pensare ad un acquisto. Entrambi abbiamo un reddito certo e quindi anche la possibilità di accedere a un mutuo. Mia moglie è riuscita a mettere da parte anche una interessante somma di denaro, che pure vorrebbe investire nell’acquisto di questa casa; io, dal mio canto, intendo comunque richiedere un mutuo, magari cointestato con mia moglie. Io ho un piccolo negozio di prodotti di ceramica artigianale, mentre mia moglie è una dipendente pubblica. Non sappiamo bene ancora come muoverci né come procedere, ma sicuramente chi può fare in via primaria il passo è mia moglie, in virtù della sua situazione finanziaria. Decidiamo di informarci comunque insieme.

La ricerca della casa e del mutuo

Il primo passo è stato quello di cercare la casa. Dopo varie ricerche siamo riusciti a trovare la casa che facesse al caso nostro. Ebbene, la casa in oggetto vale 250.000 euro. Mi reco, quindi, in Banca per informarmi circa la possibilità di ottenere un mutuo. La questione si complica subito perché io non ho le caratteristiche reddituali per ottenere un finanziamento a lungo termine e soprattutto per una somma così ingente di denaro. Al contrario mia moglie ha tutte le caratteristiche, essendo una pubblica dipendente e avendo una situazione reddituale più stabile della mia, che sono appunto un piccolo imprenditore in un settore poco sicuro. A questo punto, piuttosto affranti, decidiamo di fermare l’idea di comprare casa. Un mio amico, però, mi spinge a fare un colloquio con il Notaio per vedere se ci fossero delle soluzioni alternative. Mia moglie, dal suo canto, è disposta anche a richiedere essa stessa il mutuo.

Il colloquio con il Notaio

Ci rechiamo dal Notaio il quale ci chiede in primo luogo alcune informazioni. Ad esempio, ci chiede se siamo già titolari di una prima casa oltre alla volontà di acquistare entrambi o separati. Entrambi siamo d’accordo sul fatto di acquistare questa casa a prescindere da chi otterrà la proprietà, se singolarmente oppure insieme. Ciò che contava era appunto ottenere una casa, anche con un mutuo, e smettere di pagare l’affitto. Sicuramente la persona più adatta a ottenere il mutuo è mia moglie, avendone i requisiti. Al contrario, però, lei dichiara al Notaio di possedere una casa donatale dal nonno, per cui questa sarebbe la sua seconda casa. La spesa per l’acquisto sarebbe più elevata. Inoltre, il commercialista di mia moglie lo ha sconsigliato, essendo in possesso già di una spesa fiscale piuttosto rilevante dovuta ad alcuni titoli azionari ricevuti in successione. Ci troviamo di fronte a varie alternative.

La nostra opzione: il mutuo intestato solo a mia moglie

Il Notaio ci propone una soluzione da noi non considerata e all’apparenza non molto semplice ma ci pensiamo. Ci comunica la possibilità di intestare la casa solo a me, risparmiando dunque le spese legate all’acquisizione di una ulteriore proprietà a favore di mia moglie. In questo caso, potrei intestarmi solo io la casa, mentre mia moglie potrebbe chiedere la somma a mutuo. Avendo facilmente accesso al finanziamento, potremmo ottenere entrambi i risultati sperati. Io avevo qualche dubbio, perché in quel caso il peso dell’acquisto sarebbe ricaduto totalmente su mia moglie, mentre io ne avrei beneficiato in termini di acquisto della proprietà.

Tuttavia, io non sono titolare di una prima casa e quindi in quel caso avremmo beneficiato delle agevolazioni fiscali, pagando piuttosto che il 9% del valore catastale, soltanto il 2%. Accettiamo questa proposta del Notaio e cerchiamo di comprendere quale tipo di rogito dovremmo stipulare. Il venditore è d’accordo, in quanto per lui è indifferente se ad acquistare sia io o mia moglie e se prendiamo o meno una somma a mutuo.

Compravendita o donazione: quale rogito?

Il dubbio è proprio questo e cerchiamo di fugarlo con la consulenza del Notaio. Se io mi intesto la casa, non si tratterebbe più di una compravendita ma di un dono da parte di mia moglie che andrebbe a pagare sostanzialmente il prezzo con la somma presa a mutuo. Parlando con il Notaio, sciogliamo i nostri dubbi in quanto è ben possibile realizzare l’intestazione di una casa in nome di un’altra persona, mediante il pagamento del prezzo che avviene da un terzo soggetto che non è colui che diviene proprietario della casa. Questa operazione prende il nome di donazione indiretta, per cui formalmente rimane una compravendita nella quale io sono l’unico acquirente. Nella compravendita interviene anche mia moglie, la quale paga con la somma presa a mutuo dalla Banca.

Quali diritti può rivendicare mia moglie?

Se mia moglie non volesse più avere indietro il denaro investito per l’acquisto della casa a me intestata, potremmo stipulare una donazione indiretta. Nel rogito, dovrebbe dichiarare di pagare con il mutuo il prezzo della compravendita per spirito di liberalità, quindi proprio come se fosse una donazione della casa stessa. Al contrario, qualora non dovesse emergere tale sua volontà, io avrei subito poi l’obbligo di restituirle il denaro.

Cosa decidiamo di fare?

In conclusione, decidiamo di fare una donazione indiretta. Mia moglie decide di pagare e non volere nulla in cambio, tuttavia richiedendo solo espressamente indicato il diritto di abitazione e di godimento della casa, che sarebbe così diventata casa familiare. Dichiarando espressamente lo spirito di liberalità, io avrei ottenuto la proprietà della casa regolarmente.

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