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Perchè siamo passati alla separazione dei beni

Abbiamo scelto la comunione legale dei beni

Perche siamo passati alla separazione dei beniCirca 20 anni fa sono convolata a nozze con il mio attuale marito. Non abbiamo avuto i classici lunghi anni di fidanzamento come rodaggio del nostro rapporto, ma c'è bastato molto poco per capire che eravamo fatti l'uno per l'altra. Non capita tutti i giorni di trovare l'anima gemella e io non volevo farmelo scappare. Così dopo circa un anno e mezzo di fidanzamento, sebbene tutti ci consigliassero di aspettare ancora un po', decidemmo di sposarci. Entrambi siamo sempre stati indipendenti di giudizio e le influenze altrui non ci condizionarono nè abbiamo avuto in questi anni qualche ripensamento. Almeno spero.

Nel nostro entusiasmo iniziale di avere una vita insieme, di coronare il nostro amore con il matrimonio, non nutrimmo alcun dubbio nello scegliere la comunione legale dei beni. Probabilmente all'epoca eravamo ancora giovani, poco esperti in materia e non ancora perfettamente consci di cosa comportasse adottare una scelta piuttosto che un'altra. Statisticamente, sempre più coppie di amici sceglievano il regime della separazione dei beni. Questo non rappresento minimamente per noi fonte di riflessione. Ci giuravamo amore eterno e volevamo condividere tutto nella gioia e nel dolore.

Possibilità di scegliere la separazione dei beni dal notaio

Con il passare del tempo mio marito incrementò in maniera del tutto repentina e inaspettata i suoi investimenti. In poco tempo riuscì a dare vita ad un'azienda fiorente è piena di prospettive di crescita. Naturalmente ciò esponeva anche me stessa a dei rischi.

Per fortuna la scelta effettuata quando ci sposammo non era irreversibile: in qualsiasi momento, avremmo potuto infatti mutare il regime patrimoniale, ossia cambiare da comunione legale dei beni a separazione dei beni dal notaio per atto pubblico.

Questa possibilità ci conferiva serenità in quanto dopo un grandissimo successo inziale lavorativo di mio marito cominciavamo ad essere un po' preoccupati sull'andamento economico della sua attività. Ci eravamo sicuramente abituati ad un determinato stile di vita estremamente agiato e benestante. Al di là del desiderio naturale di continuare a poter usufruire di notevoli benefici, era necessario prendere in considerazione anche eventuali futuri problemi in ordine all'andamento dell'attività.

Comunione legale: troppi rischi per la famiglia

Mio marito mi vedeva sempre più apprensiva è preoccupata, per questo per cercare di placare le mie ansie, sentì la necessità di ricercare una soluzione per i nostri futuri acquisti e per non intaccare la serenità del nostro rapporto.

Ci rendemmo conto che forse era il caso di passare al regime di separazione dei beni. Non sapevamo se fosse possibile e in che modo dover procedere ed alcuni miei amici di famiglia ci consigliarono di richiedere una consulenza da un notaio che avrebbe sicuramente messo un punto alle nostre preoccupazioni, illustrandoci la soluzione più consona alla nostra situazione. Comprendemmo che la scelta della separazione dei beni avviene tutte le volte in cui uno dei due coniugi esercita un’attività che possa implicare rischi economici visto che i debiti da lui contratti avrebbero ripercussioni sul patrimonio anche dell'altro coniuge.

Mai avrei voluto che mio marito pensasse che la volontà di cambiare regime patrimoniale della famiglia fosse dettata dalla mancanza di fiducia delle sue qualità imprenditoriali. Se oggi avevamo la possibilità di vivere in una casa in pieno centro, poter trascorrere le vacanze in montagna in un'altra residenza acquistata con i suoi sacrifici e poter andare al mare grazie alla nostra villetta di appoggio era solo merito suo. Ciò nonostante leggevo di suoi occhi quasi un velo di tristezza e un senso di frustrazione.

Perché siamo passati alla separazione dei beni dal notaio

Non è stato facile prendere questa scelta, ma era sicuramente la migliore soluzione per poter continuare ad essere una famiglia serena. Ci rivolgemmo così a un notaio per comprendere come procedere.

La modifica del regime patrimoniale può avvenire solo ed esclusivamente per atto pubblico notarile. Capii che la possibilità di modificare il regime patrimoniale può riguardare indistintamente il passaggio da un regime patrimoniale all’altro e può essere effettuata anche più volte nel corso della vita matrimoniale. Quindi una volta modificata, potevamo addirittura ritornare sui nostri passi.

La separazione rendeva inoltre sicuramente più semplice la circolazione di ciò di cui disponevamo nel nostro patrimonio (soprattutto immobili nel nostro caso) . Sicuramente sarebbe stato più facile vendere o donare un bene senza raccogliere il consenso dell'altro. Alcuni immobili infatti erano intestati a lui, mentre altri intestati solo a me.

La consulenza dal nostro notaio

La consulenza dal notaio è stata fondamentale in quanto solo grazie alla sua spiegazione attenta di tutti i vantaggi e svantaggi che ne possono derivare siamo riusciti a prendere una scelta serenamente.

Forse nel nostro caso sarebbe stato meglio scegliere la separazione dei beni sin dall'inizio, ma ovviamente eravamo troppo giovani e inesperti all'epoca. Inoltre, i beni che avevamo acquistato insieme sarebbero rimasti comunque in proprietà di entrambi in parti uguali.

Grazie alla consulenza notarile, comprendemmo che la separazione dei beni è consigliata quando uno dei due coniugi, per ragioni connesse all’attività commerciale o professionale svolta, è più esposto a rischi di natura patrimoniale. In questi casi può risultare più prudente che i beni di famiglia di maggior valore siano intestati al coniuge che non è esposto a tali rischi il quale, stante la separazione dei beni, ne risulta l’esclusivo proprietario anche dinanzi ad eventuali pretese da parte dei creditori. La scelta di un regime rispetto all’altro, inoltre, ha delle ricadute anche sotto il profilo successorio: infatti mentre in caso di comunione dei beni, alla morte di un coniuge cadrà in successione il 50% dei beni acquistati durante il matrimonio, nel caso di separazione dei beni nell’asse ereditario sarà compresa solo la quota a lui intestata.

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