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Come sbloccare i soldi del defunto dal notaio

Come sbloccare i soldi del defunto dal notaio

Cosa fare alla morte della persona per eredità

Quando viene a mancare una persona cara non è possibile entrare immediatamente in possesso dei beni e del denaro di titolarità della stessa. Una delle prime cose da fare al momento dell’apertura della successione, ossia al momento della morte della persona, è comunicare la morte alla Banca dell’intestatario del conto corrente.

A seguito della ricezione di questa notizia, la Banca provvederà a bloccare il conto corrente in via cautelare che verrà bloccato in via definitiva al momento della consegna del certificato di morte. Da questo momento in poi esiste un procedimento specifico per poter sbloccare il conto corrente con la presentazione di una serie di documenti che adesso analizzeremo. Ecco quali sono.

Documenti necessari per avere i soldi in banca del defunto

Per ottenere i soldi appartenenti al defunto in Banca o anche alla posta, in caso di conto postale, oltre al certificato di morte sarà necessario rispettare un preciso iter che richiede anche la presentazione di alcuni documenti. Non è possibile quindi presentarsi direttamente all’istituto in cui sono depositate le somme di denaro del defunto e richiederne il rilascio, anche se a presentarsi sia uno stretto congiunto, come il coniuge o come un figlio.

In primo luogo occorre presentare un atto di notorietà o dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà, la copia conforme del verbale di pubblicazione del testamento fatto dal notaio e la dichiarazione di successione o certificato di eseguita dichiarazione di successione di pagamento dell’imposta ad essa connessa. Ecco come poter procurare questi documenti.

Certificato di stato di morte

Il certificato di stato di morte è proprio il primo documento necessario per avviare la procedura. È possibile richiederlo al Comune dell’ultimo domicilio del testatore.

È importante sapere che se una persona è nata in una città e nel corso della vita si è trasferita in un’altra, è molto probabile che il Comune di nascita non disporrà del certificato di morte e quindi sarà necessario andare nel Comune dell’ultimo domicilio richiedendolo all’Ufficio Anagrafe.

Dichiarazione sostitutiva di atto notorio

Oltre al certificato di morte sarà necessario produrre un atto notorio o una dichiarazione sostitutiva di atto notorio circa l’avvenuto decesso. Quanto al primo, si tratta di un atto che viene concluso dal notaio alla presenza di due testimoni, mentre la dichiarazione sostitutiva può essere anche conclusa tra gli eredi senza l’ausilio di un notaio. In entrambi i casi lo scopo è quello di dare certezza alla Banca o a qualsiasi altro istituto che abbia in deposito i soldi, come la Posta, della morte del cliente e di rendere noti i soggetti che hanno diritto al prelievo della somma di denaro.

Cosa contiene la dichiarazione sostitutiva di atto notorio

La dichiarazione sostitutiva di atto notorio conterrà la data e il luogo del decesso del defunto, i suoi dati anagrafici, il luogo dell’ultimo domicilio e la sua residenza abituale.

Nel caso in cui il defunto abbia deciso di non lasciare un testamento, sarà anche menzionato l’elenco degli eredi legittimi in quanto in assenza di volontà espresse del testatore, la successione viene regolata dalla legge.

Nel caso invece vi sia un testamento bisognerà riportare gli estremi di pubblicazione effettuato dal notaio e l’indicazione di coloro che sono stati nominati come eredi nel testamento.

Pubblicazione del testamento dal notaio

Può accadere che il defunto abbia lasciato un testamento con cui abbia disposto del proprio patrimonio con delle indicazioni ben precise in ordine alla suddivisione anche del denaro.

Nel caso in cui si scopra che sia stato fatto un testamento è fondamentale recarsi dal notaio per renderlo conoscibile a tutti e quindi procedere alla pubblicazione dello stesso mediante atto pubblico notarile. Il notaio provvederà quindi alla ricezione del testamento olografo scritto di pugno dal testatore nel caso in cui non sia stato depositato preventivamente dal notaio dal defunto stesso e redigerà un verbale di pubblicazione.

Il verbale di pubblicazione altro non è che l riproduzione del tenore letterale del testamento in un verbale in cui il notaio attesti la volontà di determinate persone di pubblicare il testamento.

Chi può richiedere la pubblicazione del testamento

La legge è molto chiara, ma allo stesso tempo generica. La pubblicazione del testamento dal notaio per atto pubblico notarile può essere richiesta da chiunque ne abbia interesse.

Quindi potrà richiederla un parente stretto, un figlio, il coniuge o un nipote, così come una persona che presume di essere stata nominata all’interno del testamento. Non è detto che sia una sola persona a richiedere la pubblicazione, ma possono recarsi anche più persone dal notaio ad effettuare tale richiesta (si pensi al caso in cui si presentino tutti i figli).

Presentazione della dichiarazione di successione

La dichiarazione di successione deve essere presentata entro 12 mesi dalla morte del defunto da parte anche di una sola persona. Non è necessario che tutti gli eredi facciano questo tipo di adempimento, basta solo che una persona adempia.

È possibile procedere la presentazione della domanda anche in maniera autonoma telematica, tuttavia è sempre preferibile affidarsi a tecnici del settore come il notaio in quanto talvolta, soprattutto quando la situazione è più complessa, in cui ci siano molte persone coinvolte e diversi tipi di beni, per evitare di incorrere in errori.

Infatti nel caso in cui si incorra in un errore della presentazione sarà necessario rettificarla e ciò potrebbe comportare l’esborso di ulteriore denaro. è proprio per questo che il notaio riveste un ruolo fondamentale come simbolo di sicurezza, garanzia e trasparenza dell’operazione.

Quando non è necessaria la dichiarazione di successione

Nel caso in cui vi siano depositati dei soldi sul conto corrente, la presentazione della dichiarazione di successione non è sempre necessaria. La legge infatti ha previsto delle esenzioni al ricorrere di determinati condizioni. Se l’eredità è devoluta interamente al coniuge e ai parenti in linea retta del defunto, ossia figli e nipoti e se l’attivo ereditario non è superiore a 100 mila euro non comprendendo beni immobili (case, locali, terrenti etc.) è possibile non presentarla.

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Autore: Notai Online articolo realizzato personalmente dall'autore e coperto da copyright ©
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