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Come abbiamo assegnato un solo bene della comunione ereditaria

La perdita di nostra madre e la successione

come abbiamo assegnato un solo bene della comunione ereditariaQualche mese fa, dopo una lunga malattia durata anni, è venuta a mancare la nostra cara mamma. Non è stato facile superare questo momento insieme ai miei due fratelli, ma adesso abbiamo deciso di gestire e dividere il patrimonio di cui era titolare. Mamma era intestataria di due case e un immobile adibito a bottega. Purtroppo mio padre ci ha lasciato ancora prima di mia madre diversi anni fa, quindi solo noi tre figli saremmo addivenuti alla successione.

Così, una volta deciso di dividerci il suo patrimonio, i miei fratelli ed io abbiamo cominciato a raccogliere informazioni sul da farsi. Non è stato semplice all’inizio, in quanto il dolore era ancora molto vivo. In via preliminare abbiamo presentato la dichiarazione di successione.

Come abbiamo presentato la dichiarazione di successione

Ci siamo recati da un commercialista per una consulenza e abbiamo presentato le documentazioni necessarie per la dichiarazione di successione. Dopo aver pagato tutte le tasse come richiesto dalla legge, ci siamo recati dal notaio per capire come procedere.

Mamma non aveva lasciato un testamento

Mia mamma non aveva lasciato alcun testamento scritto di suo pugno, né si era mai recata da un notaio per esprimere le sue ultime volontà con testamento pubblico. Nonostante avessimo ricercato per tutta la casa, nulla è stato ritrovato. Abbiamo chiesto anche a sua sorella, ossia alla nostra cara zia ancora in vita, a cui era particolarmente legata, ma non era a conoscenza di un ipotetico testamento. Per queste ragioni, non essendovi alcuna indicazione di mamma dovevamo dividere il suo patrimonio attenendoci a quanto stabilito dalla legge.

Come venivano devoluti i beni di nostra madre senza testamento

Papà è venuto a mancare ancora prima di mamma ed essendo tre fratelli, l’eredità è spettata in parti uguali a noi tre figli, per le quote di 1/3 ciascuno, come previsto dalla legge. Il nostro rapporto fraterno è sempre stato molto sereno e disteso, non abbiamo mai avuto dei diverbi o tensioni familiari e, infatti, non c’è stato alcun problema nel decidere come dovessero essere divise le tre case. Nessuno di noi aveva pretese particolari, anche perché i beni erano stati valutati allo stesso modo. Erano case di pari valore e quindi per fortuna non avremmo dovuto ricorrere alla divisione con un conguaglio, ossia alla divisione dei beni con la corresponsione di una somma di denaro da parte di chi aveva ricevuto di più in favore di chi aveva ricevuto di meno. Questa circostanza ci ha molto rasserenato anche perché i costi sarebbero stati decisamente più alti.

La consulenza dal nostro notaio

Dopo aver preso contatti con il notaio, abbiamo avuto la possibilità di fissare un appuntamento per un colloquio. Il nostro principale problema era che solo mio fratello aveva intenzione di dividere subito il patrimonio per aver l’immobile adibito a bottega: il suo scopo era quello di adibirla a negozio di prodotti tipici del posto, in quanto la stagione estiva si stava avvicinando e poteva rappresentare un’ottima opportunità di guadagno. Questo desiderio avrebbe richiesto sicuramente dei lavori strutturali in quanto la casa era ormai abbandonata.

Come abbiamo assegnato la bottega senza dividere gli altri beni

Dopo vari tentennamenti abbiamo deciso di non dividere tutto il patrimonio, in quanto purtroppo mia sorella ed io, non solo non avevamo le disponibilità economiche per affrontare tutte le tasse, imposte e spese notarili, ma non avevamo neanche deciso a chi assegnare la casa in montagna e la casa in cui viveva nostra madre. Il dolore era ancora forte e non sentivamo né l’esigenza, né la voglia di decidere su come procedere. Speravamo in cuor nostro di trovare una soluzione che potesse soddisfare le esigenze di tutti.

La nostra soluzione di assegnare un solo bene

Dopo qualche colloquio con il notaio per fortuna siamo riusciti a trovare la soluzione che faceva al caso nostro. È stato possibile fare un atto dal notaio con cui veniva assegnata a mio fratello la bottega mentre mia sorella ed io lasciavamo in comunione gli altri beni. In pratica, io e mia sorella ora abbiamo la casa in montagna e la ex residenza di mamma in comunione, mentre mio fratello ha finalmente avuto la bottega per poter iniziare la sua attività imprenditoriale.

Questo comporta che quando un giorno decideremo di dividere la casa in montagna e la ex residenza di mamma solo io e mia sorella andremo dal notaio per dividerci tali beni, in quanto mio fratello ha già soddisfatto i diritti sui beni di nostra madre, non vantando alcun diritto sulla comunione, né sul patrimonio, né sulle altre case. È stato un sollievo per noi riuscire a raggiungere il risultato desiderato. Era un passo importante sia per provare a superare il momento, sia per accontentare mio fratello.

Abbiamo prima accettato l’eredità

Ovviamente prima di procedere con lo stralcio divisionale, ossia con l’operazione descritta sopra che ha consentito a mio fratello di essere accontentato, abbiamo accettato l’eredità. Naturalmente questo ha determinato un ulteriore costo: la trascrizione dell’accettazione dell’eredità. Quindi, oltre all’atto di divisione e alle altre tasse e imposte, abbiamo pagato anche l’accettazione dell’eredità in modo da mettere tutto in regola nei Registri immobiliari.

I documenti richiesti per la stipula del nostro atto

Per stipulare l’atto erano necessari una serie di documenti tra cui i nostri documenti di riconoscimento, ossia della carta di identità e del codice fiscale, nonché della dichiarazione di successione.

Inoltre erano importanti per la stipula dell’atto tutte le carte che attenevano agli immobili che avevamo accuratamente conservato: ad esempio la copia dell’atto di acquisto (mamma aveva acquistato casa nel 1980) e tutti i documenti che il Comune aveva rilasciato per la costruzione degli immobili.

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