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Come ho usufruito del credito di imposta per comprare casa

Ho acquistato una casa con le agevolazioni

Come ho usufruito del credito di imposta per comprare casaCinque anni fa, dopo molti sacrifici, decisi di acquistare un piccolo ma grazioso monolocale. E’ stato il primo passo per la mia indipendenza economica e professionale, che mi ha permesso di cambiare completamente vita. Non è stato facile, soprattutto per via delle spese di mutuo che dovetti affrontare, però, trattandosi del primo acquisto, potei usufruire delle agevolazioni prima casa. Questo mi permise di avere uno sgravio fiscale importante, che sicuramente mi ha agevolato non poco. All’epoca mi rivolsi ad un Notaio che qualche tempo dopo andò in pensione, cessando quindi dalle sue funzioni.

Poi ho deciso di rivendere l’appartamento

Le mie esigenze, nel corso di questi cinque anni, sono cambiate e si sono evolute, tant’è che ho maturato la decisione di vendere il mio monolocale e comprarne uno più spazioso.  Tuttavia mi ero posta molteplici domande: come avrei potuto vendere il mio appartamento contestualmente ad un nuovo acquisto? Quanto avrei speso? Decisi dunque di rivolgermi a un professionista. Io conoscevo solo quel Notaio che è andato in pensione, perciò dovevo procedere in un altro modo.

La consulenza del Notaio è stata fondamentale

Ho poi scoperto una piattaforma che si chiama NotaioFacile. Grazie ad essa, sono entrata in contatto con un Notaio nel giro di un paio di giorni. Decisi di fissare un primo colloquio per esporre le nostre esigenze e le varie perplessità. In quel momento spiegai il mio iter, l’acquisto del monolocale, le esigenze cambiate, la necessità di ottimizzare, per quanto possibile, l’investimento fatto. La consulenza di questo professionista è stata davvero importante per mettere in luce aspetti che non conoscevo, relativamente alla possibilità di tenere conto delle agevolazioni prima casa per il riacquisto di un nuovo appartamento.

Cosa mi ha chiesto il Notaio prima di procedere al riacquisto di un’altra casa

Innanzitutto, mi sono state fatte due domande:

  • quando e in che modo ho acquisito la proprietà del monolocale;
  • quando e con quali modalità avevo intenzione di rivenderlo.

A questo punto, sono venuta al corrente del fatto che sarà riconosciuta una significativa detrazione fiscale solo se l’acquisto della prima casa è avvenuto dietro il pagamento di una somma di denaro (quindi non vale nel caso in cui l’immobile sia pervenuto a titolo di donazione o per successione, per esempio) e soprattutto se si riacquista un’altra abitazione contestualmente o comunque entro un anno dalla vendita del vecchio immobile, scegliendo la residenza nel Comune in cui si trova l’appartamento che interessa. In presenza di questi presupposti, si matura il cosiddetto “credito di imposta”. E questa soluzione sembrava proprio in linea con le necessità a cui avevo accennato.

In cosa consiste il credito d’imposta per acquisto casa

Il credito d’imposta consiste fondamentalmente nel riconoscimento di una diminuzione di alcune imposte o tasse o nella compensazione di alcuni pagamenti non dovuti. Non ha invece valore di rimborso di somme o pagamenti. In buona sostanza, col credito d’imposta potevo portare in detrazione, in via alternativa, alcune tasse che ho pagato per il precedente acquisto, tra cui imposta di registro, ipotecaria e catastale, l’imposta sulle successioni e donazioni, o ancora, in relazione al nuovo acquisto, l’IRPEF (imposta sul reddito delle persone fisiche), l’imposta di registro proporzionale o altri tributi e contributi dovuti a diverso titolo. Come si può intuire, lo sgravio fiscale è veramente importante!

La vendita del vecchio appartamento

Ovviamente, prima di acquistare un nuovo appartamento beneficiando del credito di imposta, avrei dovuto vendere quello vecchio, cosa che non fu così facile come avevo pensato. In quella occasione mi rivolsi ad un’agenzia immobiliare, proprio per ottimizzare i tempi e trovare una persona veramente interessata. Grazie al Notaio e all’aiuto di altri professionisti, riuscii a vendere quell’appartamento nel giro di pochi mesi, alla fine di marzo. Lo scoglio più grande fu il trasloco, ma comunque un primo passaggio fondamentale si era concluso.

Come ho beneficiato del credito d’imposta maturato per riacquisto

Mi è stato confermato che, per il primo acquisto, avevo pagato 2.000 euro di imposta di registro, mentre per il secondo probabilmente avrei pagato una cifra inferiore, dimezzata. Secondo i calcoli previsti per il maturare del credito di imposta, esso ammonterebbe a circa 1.000 euro, in quanto l’importo  si dovrebbe considerare sulla base dell’imposta pagata durante il primo acquisto, e non può mai essere superiore a quanto invece sarà corrisposto in sede di secondo acquisto. Al fine di procedere, mi è stato chiesto di dichiarare, nel nuovo atto di compravendita, la mia intenzione di beneficiare del credito suddetto. Inoltre altri due passaggi necessari per l’atto da stipulare riguardano:

  • l'indicazione degli estremi dell’atto di acquisto dell’immobile sul quale era stata corrisposta l’imposta di registro agevolata e quindi anche l’ammontare della stessa;
  • la dichiarazione dell’esistenza dei requisiti che avrebbero dato diritto al beneficio alla data dell’acquisto medesimo, nel caso in cui era stata corrisposta l’Iva ridotta in assenza della specifica agevolazione prima casa;
  • produrre le relative fatture, se è stata corrisposta l’Iva sull’immobile ceduto;
  • indicare gli estremi dell’atto di vendita dell’immobile.

Un’altra precisazione, anch’essa necessaria perché non ne ero a conoscenza, riguarda il nuovo acquisto: deve avvenire entro un anno dalla precedente vendita.

Quando ho comprato una nuova casa

Verso fine anno, a novembre 2021, ho finalmente acquistato un nuovo appartamento. Ho concluso l’atto dal notaio che preliminarmente, come da prassi, ha verificato tutta la documentazione dell’immobile (comprensiva di visure, certificati abitativi, conformità urbanistiche ecc.) e ha controllato che non ci fossero altri adempimenti da espletare.  Sono stata anche messa al corrente delle ulteriori agevolazioni fiscali dovute alle detrazioni di cui si è discusso nel corso di questo anno e quindi dell’importo complessivo da corrispondere, considerando la conclusione della pratica, l’onorario del professionista e ulteriori oneri relativi alla trascrizione della nuova compravendita.

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