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Io e mio marito costituiamo un fondo patrimoniale dal Notaio

Come abbiamo deciso di vincolare la mia casa

Io e mio marito costituiamo un fondo patrimoniale dal Notaio: ecco comeIo e mio marito siamo sposati da dieci anni. Lui è un avvocato e io sono una imprenditrice nel settore tessile. La situazione della mia azienda è piuttosto positiva nel complesso ma negli ultimi due anni alcuni piccoli problemi finanziari mi hanno portato a pensare di dovere tutelare la mia famiglia. Ho, infatti, quattro figli di cui due minorenni e non vorrei che eventuali problematiche relative all’attività imprenditoriale possano impedirmi di costituire un patrimonio duraturo per la mia famiglia.

In particolare, sono proprietaria di diversi immobili, due dei quali acquistati con la mia attività e due invece ricevuti per successione da mio nonno. Una di queste case si trova a Roma ed è un appartamento in centro città di quasi 100 mq. Decido di recarmi dal Notaio per chiedere quale possa essere il modo più opportuno per vincolare questo bene e tutelare nel contempo la mia famiglia e i miei figli. Il Notaio mi consiglia di procedere con un fondo patrimoniale, soluzione della quale avevo già sentito parlare ma non nello specifico. Inizio, dunque, a informarmi nel dettaglio.

Decidiamo di costituire un fondo patrimoniale

Ci rechiamo dal Notaio per capire come potere realizzare questa operazione. Egli ci informa che su questa casa è possibile costituire un vincolo, denominato fondo patrimoniale, per fare fronte ai bisogni della famiglia. Non potrà la casa essere aggredita dai creditori per motivi estranei a quelli che sono i bisogni della famiglia. In questo modo, riusciamo a tutelare la casa anche per eventuali futuri bisogni dei nostri figli, anche qualora dovessero sorgere delle difficoltà finanziarie.

La presenza dei figli minori, inoltre, ci impone una maggiore attenzione, per cui il Notaio ci spiega come procedere. Innanzitutto, cerchiamo di capire come procedere al rogito, quali siano i costi da affrontare e i vari adempimenti. Ci viene spiegato che il fondo patrimoniale può essere costituito anche da entrambi i coniugi, anche se la casa in questo caso è soltanto la mia. Vediamo quindi come procedere.

Cosa succederà dopo la costituzione del fondo?

Il Notaio ci spiega prima di decidere la data della stipula quali saranno gli effetti del rogito. Si tratta di una casa a cui tengo molto per cui mi interessa anticipatamente conoscere gli effetti di questa operazione. Si viene a creare un vincolo giuridico, che in qualche modo protegge i beni da attacchi dei creditori, nonché lo tutela per un fine predeterminato. Si realizza quello che il Notaio ci ha definito effetto segregativo, ovvero di separazione patrimoniale tra la casa e tutti gli altri immobili di mia proprietà.

Il fondo patrimoniale è uno strumento utile nell’ambito familiare in costanza di matrimonio, pertanto anche se la casa è solo di mia proprietà, possiamo costituirlo sia io che mio marito firmando dal Notaio per questa ragione.

L’atto dal Notaio

Anche se la casa è solo di mia proprietà, decidiamo di recarci entrambi dal Notaio. Egli ci spiega, infatti, che a prescindere dalla casa che si vuole vincolare in questo fondo possiamo costituirlo entrambi, firmando l’atto dal Notaio. Ci sarebbe anche la possibilità che solo uno dei coniugi intervenga però decidiamo di mettere entrambi la nostra parte e quindi di costituire questo fondo tutti e due.

In questo modo, la casa che andiamo a vincolare resta comunque di mia proprietà, però mio marito può decidere di utilizzarla per ciò che può rappresentare un bisogno della famiglia. Il Notaio ci chiede di portare con noi due testimoni, oppure di lasciare che due dei suoi collaboratori rivestano questo ruolo: ci spiega, infatti, che la costituzione del fondo patrimoniale è una convenzione matrimoniale, come se fosse una convenzione di separazione dei beni. Per questo motivo, occorrono i testimoni.

Cosa succede in caso di vendita?

Il Notaio ci spiega che qualora in seguito alla costituzione del fondo decidessimo di vendere la casa, dovremmo poi reimpiegare il denaro ricavato dalla vendita sempre per i bisogni della famiglia. Dato che la nostra idea fin dal principio era quella di vincolare solo quella casa, il fondo quindi viene costituito solo da un bene immobile. In caso di vendita, avremmo così determinato la cessazione del fondo.

La durata del fondo

Circa la durata del fondo, chiediamo subito lumi al Notaio, per capire anche cosa possa accadere quando i nostri figli sarebbero poi diventati più grandi. La destinazione del fondo di base termina in seguito allo scioglimento o cessazione degli effetti civili del matrimonio (ad esempio in caso di divorzio). Data la presenza di figli minori, il nostro fondo continuerà fino al raggiungimento della maggiore età dell’ultimo.

Quanto ci è costato il fondo patrimoniale?

Il fondo patrimoniale che abbiamo deciso di costituire ha un costo corrispondente all’onorario del Notaio più IVA, l’imposta di registro pari a euro 200, l’imposta ipotecaria pari a euro 200, l’imposta di bollo pari a euro 155. Qualora avessi deciso di trasferire a mio marito anche la parte di mia proprietà di quella casa, ci sarebbero state le spese relative al suo acquisto, che comunque abbiamo deciso di evitare.

Possiamo decidere di sciogliere il fondo?

Sì, come ci comunica il Notaio possiamo decidere anche consensualmente di fare cessare questo fondo, per togliere il vincolo e potere liberare la casa. Si può fare tranquillamente con un altro atto dal Notaio. Questi ci spiega, però, che qualora volessimo farlo quando i nostri figli più piccoli siano ancora minorenni, non potremmo farlo senza prima chiedere un’autorizzazione al giudice tutelare.

Questo in quanto il vincolo che abbiamo deciso di porre sulla casa è posto proprio a tutela della nostra famiglia e, di conseguenza, dei nostri figli. Non possiamo, pertanto, decidere di farlo cessare di nostra spontanea volontà senza che tutti i nostri figli manifestino anche il loro consenso, proprio perché si tratta di un’operazione a tutela della nostra famiglia.

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