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L’atto di scioglimento del fondo patrimoniale

Il fondo patrimoniale: cenni generali

l'atto di scioglimento del fondo patrimoniale dal notaioIl fondo patrimoniale è un atto finalizzato a sottoporre alcuni beni dei coniugi sotto un vincolo finalizzato al soddisfacimento dei bisogni della famiglia. Si realizza, dunque, un vero e proprio vincolo di destinazione, ponendo questi beni sotto una sorta di campana di vetro, rendendoli non aggredibili dai creditori.

La costituzione del fondo si realizza con un atto notarile, al quale devono essere presenti entrambi i coniugi, o anche uno solo di essi. Si possono costituire in fondo beni immobili (come ad esempio una casa, un magazzino, un terreno) o anche beni mobili registrati, quali ad esempio un’automobile.

All’atto devono essere presenti due testimoni, trattandosi di un atto formale riguardante l’ambito familiare, dando vita ad una sorta di regime patrimoniale. La questione dello scioglimento del fondo è importante perché, nel corso della sua sussistenza, i coniugi possono cambiare idea e possono decidere di rimuovere il vincolo dal bene, magari per venderlo o per non avere più limiti in ordine alla sua amministrazione. Vediamo quindi, nel dettaglio, come procedere.

Cessazione del fondo: casi previsti dalla legge

Prima di parlare dello scioglimento consensuale, ovvero dell’ipotesi in cui i coniugi decidono volontariamente di tornare dal Notaio per far cessare il fondo, occorre analizzare le ipotesi previste dalla legge in cui il fondo patrimoniale si scioglie automaticamente.

In primo luogo, esso cessa quando si verifica l’annullamento o lo scioglimento del matrimonio, ad esempio in caso di divorzio. Se vi sono figli minori, il fondo dura fino al raggiungimento della maggiore età dell’ultimo figlio.

Si tratta di cause di cessazione automatica, a cui deve seguire solo la cancellazione dell’annotamento a margine dell’atto di matrimonio. La costituzione del fondo patrimoniale, infatti, deve essere annotata a margine dell’atto di matrimonio, regolarmente iscritto nei Registri dello Stato civile. Non occorre, dunque, ritornare dal Notaio per attestare la causa di cessazione.

Scioglimento consensuale e volontario del fondo: si può fare?

L’art. 171 c.c. non prevede tra le cause di scioglimento la volontà dei coniugi, quindi la legge non consente espressamente lo scioglimento volontario. Tuttavia, anche molte sentenze hanno stabilito come sia una mancanza a cui si può ovviare attraverso la libertà e l’autonomia delle parti di porre fine a un atto che esse stesse hanno stipulato.

Pertanto, si ritiene pacifico che i coniugi possano tornare dal Notaio e stipulare un atto di scioglimento del fondo patrimoniale, anche in assenza di uno dei casi previsti dalla legge. Successivamente, il Notaio provvederà ad annotare l’atto nei Registri dello stato civile.

Quali documenti occorrono per stipulare lo scioglimento del fondo patrimoniale?

Occorre portare dal Notaio il precedente atto di costituzione del fondo patrimoniale, che può essere stato stipulato anche da un altro Notaio. Occorrerà prevedere la presenza di due testimoni, di scelta o del Notaio o delle parti. Occorre, inoltre, considerare se i beni sottoposti in fondo non siano stati ipotecati, alienati o sottoposti a pignoramento, mediante controlli che il Notaio effettuerà tramite visure ipotecarie e catastali.

Cosa succede se vi sono figli minori?

È importante considerare come il regime patrimoniale sia posto anche a tutela della famiglia, in particolare dei figli minori. Il bene vincolato, dunque, può essere impiegato solo per bisogni della famiglia. A riprova di ciò, la regola secondo la quale se i genitori vogliano alienare i beni vincolati in fondo, devono dare entrambi il consenso e, in presenza di figli minori, occorre l’autorizzazione del giudice.

Se, dunque, i genitori si recano dal Notaio non per sciogliere il fondo, ma per alienare il bene, il Notaio dovrà presentare un ricorso al giudice, che darà l’autorizzazione solo se lo riterrà opportuno. Questo rappresenta una tutela per i figli minori. Nell’atto di fondo patrimoniale, i coniugi possono derogare a questa regola e prevedere che possa alienarlo anche solo uno dei due coniugi.

La vendita comporta lo scioglimento del vincolo?

Sì, su quel bene non sussiste più il vincolo, non essendo più di proprietà dei coniugi, ma permane l’obbligo per i coniugi di impiegare (reimpiegare) il denaro ottenuto dalla vendita per i bisogni della famiglia.

Atto di scioglimento del fondo patrimoniale

Diversamente dalla vendita, l’atto di scioglimento del fondo patrimoniale è un atto con il quale i coniugi manifestano la volontà di eliminare il vincolo sorto con il fondo. Se in assenza di figli minori non sorge alcun problema, in presenza di figli minori occorre fare qualche precisazione.

Nel momento in cui i coniugi decidono di costituire un fondo patrimoniale su una casa in presenza di figli minori, lo fanno anche a tutela degli stessi e della famiglia in generale. I figli, seppur minori, fanno parte della famiglia e devono essere messi nella posizione di decidere se risolvere o meno il fondo patrimoniale, che interessa anche loro personalmente. Per tale ragione, dal Notaio occorre che intervenga, oltre i coniugi, anche un curatore speciale, appositamente nominato dal giudice tutelare, il quale manifesti questo consenso.

Come si procede?

Quando i coniugi si recano dal Notaio per chiedere lo scioglimento di un fondo e manifestano la presenza di figli minori, il Notaio rappresenta loro la necessità di nominare un curatore speciale. Il Notaio potrà farsi garante di ciò, sottoscrivendo il ricorso rivolto al Giudice tutelare competente, il quale nominerà il curatore. Occorre un soggetto terzo, in quanto la volontà dei genitori di sciogliere il fondo potrebbe porsi in contrasto con le esigenze di tutela dei figli, a favore dei quali potrebbe essere invece opportuno mantenerlo.

Quanto costa un atto di scioglimento del fondo patrimoniale?

Oltre all’onorario del Notaio più IVA, occorre pagare l’imposta di registro in misura fissa, nonché le spese relative agli adempimenti. Successivamente all’atto, infatti, occorre effettuare l’annotazione a margine della trascrizione effettuata in sede di costituzione del fondo, avendo ad oggetto beni immobili, nonché l’annotazione a margine dell’atto di matrimonio.

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