Scioglimento del fondo patrimoniale, quando basta l'accordo

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Il fondo patrimoniale: cenni generali

Il fondo patrimoniale è un atto finalizzato a sottoporre alcuni beni dei coniugi sotto un vincolo finalizzato al soddisfacimento dei bisogni della famiglia. Si realizza, dunque, un vero e proprio vincolo di destinazione, ponendo questi beni sotto una sorta di campana di vetro, rendendoli non aggredibili dai creditori. La protezione, per la verità, vale solo per i debiti che il creditore sapeva contratti per scopi estranei ai bisogni della famiglia (art. 170 c.c.).

La costituzione del fondo si realizza con un atto notarile, al quale devono essere presenti entrambi i coniugi, o anche uno solo di essi. Si possono costituire in fondo beni immobili (come ad esempio una casa, un magazzino, un terreno) o anche beni mobili registrati, quali ad esempio un’automobile.

All’atto devono essere presenti due testimoni, trattandosi di un atto formale riguardante l’ambito familiare, dando vita ad una sorta di regime patrimoniale. La questione dello scioglimento del fondo è importante perché, nel corso della sua sussistenza, i coniugi possono cambiare idea e possono decidere di rimuovere il vincolo dal bene, magari per venderlo o per non avere più limiti in ordine alla sua amministrazione. Vediamo quindi, nel dettaglio, come procedere.

Semplificando: senza figli minori il fondo si può sciogliere d’accordo dal notaio; con figli minori, anche solo concepiti, serve l’autorizzazione del giudice (Cassazione n. 17811 del 2014).

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Cessazione del fondo patrimoniale: casi previsti dalla legge

Prima di parlare dello scioglimento consensuale, ovvero dell’ipotesi in cui i coniugi decidono volontariamente di tornare dal Notaio per far cessare il fondo, occorre analizzare le ipotesi previste dalla legge in cui il fondo patrimoniale si scioglie automaticamente.

In primo luogo, esso cessa quando si verifica l’annullamento o lo scioglimento del matrimonio, ad esempio in caso di divorzio. Se vi sono figli minori, il fondo dura fino al raggiungimento della maggiore età dell’ultimo figlio.

In quel periodo il giudice può dettare regole per l’amministrazione del fondo e attribuire ai figli una quota dei beni; se non ci sono figli, si applicano le regole sullo scioglimento della comunione legale (art. 171 c.c.). La separazione, invece, non fa cessare il fondo.

Si tratta di cause di cessazione automatica. La costituzione del fondo patrimoniale, infatti, deve essere annotata a margine dell’atto di matrimonio, regolarmente iscritto nei Registri dello Stato civile. Come aggiornare l’annotazione e, per la casa, i registri immobiliari dopo la cessazione è buona norma chiederlo al notaio.

l'atto di scioglimento del fondo patrimoniale

Scioglimento consensuale e volontario del fondo: si può fare?

L’art. 171 c.c. non prevede tra le cause di scioglimento la volontà dei coniugi, quindi la legge non consente espressamente lo scioglimento volontario. Tuttavia, anche molte sentenze hanno stabilito come sia una mancanza a cui si può ovviare attraverso la libertà e l’autonomia delle parti di porre fine a un atto che esse stesse hanno stipulato.

La Cassazione (sentenza n. 17811 del 2014) ammette che i coniugi tornino dal Notaio e stipulino un atto di scioglimento del fondo patrimoniale quando non ci sono figli minori, anche in assenza di uno dei casi previsti dalla legge. La questione, però, è stata a lungo discussa tra giudici e studiosi. Come ogni modifica delle convenzioni matrimoniali, per valere verso i terzi l’atto va annotato a margine dell’atto di matrimonio (art. 163 c.c.).

Quali documenti occorrono per stipulare lo scioglimento del fondo patrimoniale?

Occorre portare dal Notaio il precedente atto di costituzione del fondo patrimoniale, che può essere stato stipulato anche da un altro Notaio. Occorrerà prevedere la presenza di due testimoni, di scelta o del Notaio o delle parti. Occorre, inoltre, considerare se i beni sottoposti in fondo non siano stati ipotecati, alienati o sottoposti a pignoramento, di norma con visure ipotecarie e catastali.

Cosa succede se vi sono figli minori?

È importante considerare come il regime patrimoniale sia posto anche a tutela della famiglia, in particolare dei figli minori. Il bene vincolato, dunque, può essere impiegato solo per bisogni della famiglia. A riprova di ciò, la regola secondo la quale se i genitori vogliano alienare i beni vincolati in fondo, devono dare entrambi il consenso e, in presenza di figli minori, occorre l’autorizzazione del giudice.

Se, dunque, i genitori vogliono alienare il bene senza sciogliere il fondo, serve l’autorizzazione del giudice, concessa nei soli casi di necessità o utilità evidente (art. 169 c.c.); il ricorso può essere sottoscritto e presentato anche dal notaio (art. 1 della legge notarile). Questo rappresenta una tutela per i figli minori. Nell’atto di fondo patrimoniale, i coniugi possono derogare a questa regola e prevedere che possa alienarlo anche solo uno dei due coniugi. Possono anche escludere l’autorizzazione del giudice (Cassazione, ordinanza n. 32484 del 2023).

La vendita comporta lo scioglimento del vincolo?

Sì, su quel bene il vincolo cessa con la vendita (Cassazione n. 21385 del 2018), ma il fondo resta in piedi sugli altri beni. Cosa accada al ricavato è buona norma chiederlo al notaio. Chi è dall’altra parte, cioè chi compra, trova i controlli da fare nella pagina su come comprare una casa in fondo patrimoniale.

Come avviene l'atto di scioglimento del fondo patrimoniale

Diversamente dalla vendita, l’atto di scioglimento del fondo patrimoniale è un atto con il quale i coniugi manifestano la volontà di eliminare il vincolo sorto con il fondo. Lo scioglimento del fondo patrimoniale avviene per atto pubblico alla presenza di due testimoni.

Chi partecipa all’atto di scioglimento del fondo patrimoniale?

Per lo scioglimento del fondo patrimoniale occorre il consenso di entrambi i coniugi. Pertanto saranno gli stessi a recarsi dal notaio per manifestare la loro volontà di sciogliere il fondo patrimoniale.Se in assenza di figli minori non sorge alcun problema, in presenza di figli minori occorre fare qualche precisazione.

Nel momento in cui i coniugi decidono di costituire un fondo patrimoniale su una casa in presenza di figli minori, lo fanno anche a tutela degli stessi e della famiglia in generale. I figli, seppur minori, fanno parte della famiglia e devono essere messi nella posizione di decidere se risolvere o meno il fondo patrimoniale, che interessa anche loro personalmente. Per questo l’accordo dei coniugi non basta: serve l’autorizzazione del giudice e potrebbe essere necessario anche un curatore speciale che intervenga per i figli.

Uno scioglimento fatto senza queste cautele può essere annullato su iniziativa dei figli, e solo loro, non i creditori, possono chiederlo (Cassazione n. 30517 del 2019).

Figli concepiti e scioglimento fondo patrimoniale

Le medesime conclusioni possono essere estese anche al caso in cui i coniugi abbiano solo figli concepiti, non ancora nati, i cosiddetti nascituri. Anche a questi ultimi è riconosciuta dalla Corte di Cassazione l’attitudine ad essere titolari di diritti, anche se non si ha ancora la capacità giuridica che si acquisisce con la nascita.

Il fondo finisce?

✔ Divorzio o annullamento del matrimonio, senza figli minori: il fondo cessa (art. 171 c.c.).

✔ Accordo dei coniugi senza figli minori: atto di scioglimento dal notaio, con due testimoni.

⚠ Divorzio con figli minori: il fondo dura fino alla maggiore età dell’ultimo figlio.

⚠ Accordo dei coniugi con figli minori, anche solo concepiti: serve l’autorizzazione del giudice.

✘ Separazione: da sola non fa cessare il fondo.

Come si procede allo scioglimento del fondo patrimoniale?

Quando ci sono figli minori, di norma si chiede al giudice l’autorizzazione e, se necessario, la nomina di un curatore speciale. Il ricorso può essere sottoscritto anche dal notaio. Occorre un soggetto terzo, in quanto la volontà dei genitori di sciogliere il fondo potrebbe porsi in contrasto con le esigenze di tutela dei figli, a favore dei quali potrebbe essere invece opportuno mantenerlo. Quale giudice sia competente è buona norma chiederlo al notaio.

Si può sciogliere il fondo patrimoniale solo parzialmente?

Il dibattito sulla possibilità di sciogliere il fondo patrimoniale consensualmente è durato molti anni e ha coinvolto sia i giudici che gli studiosi del diritto. Con riferimento alla possibilità di sciogliere il fondo patrimoniale solo parzialmente, estromettendo alcuni beni dal vincolo e rendendoli liberi non pone particolari problemi. Con figli minori, però, valgono le stesse cautele: i passaggi sono nella pagina sull’estromissione dei beni dal fondo.

Altro non è che una modifica del fondo patrimoniale. Per valere verso i terzi va annotata a margine dell’atto di matrimonio (art. 163 c.c.). Infatti è proprio dall’atto di matrimonio che si evince la presenza del fondo patrimoniale, ma non si può evincere quali siano i beni che siano effettivamente vincolati dal fondo patrimoniale. È proprio per questo che la legge prevede un’ulteriore pubblicità per scoprire se i beni sono vincolati che è la trascrizione nei Registri immobiliari.

Quanto costa un atto di scioglimento del fondo patrimoniale?

Oltre all’onorario del Notaio più IVA, occorre pagare l’imposta di registro in misura fissa, nonché le spese relative agli adempimenti. Successivamente all’atto, infatti, occorre effettuare l’annotazione a margine della trascrizione effettuata in sede di costituzione del fondo, avendo ad oggetto beni immobili, nonché l’annotazione a margine dell’atto di matrimonio.

Se con lo scioglimento un bene cambia proprietario le imposte possono cambiare, come accade per la costituzione del fondo: è buona norma farle calcolare dal notaio, anche con un preventivo per sciogliere il fondo, che di norma arriva in poche ore.

Sciogliere il fondo: tre casi di famiglia

Compro una casa che è nel fondo patrimoniale dei venditori: devono scioglierlo prima del rogito?

Non necessariamente. La casa si può vendere con il consenso di entrambi i coniugi e, se hanno figli minori, con l’autorizzazione del giudice, salvo deroga nell’atto costitutivo (art. 169 c.c.). Con il rogito il vincolo su quella casa cessa (Cassazione n. 21385 del 2018).

Abbiamo un figlio di dieci anni: possiamo sciogliere il fondo d’accordo?

Non basta l’accordo dei coniugi: secondo la Cassazione serve l’autorizzazione del giudice (sentenza n. 17811 del 2014), altrimenti lo scioglimento può essere annullato su iniziativa del figlio. Come procedere è buona norma chiederlo al notaio.

Abbiamo divorziato e nostra figlia è diventata maggiorenne: il fondo è finito?

Sì: dopo il divorzio, con figli minori, il fondo dura fino alla maggiore età dell’ultimo figlio (art. 171 c.c.). Per aggiornare annotazioni e registri è buona norma sentire il notaio.