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Separazione dei beni tra coniugi minorenni

La convenzione di separazione dei beni: cenni generali

separazione dei beni tra coniugi minorenniLa convenzione di separazione dei beni (art.215 c.c.) rappresenta il regime patrimoniale che i coniugi possono scegliere e nel quale ognuno conserva la esclusiva proprietà e il godimento pieno di ciò che acquista, non dovendo condividerlo con il proprio coniuge.

In sostanza i coniugi si trovano nella medesima situazione in cui si sarebbero trovati in assenza di matrimonio. Esso è un regime che va scelto, in quanto il regime legale previsto è la comunione dei beni: ciò vuol dire che se i coniugi non convengono alcunché il regime sarà automaticamente quello della comunione. In questo caso, cadrebbero in comunione tra i coniugi tutti gli acquisti fatti dopo il matrimonio, ad eccezione di alcuni che rientrano nei c.d. beni personali ( ad esempio, i beni ricevuti in eredità prima).

Qualora vogliano convenirlo dei coniugi minorenni, occorre fare alcune considerazioni, non prima di aver fatto cenno al matrimonio tra due minorenni.

Coniugi minorenni: cosa cambia?

Per sposarsi occorre la maggiore età, pertanto sembra già strano parlare di matrimonio tra minorenni in quanto si tratta di una eccezione. In presenza di alcune circostanze previste dalla legge, anche i minori possono essere autorizzati a contrarre matrimonio, ma non possono farlo liberamente come i maggiorenni.

In primo luogo, occorre avere compiuto sedici anni e occorre che vi siano dei motivi ben precisi ( ad esempio legati alla situazione economica e familiare del minore); in secondo luogo, occorre chiedere un’autorizzazione al tribunale, il quale accerterà la capacità di intendere e di volere del minore, ovvero di comprendere le conseguenze di questo passo.

In questo procedimento, il tribunale sentirà il parere dei genitori e deciderà eventualmente se nominare anche un curatore speciale, che in luogo dei genitori lo assista nel compimento di atti di tipo patrimoniale quale appunto la scelta del regime patrimoniale.

Ipotesi in cui può esserci un valido motivo per contrarre matrimonio tra minori

Ad esempio, se i minori hanno già un figlio e convivono; oppure quando il minore ha perso i legami con la famiglia di origine e, dunque, viene considerato opportuno consentirgli di costituirne una nuova.

La scelta del regime patrimoniale

Come in ogni matrimonio, anche nel matrimonio autorizzato per soggetti minorenni è necessario valutare il regime patrimoniale. Anche in questo caso, se non si sceglie nulla, vale il regime legale della comunione dei beni, mentre si può scegliere quello della separazione. La scelta del regime coinvolge interessi di tipo economico, ma anche interessi molto personali che riguardano la sfera intima delle parti.

La scelta del regime di comunione legale coinvolge anche il rapporto tra i coniugi e l’impronta che intendono dare al matrimonio, pertanto è un atto sicuramente “personale”. Pertanto occorre comprendere se, in caso di matrimonio tra minorenni, questi possono liberamente scegliere il regime patrimoniale o necessitano di una forma di assistenza o rappresentanza. 

Chi deve firmare dal Notaio la separazione dei beni?

Trattandosi di minori è lecito chiedersi se dal Notaio debbano recarsi anche i suoi genitori, ovvero coloro che rappresentano il minore per tutti gli atti, per sottoscrivere l’atto notarile di separazione dei beni. Il minore non ha la capacità di agire, non può compiere da solo atti di straordinaria e ordinaria amministrazione.

Ad esempio, il minore non può recarsi dal Notaio e acquistare un bene, occorre che sia presenti e firmi il suo rappresentante legale, ovvero il genitore, entrambi i genitori oppure in mancanza il suo tutore legale. Deve, inoltre, essere autorizzato a compiere tale atto.

Ma vale lo stesso per la convenzione di separazione dei beni? Non proprio. Perché se per una vendita il minore deve essere rappresentato legalmente dal genitore, per la convenzione matrimoniale il minore, come da norma di legge, devono essere solo “assistiti” dai genitori oppure dal tutore o curatore eventualmente nominato.

Il ruolo dei genitori

Si tratta di un ruolo ben diverso rispetto a quello che ricopre un rappresentante legale quale il genitore in un atto notarile di straordinaria amministrazione, nel quale sostituisce del tutto la volontà del figlio. Ad esempio, se un soggetto vuole donare una casa al minore, è il genitore che valuta se tale casa possa essere idonea per il minore e decide se accettare o meno.

Nel caso del matrimonio tra minori, a cui segue la convenzione di separazione dei beni, il minore è stato già autorizzato dal tribunale a contrarre matrimonio: è stata dunque già valutata la sua capacità di discernimento e diviene “emancipato”, ovvero acquisisce una straordinaria capacità di curare i propri affari.

Pertanto, una volta autorizzato il matrimonio, se i coniugi minorenni decidono di convenire la separazione, sono liberi di farlo e devono essere solo assistiti all’atto dai genitori. Si tratta, in sostanza, di una sorta di volontà manifestata congiuntamente tra genitori e minori.

Devono essere presenti entrambi i genitori all’atto?

Sì, regolarmente è necessaria la presenza e la firma di entrambi i genitori di entrambi i coniugi minorenni, fatta salva l’ipotesi in cui uno dei due genitori sia impossibilitato. In questo caso, può essere presente anche solo uno dei due.

Occorre un’autorizzazione del tribunale?

No, non occorre una autorizzazione apposita per la convenzione di  separazione. È sufficiente che i minori siano stati autorizzati a contrarre matrimonio e da ciò deriva automaticamente la capacità di convenire la separazione dei beni.

Si può convenire la separazione dei beni prima del matrimonio?

Sì, è possibile convenire anche la separazione dei beni prima del matrimonio, sempre che il minore sia stato già autorizzato come sopra detto a contrarre matrimonio.

Quanto costa un atto di separazione dei beni tra coniugi minorenni?

La convenzione di separazione di beni sconta sia l’onorario del Notaio più IVA, unitamente all’imposta di registro in misura fissa e all’imposta di bollo.

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