Fondazione per testamento, come si costituisce dal notaio
- La fondazione: cenni generali
- La costituzione della fondazione
- Perché costituire una fondazione per testamento?
- Il contenuto dell’atto di fondazione per testamento
- La costituzione diretta o indiretta della fondazione
- Qual è la differenza rispetto alla costituzione diretta?
- Quali sono gli adempimenti degli eredi e chi paga le spese?
La fondazione: cenni generali
La fondazione è un ente di diritto privato che viene costituito con lo scopo di destinare un patrimonio al perseguimento di un determinato fine, legato a un interesse particolarmente rilevante. Lo scopo può essere culturale, medico, scientifico, artistico, o altro.
Per questa ragione non ha fini di lucro, ma è attiva solo al fine di realizzare gli obiettivi previsti dall’atto costitutivo. La fondazione può rientrare tra gli Enti del Terzo Settore: se svolge una delle attività di interesse generale previste dal Codice e ne rispetta le regole, può essere iscritta nel registro nazionale degli ETS, il RUNTS.
La fondazione ha personalità giuridica, e agisce come un soggetto a sé stante rispetto al suo fondatore, potendo compiere atti di straordinaria e ordinaria amministrazione. Il patrimonio che viene destinato alla fondazione fa parte di una sorta di patrimonio vincolato, essendo destinato al fine prestabilito.
A differenza delle associazioni, dunque, non possono crearsi fondazioni prive di personalità giuridica. La vecchia qualifica di Onlus non esiste più: dal 2026 i benefici fiscali passano attraverso l’iscrizione al RUNTS come ente del Terzo settore.

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La costituzione della fondazione
L’art. 14 c.c. prevede che si possa costituire una fondazione sia per atto pubblico tra vivi, sia per testamento. In primo luogo, occorre che vi sia un soggetto cosiddetto fondatore, che decida di mettere in gioco una parte del proprio patrimonio per uno scopo determinato.
L’atto costitutivo contiene anche il cosiddetto atto di dotazione ovvero quello che ha la funzione di dotare la fondazione dei mezzi patrimoniale necessari per conseguire i suoi fini. Ebbene, tutto questo deve essere ricondotto sul lato testamentario. E’ la legge stessa che consente questa possibilità, ma vediamo quali possono essere i motivi e i vantaggi alla base della costituzione di una fondazione per testamento.

Perché costituire una fondazione per testamento?
Spesso chi costituisce una fondazione è un soggetto che detiene un patrimonio ingente, composto di immobili e denaro. Può capitare che si tratti di un soggetto anziano, che abbia accumulato ricchezze nel corso della vita e intende disporre dei propri beni per il tempo in cui avrà cessato di vivere. Ebbene, all’alternativa di lasciare per testamento direttamente i propri beni a determinati soggetti, può scegliere di destinare questi beni a uno scopo ben preciso, che può essere sia di fine utilitaristico, ma anche più legato alla sua sfera personale di vita.
La costituzione della fondazione per atto tra vivi potrebbe essere una soluzione, ma magari il fondatore potrebbe non avere più le forze di occuparsene personalmente, per cui può decidere di costituirla per testamento. Può essere costituita sia per testamento olografo, che per testamento pubblico. Tuttavia si ritiene più opportuna la strada del testamento pubblico, in quanto data la formalità e l’importanza dell’atto è necessaria l’assistenza del pubblico ufficiale. Un vantaggio pratico rispetto alla fondazione costituita in vita: finché il testatore vive, può cambiare idea con un nuovo testamento, senza dover sciogliere nulla.
Due limiti vanno tenuti presenti. Il primo è quello delle quote di legittima: se il testatore lascia coniuge, figli o, in mancanza di figli, genitori, la fondazione può ricevere solo la parte disponibile, e per il resto i legittimari potrebbero agire in riduzione. Il secondo è la consistenza del patrimonio: l’autorità che riconosce la fondazione verifica che sia adeguato allo scopo, e per l’iscrizione al RUNTS la legge fissa un minimo di 30.000 euro.
Il contenuto dell’atto di fondazione per testamento
L’importanza dell’atto costitutivo di fondazione per atto pubblico deriva dalla necessità di prevedere nella disposizione testamentaria, affinché la fondazione possa poi validamente nascere alla morte del testatore, una serie di elementi che ne costituiscono il contenuto minimo. In un testamento olografo, se la parte non conosce le norme di legge, potrebbe non avere effetto.
Nella scheda testamentaria, il Notaio avrà cura di inserire, secondo volontà del testatore fondatore, la denominazione, lo scopo, il patrimonio, la sede, le norme che regoleranno la vita della fondazione e l’amministrazione. Lo scopo deve essere indicato in maniera molto precisa. Ad esempio una fondazione per la ricerca contro una malattia, una fondazione per la tutela di un determinato bene artistico o monumentale. Si può indicare tutto nella scheda testamentaria, oppure si può allegare alla scheda il contenuto dell’atto costitutivo per semplicità.
La costituzione diretta o indiretta della fondazione
La fondazione può costituirsi per testamento in due modi: costituzione diretta o indiretta. L’ipotesi tipica è la costituzione diretta, ovvero la costituzione che viene effettuata a tutti gli effetti nel testamento, nel quale vengono inseriti tutti i requisiti necessari.
Il testatore dispone dei propri beni, spogliandosene in maniera definitiva a favore della fondazione costituenda. Il testamento, dunque, funge da atto costitutivo della fondazione e atto di dotazione della stessa. All’apertura della successione la fondazione esiste già come ente voluto dal testatore e i beni le sono destinati, ma per agire in proprio nome ha bisogno del riconoscimento, di cui si dice più avanti.
Nel testamento il fondatore avrà avuto cura di indicare chi la amministrerà, o almeno come verranno scelti gli amministratori. La costituzione indiretta, invece, si realizza quando nel testamento il testatore manifesta la volontà di costituirla ma lascia a terzi soggetti il compito di farlo formalmente.
Qual è la differenza rispetto alla costituzione diretta?
Nella costituzione indiretta il testatore istituisce eredi determinati soggetti, obbliga loro a costituire una fondazione con i beni da lui indicati, che vengono a loro lasciati proprio a questo scopo. Per coadiuvare questa disposizione, si può anche nominare un esecutore testamentario che si occupi di dare attuazione alla volontà testamentaria.
Cosa fare per evitare che gli eredi non utilizzino i beni per la fondazione?
Spesso disposizioni di questo tipo sono accompagnate da un divieto di alienazione dei beni che rappresentano la dotazione della fondazione, oppure anche di un meccanismo sanzionatorio a carico degli eredi, che se non adempienti possono perdere l’eredità. Per questo motivo è opportuno, come sopra detto, definire tutto per testamento pubblico.
Dubbi di chi vuole lasciare il patrimonio a uno scopo
Posso lasciare tutto alla fondazione se ho dei figli? No. Ai figli e al coniuge spetta comunque la quota di legittima; alla fondazione può andare la parte disponibile, che con un figlio solo è la metà e con due o più figli un terzo del patrimonio. Il notaio, in consulenza, di norma fa questo calcolo prima di scrivere la scheda.
La fondazione paga l’imposta di successione sui beni che riceve? Di regola no: i lasciti a enti del Terzo settore iscritti al RUNTS e a fondazioni riconosciute con scopi di pubblica utilità sono esenti da imposta di successione e, nel primo caso, anche da ipotecaria e catastale, a condizione che i beni siano usati per lo scopo statutario.
Meglio una fondazione nuova o un lascito a una già esistente? Dipende dal patrimonio e da quanto si vuole personalizzare lo scopo. Sotto certe cifre una fondazione nuova rischia di spendere in amministrazione buona parte di ciò che riceve; un lascito solidale a un ente che già opera nel settore, magari con un onere preciso, arriva prima a destinazione.
Quali sono gli adempimenti degli eredi e chi paga le spese?
Se la fondazione è stata costituita in modo diretto, all’apertura della successione l’esecutore testamentario o gli eredi prelevano la scheda testamentaria, che rappresenta l’atto costitutivo, e chiedono il riconoscimento della fondazione: alla Prefettura, con iscrizione nel registro delle persone giuridiche, se opera a livello nazionale, oppure alla Regione se opera solo in ambito locale; se la fondazione vuole essere ente del Terzo settore, l’iscrizione al RUNTS si chiede tramite il notaio, che ne verifica i requisiti. Con l’iscrizione la fondazione acquista personalità giuridica.
Se invece la costituzione è indiretta, gli eredi devono provvedere con un atto pubblico a costituirla, sulla base delle indicazioni del testatore. Le spese della costituzione sono a carico dell’eredità, ciò vuol dire che gli eredi le pagheranno con il denaro lasciato dal testatore o venderanno dei beni lasciati dal testatore per pagarle. Nel frattempo va comunque presentata la dichiarazione di successione, nella quale il lascito alla fondazione viene indicato con l’esenzione che gli spetta.
- 1Pubblicazione del testamento dal notaio, con il verbale che rende eseguibili le disposizioni.
- 2Esecutore o eredi raccolgono i beni destinati alla fondazione e, nella costituzione indiretta, firmano l’atto costitutivo dal notaio.
- 3Riconoscimento: istanza in Prefettura o Regione, oppure iscrizione al RUNTS tramite il notaio. Da qui la fondazione ha personalità giuridica.
- 4Dichiarazione di successione entro dodici mesi e volture degli immobili a nome della fondazione.
- 5Avvio dell’attività da parte degli amministratori indicati nel testamento, con il patrimonio vincolato allo scopo.
Chi sta valutando questa strada può chiedere un preventivo per il testamento pubblico indicando che conterrà la costituzione di una fondazione: il notaio, conoscendo il patrimonio e lo scopo, potrà dire se la soluzione regge o se conviene un lascito più semplice.