Tobin tax e cessione di azioni dal notaio, quando si paga

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L’Imposta sulle Transazioni Finanziarie (ITF): Ruolo e Implicazioni per il Notaio

Nel panorama normativo italiano, uno degli strumenti fiscali di maggiore rilevanza nel settore delle operazioni societarie e finanziarie è l’Imposta sulle Transazioni Finanziarie (ITF), nota anche come Tobin tax, introdotta con la Legge 24 dicembre 2012, n. 228. Sebbene la sua applicazione sia principalmente indirizzata alle compravendite di strumenti finanziari, non mancano casi in cui anche la figura del notaio è direttamente coinvolta. Analizziamo in dettaglio i contorni dell’ITF, le sue modalità applicative, le eccezioni previste e le implicazioni concrete per l’attività notarile.

Origini e ambito di applicazione dell’ITF

L’ITF è stata istituita con l’obiettivo di tassare specifiche transazioni aventi ad oggetto strumenti finanziari. La norma di riferimento è l’art. 1, comma 491, della legge 228/2012, la quale stabiliva in origine un’imposta dello 0,2% sul valore delle transazioni; la legge di bilancio 2026 ha raddoppiato le aliquote per le operazioni effettuate dal 1° gennaio 2026, portandole allo 0,4% per i trasferimenti fuori dai mercati regolamentati, come quelli che passano da un atto notarile, e allo 0,2% per quelli eseguiti su mercati regolamentati o sistemi multilaterali di negoziazione. L’ambito di applicazione comprende, tra le altre, le seguenti fattispecie: in primis il trasferimento della piena proprietà o della nuda proprietà di azioni e altri strumenti partecipativi emessi da società residenti in Italia, in secondo luogo il passaggio di titoli rappresentativi dei suddetti strumenti, anche se emessi da entità estere ed infine la conversione di obbligazioni in azioni, qualora ciò comporti un trasferimento di proprietà.

Questi casi, soprattutto quando avvengono attraverso atti notarili, vedono direttamente coinvolto il notaio, non solo nella funzione certificativa, ma anche nel rispetto degli obblighi fiscali.

Quote di srl e società di persone: fuori dall’imposta

L’imposta riguarda le azioni e gli strumenti finanziari partecipativi delle società per azioni, comprese le azioni di categoria. La cessione di quote di srl, che è di gran lunga l’atto più frequente dal notaio, non rientra nell’ITF, così come il trasferimento di quote di snc e sas: le quote non sono strumenti finanziari nel senso richiesto dalla norma. Chi cede o acquista una quota di srl paga quindi le imposte ordinarie dell’atto, non questa.

Operazione ITF dovuta? Aliquota dal 2026
Vendita di azioni di una spa non quotata con atto o girata autenticata dal notaioSì, a carico di chi compra0,4% (0,2% fino al 2025)
Acquisto di azioni su un mercato regolamentatoSì, tramite l’intermediario0,2% (0,1% fino al 2025)
Cessione di quote di srl, snc o sasNoImposte ordinarie dell’atto
Azioni ricevute per successione o donazioneNoImposta di successione o donazione
Azioni di società quotata con capitalizzazione media sotto 500 milioniNoEsente
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Soggetti obbligati e responsabilità notarili

Secondo la normativa, l’imposta è a carico del soggetto a favore del quale avviene il trasferimento. Tuttavia, il compito di versare l’ITF ricade su una serie di intermediari che partecipano all’esecuzione dell’operazione: banche, società fiduciarie, imprese di investimento e, non da ultimo, i notai. Questi ultimi, infatti, sono indicati dalla legge come responsabili del versamento nei casi in cui intervengano nella redazione o nell’autenticazione dell’atto che produce effetti soggetti a imposta, salvo che il contribuente attesti che l’imposta è già stata applicata da un intermediario.

Il versamento avviene attraverso il modello F24, di norma entro il giorno 16 del mese successivo al trasferimento, e in presenza di più soggetti responsabili, l’onere ricade su colui che riceve l’ordine direttamente dall’acquirente o dalla controparte.

Un caso concreto: se le azioni di una spa di famiglia vengono vendute per 100.000 euro con atto notarile, l’imposta è di 400 euro (sarebbero stati 200 euro per un atto del 2025), dovuta da chi compra e versata, di regola, dal notaio, che per questo chiede la provvista prima della firma. È una cifra modesta rispetto al valore dell’operazione, ma va messa in conto insieme alle altre spese dell’atto.

Possibilità di sospensione dell’operazione

La legge prevede un importante strumento cautelativo: i soggetti obbligati al versamento possono sospendere l’operazione in attesa della disponibilità finanziaria necessaria per l’adempimento fiscale. Questo rappresenta un presidio utile per evitare responsabilità derivanti da inadempienze involontarie e consente al notaio di richiedere la provvista prima di procedere. Ciò rappresenta uno strumento di tutela che permette di affrontare l’investimento in modo più consapevole e sereno.

Transazioni finanziaria e imposte

Esenzioni e operazioni escluse

Non tutte le operazioni finanziarie rientrano nell’ambito applicativo dell’ITF. La legge, infatti, individua con precisione una serie di ipotesi escluse o esenti, tra cui:

  • I trasferimenti a titolo gratuito, come successioni e donazioni;
  • L’emissione e l’annullamento di azioni o strumenti finanziari partecipativi;
  • La conversione in azioni di nuova emissione;
  • I trasferimenti su mercati regolamentati, a condizione che la capitalizzazione media della società emittente sia inferiore a 500 milioni di euro nel mese di novembre dell’anno precedente;
  • Le operazioni infragruppo fra società legate da un rapporto di controllo ai sensi dell’art. 2359 c.c., nonché le riorganizzazioni aziendali come fusioni e scissioni, sempre che siano rispettate specifiche condizioni tecniche previste dal d.m. 21 febbraio 2013.

Queste eccezioni rispondono a un’esigenza di equilibrio tra la tassazione delle rendite finanziarie e la necessità di non ostacolare operazioni strategiche per le imprese o di interesse economico generale.

Attestazioni e responsabilità in caso di esclusione o esenzione

In caso di operazioni rientranti in fattispecie escluse o esenti, il contribuente può rilasciare una dichiarazione scritta attestante il possesso dei requisiti richiesti. Se il soggetto responsabile del versamento (incluso il notaio) riceve tale attestazione e non ha motivo di dubitarne, non è tenuto a versare l’imposta.

Questo meccanismo protegge il notaio in buona fede, ma evidenzia al contempo l’importanza di una corretta verifica della documentazione ricevuta e della tracciabilità della stessa, da conservare agli atti per eventuali controlli futuri.

Come si applica l’imposta e come avviene l’accertamento

L’imposta si applica a prescindere dalla residenza delle parti coinvolte o dal luogo in cui l’operazione viene conclusa. Questo principio di extraterritorialità rafforza il ruolo di controllo degli operatori che agiscono sul territorio nazionale, inclusi i notai.

Per quanto riguarda l’accertamento, la riscossione e le sanzioni, la disciplina di riferimento è quella prevista per l’IVA, mentre le richieste di rimborso per importi versati in eccesso seguono le regole specificate nell’art. 22 del d.m. 21 febbraio 2013.

Obblighi dichiarativi

I soggetti responsabili del versamento dell’ITF, inclusi i notai quando intervengano nelle operazioni, sono tenuti anche alla presentazione di una dichiarazione annuale, il modello FTT, da trasmettere per via telematica entro il 31 marzo dell’anno successivo. Questo adempimento, oltre a garantire la trasparenza, consente all’Amministrazione Finanziaria di monitorare il rispetto degli obblighi e di prevenire comportamenti elusivi.

Quattro domande di chi vende o compra azioni dal notaio

Se compro le quote di una srl pago la Tobin tax? No. L’imposta riguarda azioni e strumenti partecipativi delle società per azioni; le quote di srl e di società di persone ne sono fuori e scontano solo le imposte ordinarie dell’atto.

Chi paga l’imposta nella vendita di azioni di una spa non quotata? L’acquirente. Quando l’atto passa dal notaio, è di regola il notaio a versarla, entro il 16 del mese successivo, dopo aver ricevuto la provvista.

Quanto si paga dal 2026? Lo 0,4% del valore della transazione per i trasferimenti fuori dai mercati regolamentati, il doppio rispetto al 2025; lo 0,2% sui mercati regolamentati.

Le azioni ereditate o ricevute in donazione sono tassate con l’ITF? No: i trasferimenti a titolo gratuito sono esclusi. Si applicano, se dovute, l’imposta di successione o di donazione.

Perché è importante il notaio

La disciplina dell’ITF coinvolge il notaio non solo sulla forma degli atti, ma anche sulla sostanza economica delle operazioni nelle quali interviene. Il corretto inquadramento delle operazioni e la valutazione dell’eventuale imponibilità o esenzione sono aspetti che, nella pratica, entrano in gioco ogni volta che si trasferiscono azioni.

In particolare, nella prassi vengono di norma verificate in via preliminare la natura dell’operazione e la qualificazione dei soggetti coinvolti, così come l’acquisizione di dichiarazioni scritte in caso di esenzioni o esclusioni, da conservare agli atti. Infine un coordinamento con consulenti fiscali e intermediari finanziari, specialmente in operazioni complesse o transfrontaliere, appare la strada più prudente. Infine, il ruolo del notaio, quale garante della legalità, assume una rilevanza ancora maggiore laddove la correttezza dell’adempimento tributario costituisce elemento essenziale dell’efficacia stessa dell’atto. Per la propria operazione, aliquote e esenzioni vanno comunque confermate con il notaio al momento dell’atto.