I patti non contenuti nel contratto di società

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Cosa sono gli accordi tra soci?

Si tratta di accordi tra due o più soci di società di persone o di capitali che hanno lo scopo di regolamentare il comportamento da tenere durante la vita della società o in occasione dell’esercizio di alcuni diritti sociali.

Sono dunque obblighi stipulati tra soci al di fuori dell’atto costitutivo e dello statuto sociale diretti a disciplinare i rapporti scaturenti dal contratto di società.

Tali patti costituiscono dei veri e propri contratti plurilaterali, per la cui stesura possono essere utili i consigli e le competenze di un notaio.

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Come nascono?

I patti non contenuti nel contratto sociale nascono dall’esigenza di tutelare gli accordi presi dai soci fuori dal contratto sociale anche con soggetti terzi.

Sono collegati al contratto sociale e possono essere stipulati da tutti i soci o solo tra alcuni di essi.

Vincolano solo chi li firma ed hanno la funzione di dare un indirizzo unitario all’organizzazione ed alla gestione sociale.

Un caso frequente è quello della srl immobiliare di famiglia. Due fratelli ereditano dal padre le quote di una società che possiede tre appartamenti dati in affitto. Lo statuto è quello standard, ma i fratelli vogliono stabilire che nessuno dei due venda la propria quota a un estraneo per cinque anni, che gli appartamenti si vendano solo se sono d’accordo entrambi e che l’amministratore venga scelto a turno. Possono metterlo nero su bianco in un patto tra loro, senza toccare lo statuto, oppure portare alcune di queste regole nello statuto stesso: la differenza, come si vede più avanti, sta in quanto quelle regole valgono verso gli altri.

I patti non contenuti nel contratto di societa dal notaio

Perché si stipulano?

Perché con essi i soci vogliono regolamentare in modo diverso quanto indicato dall’atto costitutivo e dallo statuto sociale. L’utilizzo di tali patti comporta il vantaggio per i soci di poterli rendere segreti sia con riferimento allo loro esistenza che con riferimento al loro contenuto. Fanno eccezione le spa che fanno ricorso al mercato del capitale di rischio, dove i patti vanno comunicati alla società e dichiarati all’apertura di ogni assemblea (art. 2341-ter c.c.), e le società quotate, soggette alle regole di pubblicità del Testo unico della finanza. Vincolando solamente i contraenti, la loro violazione da parte di un socio comporta la responsabilità di quest’ultimo solo verso gli stipulanti e non verso la società la quale ad esempio non potrà in alcun modo sanzionare il socio che si è reso responsabile della violazione dei patti. Caso classico di stipulazione dei patti non contenuti nel contratto sociale si ha quando alcuni soci vogliono tutelare i loro interessi, ad esempio nel caso in cui subentri in società un terzo.

Quante tipologie di patti esistono?

Possiamo distinguere diverse tipologie di patti, tra queste ricordiamo i sindacati di voto, con cui i soci che hanno aderito al patto orientano il voto in assemblea, ad esempio votando a favore o contro su determinate decisioni. O ancora i sindacati di blocco con cui gli stipulanti del patto decidono sul trasferimento o meno delle azioni o quote societarie, il tutto al fine di mantenere compatta la compagine sociale ed evitare l’ingresso in società di persone poco gradite.

Vi sono poi i cosiddetti patti di consultazione che vincolano i contraenti a discutere sulle materie oggetto di voto nella successiva assemblea. Altro patto è quello relativo agli utili e alle perdite con il quale si fissano i criteri di ripartizione degli utili e delle perdite in modo diverse a quanto stabilito nell’atto costitutivo e nello statuto sociale, sempre nel limite del divieto di patto leonino (art. 2265 c.c.): è nullo l’accordo che escluda del tutto e in modo permanente un socio dagli utili o dalle perdite. Ed infine il patto relativo al finanziamento della società mediante il quale i soci che hanno stipulato l’accordo si impegnano a fornire un prestito alla società.

Il contenuto

Il contenuto può essere il più vario, non contrario a legge, ordine pubblico e buon costume, e dovrà riguardare posizioni amministrative, diritti patrimoniali e posizioni giuridiche passive o debitorie.

Le caratteristiche

I patti possono essere stipulati per iscritto ma anche verbalmente, sia al momento della costituzione della società che nel corso della sua vita, sia tra tutti i soci o solamente tra alcuni di essi. Possono contenere penali per inadempimento che sanzionano il loro mancato rispetto da parte dei soci che vi hanno aderito con un obbligo di pagamento prefissato nell’importo, ad esempio una multa per chi trasgredisce l’impegno assunto.

Essendo esterni alla società ed avendo natura contrattuale, i contraenti saranno responsabili solo per quanto firmato e dunque non nei confronti della società la quale non potrà erogare nessun tipo di multa per chi non li rispetta. Nel caso tali patti vengano redatti per iscritto i soci possono rivolgersi ad un notaio il quale potrà redigere una scrittura privata, eventualmente con firme autenticate, in quanto non c’è l’obbligo dell’atto pubblico a pena di nullità. Un patto solo verbale, però, è difficilissimo da provare: in pratica lo scritto con data certa è la regola. Tendenzialmente è buona abitudine contattare uno studio notarile laddove si intenda stipulare patti non contenuti nel contratto sociale, cosiddetti patti parasociali, al fine di essere consigliati e tutelati per la corretta stesura degli stessi.

Patto parasociale o clausola dello statuto?

Clausola nello statuto Patto parasociale
Chi vincolaTutti i soci, anche quelli futuriSolo chi lo firma
Chi lo conosceChiunque, dal registro delle impreseDi regola resta riservato
Se viene violatoL’atto contrario può essere contestato, ad esempio la vendita della quota senza prelazioneL’atto resta valido; si ottiene il risarcimento o la penale
Come si cambiaDelibera dei soci verbalizzata dal notaioAccordo di tutti i firmatari
DurataQuella della societàNelle spa al massimo cinque anni; nelle srl a scelta delle parti

Spesso la soluzione migliore combina le due cose: le regole che devono valere verso chiunque, come la prelazione o il gradimento sul nuovo socio, vanno nello statuto; quelle che i soci preferiscono tenere riservate, come l’accordo su chi nominare amministratore, restano nel patto. Nella holding di famiglia, dove i soci sono fratelli o cugini, questa divisione dei compiti è quasi la regola.

Qual è la durata?

Per quanto riguarda le SPA la durata è limitata, il termine massimo infatti è di cinque anni a decorrere dalla data della sottoscrizione (art. 2341-bis c.c.): se le parti fissano un termine più lungo, il patto vale per cinque anni ed è rinnovabile alla scadenza; se non fissano alcun termine, ciascuno può recedere con un preavviso di 180 giorni. Per la SRL invece, secondo l’opinione prevalente, questi vincoli di durata non si applicano, e lo stesso vale per le società di persone. Tuttavia un patto senza scadenza non può vincolare per sempre: la giurisprudenza ammette che il socio contraente receda in qualsiasi momento (Tribunale di Milano, sentenza 19/2022), ed è prudente che il patto stesso preveda una durata e un preavviso.

Il recesso

Si esercita applicando la clausola prevista nei patti stessi. Nel caso non sia prevista nessuna clausola, al fine di evitare controversie e conflitti interpretativi, è preferibile che le parti sciolgano il patto parasociale attraverso un nuovo contratto dal quale emerge in maniera espressa ed inequivoca la volontà di concludere l’accordo che si era stipulato.

Gli effetti

I patti, essendo contratti di diritto privato, producono effetti solo tra i soggetti che li sottoscrivono. Producendo effetti solo tra le parti che li firmano, gli obblighi derivanti dal patto, di regola, non sono suscettibili di esecuzione in forma specifica mediante decisioni giudiziarie aventi effetti costitutivi. La violazione del contenuto può comportare soltanto un obbligo al risarcimento del danno purché gli altri soci partecipanti riescano a provare di essere stati danneggiati dal mancato rispetto dell’obbligo assunto e quantifichino il danno in giudizio per la violazione del patto. È per questo che la penale, già quantificata nel patto, ha un valore pratico notevole: evita di dover dimostrare il danno.

Domande di chi sta per firmare un patto tra soci

Il patto parasociale deve essere fatto dal notaio? No, la legge non impone una forma. Per provarlo serve però uno scritto, e la firma autenticata dal notaio gli dà data certa e rende più difficili le contestazioni su chi lo ha sottoscritto e quando.

Se un socio vota in assemblea contro quanto promesso nel patto, la delibera è nulla? No, la delibera resta valida. Gli altri firmatari possono chiedere al socio inadempiente il risarcimento del danno o la penale prevista.

La prelazione sulle quote è meglio nello statuto o nel patto? Nello statuto vale verso tutti, anche verso chi compra la quota, ed è il caso più comune nelle srl; nel patto vincola solo i firmatari, e una vendita fatta senza rispettarla resta valida. Inserirla nello statuto richiede una delibera verbalizzata dal notaio, come per ogni regola sulla cessione delle quote.

Quanto dura un patto tra soci di una srl? Quanto decidono le parti. Il limite dei cinque anni riguarda le spa; nelle srl, se il patto non ha scadenza, ciascuno può di regola uscirne quando vuole. Per questo conviene fissare una durata e le modalità di rinnovo.

Quanto costano gli accordi tra soci?

Il costo dei patti non contenuti nel contratto sociale dipende dalla prestazione richiesta al professionista e varia in base al contenuto degli accordi che si intende stipulare e alla forma scelta, scrittura privata semplice o con firme autenticate. Le eventuali imposte di bollo e di registro dipendono anch’esse dalla forma e dal contenuto del patto: è buona norma chiedere al notaio di indicarle nel preventivo. Sarà quindi opportuno rivolgersi al notaio, anche attraverso la presente piattaforma al fine di avere le giuste informazioni al riguardo e richiedere i preventivi.