Associazione o fondazione che diventa srl, regole e divieti

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L’atto di trasformazione: cenni generali

Quando parliamo di trasformazione facciamo riferimento ad un atto societario che si stipula dal Notaio e ha ad oggetto la trasformazione da un tipo di società ad un’altra. È utile quando i soci intendono mutare il proprio tipo sociale, ma piuttosto che far cessare la società esistente e costituirne una nuova, con certo aggravio di costi e tempi, utilizzano questo rimedio, giungendo al risultato con un solo atto. La trasformazione può essere omogenea o eterogenea.

Quella omogenea consente ad esempio di trasformare una società lucrativa in un’altra di tipo diverso ( una società per azioni in una società a responsabilità limitata); quella eterogenea, invece, rappresenta il passaggio tra una società e un ente che non ha caratteristiche societarie, in un senso o nell’altro: il percorso da società ad associazione o fondazione è descritto nella pagina sulla trasformazione da società in associazione o fondazione.

Parliamo proprio di associazioni e fondazioni, le quali rappresentano enti non costituiti per realizzare uno scopo di lucro, bensì per perseguire fini diversi. Molti di questi enti possono assumere la qualifica di ETS (Enti del Terzo Settore), che porta con sé regole proprie anche sul patrimonio: per un ente iscritto nel RUNTS è buona norma verificare con il notaio se e come la trasformazione in società sia percorribile. Vediamo come funziona.

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L’atto di trasformazione eterogenea

I motivi che potrebbero portare gli associati a voler trasformare (art. 2500 octies c.c.) il proprio ente in una società sono molteplici. In sostanza, la volontà deve essere quella di cambiare la causa, il motivo fondante il proprio ente. Quando si costituisce una associazione, essa può essere di vario tipo: sportivo, di promozione sociale, culturale, professionale.

Questo scopo è diverso da quello di lucro e non c’è alcun profitto personale, se non un vantaggio economico sempre legato al fine ultimo dell’associazione. Lo stesso fine è perseguito da una fondazione, con la quale si va a destinare un determinato bene o insieme di beni, o denaro, ad un fine ben determinato (ad esempio una fondazione per la tutela del patrimonio culturale, una fondazione per la ricerca medica).

In questi casi, tutto il vantaggio economico che si ottiene dalle attività della fondazione non diviene profitto personale ma viene utilizzato per lo scopo dell’ente.

Notaio come posso trasformare un’associazione o fondazione in una società

Cosa consegue alla trasformazione in società?

Quando un ente si trasforma in una società, non c’è una estinzione dell’ente e una nuova costituzione, ma un solo atto di modifica dell’atto costitutivo, in seguito al quale l’attività dei soci diventa a scopo di lucro. L'attività non è solo finalizzata a costituire lo scopo dell’ente ma può anche essere perseguito un profitto di tipo personale.

Il soggetto giuridico resta lo stesso e anche i soggetti che ne fanno parte, cambia solo la disciplina dell’ente, che sarà sottoposto alle norme del tipo sociale che si sceglie. La legge disciplina la trasformazione eterogenea verso le società di capitali, cioè srl, spa e sapa; per il passaggio a una società di persone la questione è discussa. Nelle società di capitali per le obbligazioni sociali risponde di norma la società con il suo patrimonio, e cambia quindi la natura dell’ente rispetto a quella tipica di associazioni e fondazioni.

Come ogni trasformazione eterogenea, anche questa ha effetto dopo sessanta giorni dall’ultimo degli adempimenti pubblicitari, salvo che consti il consenso dei creditori o il pagamento di quelli che non lo hanno dato; nello stesso termine i creditori possono fare opposizione (art. 2500 novies c.c.).

Quali documenti occorrono al Notaio?

Per poter fare una trasformazione, si ritiene necessaria una relazione di stima nella quale siano indicate tutte le voci relative al capitale, al denaro e ai beni posseduti, come avviene quando si trasforma una società di persone in società di capitali. Essa deve essere redatta da un soggetto abilitato e poi consegnata in originale per essere allegata all’atto. Non serve invece, di norma, il consenso di tutti: nelle associazioni la delibera si prende con la maggioranza richiesta dalla legge o dall’atto costitutivo per lo scioglimento anticipato, che per le associazioni riconosciute il Codice Civile fissa nel voto favorevole di almeno tre quarti degli associati (art. 21 c.c.). Nei consorzi serve la maggioranza assoluta dei consorziati, nelle comunioni di azienda l’unanimità (art. 2500 octies c.c.). Chi partecipa all’ente diventa così socio di una società di capitali, con tutto ciò che ne consegue.

Come viene diviso il capitale nella nuova società?

Come in ogni società, nella società in cui l’ente si trasforma ci sarà un capitale sociale diviso in quote o azioni ( a seconda che sia srl oppure spa), che la legge divide in parti uguali fra gli associati, salvo diverso accordo tra gli stessi. Ad esempio, se un’associazione con quattro associati si trasforma in una srl con capitale di 20.000 euro, in mancanza di un accordo diverso ciascuno riceve una quota di 5.000 euro.

Quali associazioni possono trasformarsi in società?

Per potersi trasformare in società l’associazione deve necessariamente essere un’associazione riconosciuta. La legge, infatti, cita soltanto le associazioni riconosciute, che a differenza di quelle non riconosciute hanno personalità giuridica (la distinzione è spiegata nella pagina sui tipi di associazione). Qualora non fosse riconosciuta, potrebbe intraprendere il percorso per il riconoscimento e poi recarsi dal Notaio per la trasformazione.

Ci sono poi due limiti: la trasformazione può essere esclusa dall’atto costitutivo o, per determinate categorie di associazioni, dalla legge, e non è comunque ammessa per le associazioni che abbiano ricevuto contributi pubblici oppure liberalità e oblazioni del pubblico.

L’associazione può diventare società? Tre domande in ordine

1

È un’associazione riconosciuta?

No: la legge cita solo le riconosciute, di norma si passa prima dal riconoscimento.

Sì ↓

2

Ha ricevuto contributi pubblici, liberalità o oblazioni del pubblico?

Sì: la trasformazione non è ammessa.

No ↓

3

L’atto costitutivo, o la legge per la sua categoria, esclude la trasformazione?

Sì: la trasformazione è esclusa.

No ↓

Si delibera con la maggioranza prevista per lo scioglimento anticipato e l’ente diventa srl, spa o sapa.

Schema semplificato (art. 2500 octies c.c.).

Trasformazione da fondazione in società

Per quanto riguarda la trasformazione da fondazione, valgono delle regole in parte diverse, in quanto la fondazione non vi è una struttura associativa, ma generalmente tutto promana da un unico soggetto fondatore. Per legge la trasformazione di una fondazione in società di capitali è disposta dall’autorità governativa, su proposta dell’organo competente della fondazione (art. 2500 octies c.c.).

Anche in questo caso, si ritiene che occorra una relazione di stima, dalla quale risulti il patrimonio dell’ente. Le azioni o le quote sono assegnate secondo le disposizioni dell’atto di fondazione o, in mancanza, secondo l’art. 31 c.c.: in assenza di indicazioni dell’atto costitutivo o dello statuto, è l’autorità governativa ad attribuirle ad altri enti che hanno fini analoghi (art. 31 c.c.).

Quanto costa un atto di trasformazione da associazione o fondazione in società?

Oltre alle spese documentali che occorre affrontare (ad esempio la relazione di stima), occorre pagare l’onorario del Notaio più IVA, oltre alle spese di iscrizione dell’atto al Registro delle Imprese. Dato che si dà vita ad una società, sebbene con un atto di trasformazione e non con un atto costitutivo classico, occorre che questo atto sia iscritto al Registro delle Imprese, nel quale la nuova società potrà essere indicata e registrata. Le spese di registro e le altre spese fiscali in relazione al patrimonio sono di norma a carico dell’ente che si trasforma.

Sul piano fiscale il punto è delicato: per la trasformazione di un’associazione sportiva dilettantistica in una srl con scopo di lucro la Cassazione, con la sentenza n. 26878 del 2021, ha applicato le imposte di registro, ipotecaria e catastale in misura proporzionale, perché il regime di favore vale per il passaggio a società sportive dilettantistiche senza fine di lucro. Per l’onorario, come ordine di grandezza, il calcolatore degli atti societari di NotaioFacile stima per una riscrittura ampia dello statuto di una società di capitali tra 1.708 e 3.965 euro IVA inclusa. Con immobili nel patrimonio le imposte possono pesare molto di più, ed è buona norma chiederne il calcolo al notaio. Si può chiedere ai notai della provincia in cui ha sede l’ente un preventivo per la trasformazione in srl o spa: la richiesta è gratuita.

Associazione o fondazione che diventa srl: maggioranza, divieti e quote

Quale maggioranza serve per trasformare un’associazione in srl?

Quella richiesta dalla legge o dall’atto costitutivo per lo scioglimento anticipato (art. 2500 octies c.c.). Per lo scioglimento delle associazioni riconosciute il Codice Civile prevede il voto favorevole di almeno tre quarti degli associati (art. 21 c.c.).

Un’associazione che ha ricevuto contributi pubblici può diventare società?

No: la trasformazione non è ammessa per le associazioni che abbiano ricevuto contributi pubblici oppure liberalità e oblazioni del pubblico, e può essere esclusa anche dall’atto costitutivo o, per determinate categorie di associazioni, dalla legge (art. 2500 octies c.c.).

Come si dividono le quote della nuova società?

Nell’associazione il capitale è diviso in parti uguali fra gli associati, salvo diverso accordo tra gli stessi. Nella fondazione azioni o quote sono assegnate secondo l’atto di fondazione o, in mancanza, secondo l’art. 31 c.c., che rinvia ad altri enti con fini analoghi (art. 2500 octies c.c.).