Società in nome collettivo: vantaggi e svantaggi

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Quale modello societario scegliere

Quando si inizia un’attività imprenditoriale in forma associata è sempre molto complesso comprendere quale sia il modello societario da scegliere e adottare per le proprie esigenze. Ciascun tipo sociale presenta delle peculiarità e in particolare dei vantaggi e degli svantaggi. Affidarsi ad una consulenza notarile prima del rogito di costituzione della società aiuta ad affrontare questo passo con serenità e in particolare con le idee chiare.

Questa pagina mette in fila i pro e i contro della società in nome collettivo come li vive chi la apre: due o tre persone, un’attività artigiana o un negozio, poco capitale da mettere e la domanda di fondo, che torna in tutte le righe che seguono, su quanto si è disposti a rischiare del proprio.

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Quali sono i vantaggi di una società in nome collettivo?

Costituire una società in nome collettivo determina numerosi vantaggi sia a livello di spese, che di organizzazione della società. Analizziamo quali sono i principali.

Le spese di costituzione

Quando si parla di una società in nome collettivo si fa riferimento ad una tipologia di società di persone. Le spese di costituzione a differenza delle società di capitali non sono estremamente elevate. Infatti dovranno essere affrontate, tra le varie spese, le imposte di bollo, le imposte di registro, nonché i vari onorari tra commercialista e notaio. In cifre: l’imposta di registro sull’atto è fissa, 200 euro, a cui si aggiungono bollo e diritti camerali; manca invece la tassa annuale sui libri sociali che pagano srl e spa, e l’onorario del notaio è di norma più contenuto perché i patti sociali sono più semplici di uno statuto di srl. Per il proprio caso si può chiedere un preventivo per la costituzione della snc ai notai della propria provincia, indicando numero di soci e attività: rispondono direttamente, spesso in poche ore.

Le formalità dell’apertura

La società in nome collettivo non ha una struttura particolarmente complessa. Infatti, non prevede un versamento minimo per il capitale sociale e non è necessario disciplinare l’assemblea dei soci. Le decisioni non vengono prese con il metodo collegiale.

Amministrazione partecipata

A differenza delle società in accomandita semplice, nelle società in nome collettivo tutti i soci partecipano alla gestione e all’amministrazione.

Nelle società in accomandita semplice, infatti, i soci sono divisi in due categorie: gli accomandanti e gli accomandatari. Solo a questi ultimi spetta il potere di amministrare. Per gli accomandanti vige il divieto di immistione: non è possibile compiere degli atti di gestione in nome e per conto della società. Nella società in nome collettivo tutti i soci sono amministratori, salvo diversa previsione prevista nei patti sociali.

Capitale minimo non richiesto

Nelle società in nome collettivo non è prevista la soglia di un capitale minimo. Ciò rende la forma societaria molto libera sotto questo punto di vista. Nelle società a responsabilità limitata sebbene possa prevedersi il capitale di un euro, se questi non raggiunga la soglia di dieci mila euro vi saranno delle limitazioni. Si pensi al fatto che non è possibile prevedere dei conferimenti in natura, ossia diversi dal denaro (es. conferimento di immobili o di azienda etc.) se il capitale minimo non è di diecimila euro.

Il regime contabile semplificato

La società in nome collettivo può avvalersi di un regime semplificato relativo alla contabilità, entro le soglie di ricavi fissate dalla legge. Questo regime consente di risparmiare tempo sia per i soci, che per i lavoratori, e riduce i costi annuali di tenuta dei conti; non elimina però gli adempimenti fiscali, che restano affidati di solito al commercialista.

Semplicità della struttura

La società in nome collettivo presenta una struttura molto semplice. La struttura organizzativa è particolarmente snella in quanto l’assemblea non è prevista, così come l’organo di controllo. Eccezionalmente, qualora i soci lo ritenessero necessario, al momento del rogito notarile di costituzione si potrebbe prevedere il metodo collegiale: in questo caso sarebbe necessaria la disciplina della convocazione, delle modalità di svolgimento, così come della votazione.

Nessun bilancio da depositare

A differenza delle società di capitali, come la società a responsabilità limitata e la società per azioni, non vi è alcun obbligo di presentare e depositare nel Registro delle Imprese un bilancio di esercizio. Resta il rendiconto annuale che gli amministratori predispongono per i soci, con cui vengono indicati gli utili e le altre spese e che ha la finalità di fotografare lo stato dell’azienda per la ripartizione degli utili e per il pagamento delle imposte e delle tasse; non è però un documento pubblico.

Vantaggi e svantaggi di una snc

Quali sono gli svantaggi di una società in nome collettivo?

Nonostante vi siano degli evidenti vantaggi nella costituzione di una società in nome collettivo, come sopra affrontati, tale forma societaria può presentare anche degli svantaggi.

Responsabilità illimitata e solidale dei soci

Caratteristica tipica delle società di persone, nelle società in nome collettivo tutti i soci rispondono illimitatamente delle obbligazioni sociali. Ciascun socio è sul medesimo piano e risponde solidalmente ed illimitatamente anche con il proprio patrimonio personale ad ogni eventuale dissesto finanziario. Il creditore deve prima rivolgersi al patrimonio della società, ma se non basta può chiedere l’intero a uno solo dei soci, che poi si rivale sugli altri; e un patto tra soci che limita la responsabilità di qualcuno vale solo tra loro, non verso i creditori. Vale anche per chi entra dopo: il nuovo socio risponde pure dei debiti sorti prima del suo ingresso, come spiegato nella pagina sulla cessione di quote di società di persone.

Possibilità di stallo decisionale

La circostanza che tutti i soci abbiano il medesimo potere amministrativo, all’interno della compagine sociale, può determinare delle problematiche. Infatti può accadere che la società sia composta da un numero pari di soci e che non si riesca a raggiungere neanche la maggioranza (qualora lo statuto la prevedesse). Ciò potrebbe comportare una situazione di stallo, che non consentirebbe un sereno svolgimento dell’attività sociale. Nei patti sociali si possono scrivere in anticipo le regole per uscirne, per esempio il voto decisivo di un socio su certe materie o la facoltà di recesso: è una delle cose da chiedere al notaio prima dell’atto.

Le conseguenze della liquidazione giudiziale di una società

Le società di persone che svolgono attività commerciale possono essere sottoposte a liquidazione giudiziale, quello che un tempo si chiamava fallimento. Tale circostanza comporta che anche i singoli soci illimitatamente responsabili sono coinvolti nella procedura, che si estende a loro e al loro patrimonio personale. Questo rappresenta uno svantaggio e comporta un rischio imprenditoriale estremamente elevato nel caso in cui la società incorra in un dissesto finanziario.

Utili e tassazione

Nel caso in cui la società consegua degli utili molto elevati la società è soggetta a delle spese più elevate, in quanto il legislatore obbliga i soci a pagare le imposte sugli utili indipendentemente se siano distribuiti o meno. E più l’utile è alto, più aumentano le aliquote dell’IRPEF in maniera progressiva, fino al 43%; una srl paga invece l’Ires con aliquota fissa e i soci sono tassati solo su quello che prelevano. Oltre una certa soglia di utili, quindi, il confronto con la srl va rifatto con il commercialista.

Quando si sceglie la snc

La società in nome collettivo si sceglie nella prassi tutte le volte in cui non si voglia fronteggiare un grande investimento, ma si voglia svolgere un’attività imprenditoriale in forma collettiva, dove tutti i soci sono messi sullo stesso livello, sia a livello di responsabilità, in quanto tutti rispondono illimitatamente e solidalmente, sia a livello amministrativo, in quanto tutti i soci hanno potere amministrativo e gestionale. Chi parte con una snc non è legato per sempre: quando il giro d’affari cresce o i debiti con le banche diventano importanti, la trasformazione in srl è un atto notarile che molte società fanno dopo qualche anno. Il quadro delle altre società di persone, semplice e sas, aiuta a chiudere il confronto.

Tre dubbi prima di firmare i patti sociali

Se un socio non paga la sua parte, i creditori possono venire da me?

Sì. Dopo aver escusso il patrimonio della società, il creditore può chiedere l’intero debito a qualsiasi socio; chi paga ha poi diritto di rivalersi sugli altri per la loro quota, ma quel rischio resta a suo carico.

Posso limitare la responsabilità di un socio nei patti sociali?

Tra i soci sì, verso i terzi no: nella snc il patto che limita la responsabilità non ha effetto nei confronti dei creditori. Chi vuole un socio di solo capitale, con rischio limitato al conferimento, guarda alla sas con un socio accomandante, oppure alla srl.

Con due soci al 50% chi decide se non siamo d’accordo?

Senza una regola nei patti nessuno, ed è il caso classico di stallo. Si può prevedere l’amministrazione disgiuntiva con diritto di opposizione, un voto prevalente su certe materie o una clausola di recesso o di uscita: sono clausole da scrivere nell’atto costitutivo con il notaio, non dopo.