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Scissione societaria: si possono assegnare solo i debiti?

La scissione: cenni generali

Scissione societaria pagare assegnare o solo i debitiLa scissione è l’operazione inversa della fusione e consiste nella suddivisione di una società in una o più società. Si tratta di un’operazione neutra dal punto di vista economico in quanto non determina alcun incremento, ma solo una mera distribuzione del patrimonio della società scissa.

Quali sono i tipi di scissione?

  • Totale, che si determina quando la società che intende scindersi assegna l’intero suo patrimonio a due o più beneficiarie.
  • Parziale, che si determina quando la società scissa assegna soltanto una parte del suo patrimonio a una o più beneficiarie.

Se le società beneficiarie sono di nuova costituzione, si parla di scissione in senso stretto, mentre se le beneficiarie sono società preesistenti, si parla di scissione per incorporazione.

La funzione della scissione

La scissione, in particolare quella totale, ha il vantaggio di evitare il duplice passaggio della messa in liquidazione e della costituzione di una nuova società.

Si ritiene che quest’operazione non debba essere utilizzata solo ed esclusivamente quale modalità di cessazione dell'impresa sociale, nella forma dello scioglimento senza liquidazione, ma anche per altri fini economici.

La funzione del decentramento organizzativo

La scissione può avere lo scopo di decentrare e articolare l’organizzazione dell’impresa allo scopo di ricercare il suo equilibrio ottimale. Spesso vengono assegnati dei rami di azienda alle società beneficiarie anche per migliorare le attività produttive.

La funzione di separazione delle compagini sociali

In particolare, la scissione non proporzionale consente una modifica dell’assetto organizzativo originario anche dal punto di vista soggettivo, ossia dei soggetti che partecipano alla società. Nel caso in cui vi siano dei contrasti interni tra i soci che impediscano il sereno svolgimento dell’attività, è possibile ricorrere alla scissione della società.

La funzione del cambio generazionale

Può capitare che la scissione della società sia scelta per il cosiddetto ricambio generazionale. Si pensi al caso in cui si voglia dividere una società gestita originariamente da un unico cespite familiare per consentire ai membri più giovani della famiglia di intraprendere indipendentemente dei settori produttivi più all’avanguardia, continuando la società originaria ad espletare le sue funzione e attività.

Quali sono le fasi della scissione?

La scissione si articola in tre fasi:

  • Redazione del progetto di scissione da parte dell’organo amministrativo nel rispetto delle forme indicate dalla legge
  • Approvazione del medesimo progetto di scissione da parte delle assemblee dei soci delle società partecipanti alla scissione (sia da parte della società scissa che da parte delle società beneficiarie) con verbale assembleare redatto da un notaio in cui comparirà dinanzi allo stesso il presidente dell’assemblea, i soci e gli organi sociali
  • Atto di scissione per atto pubblico dinanzi al notaio con intervento dei rappresentanti legali delle società.

Cosa si intende per scissione negativa

Solitamente una società che intende scindersi attribuisce alle società di nuova costituzione o alle società preesistenti beneficiarie dei rami di azienda che abbiano un valore economico positivo, che possano quindi essere produttivi e possano generare degli utili, dei guadagni. Ci si chiede se la società possa assegnare a una società di nuova costituzione o a una società già esistente dei debiti che abbia accumulato. Questo tipo di operazione ha posto dei dubbi perché significherebbe mascherare la reale situazione economica della società che intende scindersi. Si pensi al caso di una società che abbia un capitale di 50 mila euro e intenda assegnare a una società solo i suoi 10 mila euro di debiti.

Per tali ragioni è necessario analizzare caso per caso le singole fattispecie.

È possibile assegnare i debiti a una società di nuova costituzione?

La prassi unanime ritiene che la società di nuova costituzione non può nascere con un valore contabile ed economico negativo, in quanto la società inizialmente per poter essere iscritta nel registro delle imprese deve avere un patrimonio, un capitale costituito dai conferimenti ossia dagli apporti in denaro o dei beni da parte dei soci. Non può nascere quindi con un segno negativo, ossia con dei debiti accumulati prima di iniziare l’esercizio dell’attività di impresa.

È possibile assegnare cespiti di valore negativo a una società già esistente?

La questione è del tutto differente se la società che intende scindersi definita scissa voglia attribuire dei cespiti patrimoniali negativi (ossia dei debiti) in favore di una società già esistente. A tal proposito è necessario porre una differenza tra il valore economico reale e il valore contabile.

Il valore economico è il valore che ha proprio quel determinato ramo di azienda che si intende attribuire, mentre il valore contabile è il valore che rappresenta quel cespite nel bilancio della società, che può essere negativo, ossia la somma algebrica del valore contabile delle attività e delle passività. Questo determina che se si attesta che quel valore negativo previsto nel bilancio ha in realtà un valore economico positivo, può essere assegnato alla società beneficiaria preesistente. Ciò può essere verificato tramite una perizia giurata di stima da parte di un tecnico esperto. Inoltre la società che riceve il ramo aziendale deve avere delle riserve tali, ossia delle somme di denaro che possano assorbire quel valore negativo.

Il ruolo del notaio nella scissione

Il notaio si presenta una figura di peculiare importanza in quanto:

  • nell’approvazione del progetto di scissione redigerà i verbali assembleari di tutte le società partecipanti alla scissione (sia della scissa che delle beneficiarie)
  • Nell’atto di scissione provvederà alla redazione dello stesso che, in ordine alla natura dell’atto, si presenta come un vero e proprio contratto.

Quanto costa una scissione?

La scissione societaria rappresenta un'operazione fiscalmente neutra nel solo caso di esercizio di un'attività d'impresa da parte della società scissa e della società beneficiaria.

L'imposta di registro, quella ipotecaria e quella catastale, devono essere corrisposte nella misura fissa di 200 euro nel caso di scissioni societarie parziali non proporzionali. È consigliabile richiedere la consulenza di un notaio per comprendere quali siano le spese da affrontare.

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