Si può lasciare un bene individuato solo nel genere nel testamento?

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Qualora si scelga di fare testamento, oltre ad avere molta scelta e piena autonomia nell’ambito delle varie disposizioni, bisogna anche stare attenti ad individuare i beni ed i beneficiari in modo preciso. Esistono però dei casi in cui è sufficiente ed ammissibile, attribuire un bene generico, che non sia, quindi, designato in modo specifico. Vediamo come fare dal notaio.

Cosa significa bene generico

La libertà testamentaria è un principio molto importante da tenere in considerazione, qualora si decida di determinare in modo puntuale le disposizioni di ultima volontà, ricorrendo allo strumento del testamento. Esiste, comunque, un’eccezione al fatto che si debba essere maniacalmente precisi. Infatti, è possibile attribuire, come oggetto di un legato, un bene che sia individuato solo nel suo genere, senza che, all’interno del testamento, sia obbligatorio compiere una specificazione.

Un esempio di disposizione simile, può essere quella con cui viene attribuita la proprietà di una casa, senza individuarla o delimitarla, ma semplicemente aggiungendo delle informazioni, affinché si possa compiere una specificazione successiva, non troppo lontana dall’originaria volontà del testatore.

Come si attribuisce un bene generico

Nonostante la possibilità di compiere un’attribuzione solo generica, ci sono comunque delle regole da rispettare, per fare in modo che il legato venga impostato in modo chiaro e preciso, e possa produrre realmente effetto una volta apertasi la successione.

Per quanto, quindi, la specificazione possa anche avvenire in un secondo momento (da parte di un soggetto diverso dal testatore), è necessario che il bene individuato solo nel genere, sia comunque un bene determinato, cioè appartenente ad un genere ben delimitato (per peso, misura, oppure quantità). Non sarebbe possibile ricevere una disposizione completamente indefinita, con cui ad esempio il testatore si limitasse a dire che vuole attribuire la proprietà di “qualcosa del mio patrimonio”, oppure “di un immobile”.

Trattandosi di argomenti particolarmente delicati, ma anche molto importanti, nonostante non sia obbligatorio che il testamento sia redatto dal notaio, è comunque preferibile avvalersi della sua assistenza, mediante lo strumento del testamento pubblico, oppure del testamento segreto.

Tipologie di legati di genere

Il codice civile disciplina due tipologie di legati di genere, agli articoli 653 e 654 c.c.. La prima norma parla del legato di genere in senso stretto, affermando che è valido il legato di una cosa determinata solo nel genere, anche se nessuna del genere era presente all’interno del patrimonio del testatore, nemmeno una volta che sia morto.

Qualora sia inserita una disposizione di questo tipo, sarà obbligatorio dare al beneficiario, detto bene generico, a prescindere dal fatto che questo bene si trovi nel patrimonio (quindi potrebbe trattarsi anche di un bene non presente nell’asse ereditario). La seconda norma fa riferimento al legato di genere, ma di una cosa, che seppur non ben individuata, è comunque presente nel patrimonio del testatore, e non deve essere presa o cercata altrove.

Come fare la specificazione del bene generico?

Proprio perché si parla di bene generico, che successivamente richiede l’individuazione (o specificazione), deve essere chiarito in che modo farla, e chi deve farla.

L’individuazione oggettiva è importante, proprio perché il diritto di proprietà del bene viene attribuito solo dopo questo meccanismo. Ciò a differenza di quanto avviene per i beni oggetto di legato, che siano già inizialmente predeterminati in tutti loro elementi essenziali, la cui attribuzione è immediata, salva la facoltà di rinunzia successiva espressa.

Relativamente alla modalità, la cosa importante è che non venga dato un oggetto di qualità inferiore alla media. Invece, con riferimento a chi deve concretamente effettuare l’individuazione, il testatore può decidere.

Potrebbe farla fare direttamente al beneficiario del bene, che, pertanto sceglierà una cosa pienamente di suo gusto (sebbene sulla base dei criteri dettati nel testamento, dal testatore). Ancora, potrebbe decidere di onerare un altro soggetto, che sia un altro beneficiario di un legato, oppure una persona che ha istituito erede. Nel caso in cui il soggetto designato non voglia o non possa operare la scelta, questa si trasmette in generale agli eredi designati.

Infine, potrebbe anche accadere che il testatore stabilisca che la scelta sia effettuata da una terza persona. In quest’ultima ipotesi, qualora la persona (che sia terza rispetto alla successione, e agirebbe come arbitratore), non possa o non voglia fare la scelta, il rimedio sarà diverso. Infatti, in base a quanto espressamente sancito dal codice civile, qualora il terzo non voglia o non possa fare la scelta, questa verrà fatta con decreto del presidente del tribunale del luogo in cui si aprirà la successione.

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Inserire un bene generico costa meno di un bene specifico?

È ragionevole il dubbio che ci si pone, domandandosi se l’attribuzione di un bene generico (visto che la specificazione non viene compiuta dal testatore), abbia un costo inferiore, rispetto all’attribuzione di un bene da lui già determinato in tutti i suoi elementi. In realtà, il costo del testamento, non varia in base a ciò che in esso è contenuto, poiché il costo non è determinato dalla somma delle singole disposizioni, ma dall’atto nel suo complesso (che, infatti, potrebbe anche contenere solo una disposizione, così come potrebbe contenerne tantissime).

Solo un notaio, quindi, può essere in grado di pronunciarsi sul costo preciso ed effettivo della redazione di un testamento. Nel caso in cui si avesse già qualche idea, su cosa lasciare nel testamento, è possibile chiedere un preventivo sul sito, in modo gratuito e senza impegno. Una volta che il modulo sia stato compilato in tutte le sue parti ed una volta inviato, sarà possibile ricevere una risposta in tempi brevi.

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