Diritti trasmissibili per testamento, cosa passa agli eredi

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Il significato del testamento nella vita di un individuo

Il testamento è l’unico strumento offerto dal legislatore per poter disporre delle proprie sostanze per il tempo in cui avrà cessato di vivere in virtù del divieto dei patti successori (art. 458 c.c.). Può assumere varie forme a seconda della volontà del testatore e delle circostanze in cui si trova. Il testamento può essere pubblico, olografo, segreto, speciale e internazionale.

La confezione di questo documento rappresenta un momento particolarmente importante e solenne nella vita di ciascun individuo. In particolare scegliere i soggetti che succederanno nei propri beni, crediti, debiti e rapporti giuridici contratti in vita è un passo estremamente delicato. Spesso le eredità sono formate oltre che da beni anche da debiti importanti che potrebbero gravare sulle persone più care al testatore.

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Cosa è possibile trasmettere per testamento

Di peculiare importanza è comprendere quali sono i diritti trasmissibili a causa di morte per testamento. Non tutti i diritti possono essere tramessi per testamento. Per alcuni la legge prevede particolari discipline, nel senso che stabilisce già quali siano i soggetti destinatari. In altri casi, in virtù di particolari circostanze e presupposti è possibile che questi diritti si estinguano con la morte del testatore.

Si pensi al caso del diritto di usufrutto o di uso e di abitazione. Si tratta di diritti reali di godimento di carattere personale che non cadono in successione. Sono infatti diritti temporanei, la cui durata non può eccedere la vita del beneficiario (art. 979 c.c.). Alla morte del titolare si consolideranno con la nuda proprietà.

Quali sono i diritti intrasmissibili per testamento?

Non si ritengono trasmissibili mediante testamento:

  • le situazioni di diritto pubblico
  • le situazioni privatistiche di carattere strettamente personale, i cosiddetti diritti personalissimi
  • i diritti della personalità (nome, onore, libertà, riservatezza); per l’uso del nome nello studio professionale valgono regole particolari, spiegate nella pagina sul testamento del professionista
  • gli stati e i rapporti familiari.

Quali sono i diritti trasmissibili per testamento?

Si ritengono, invece, trasmissibili per testamento:

  • le situazioni giuridiche a contenuto patrimoniale: il diritto di far annullare, rescindere o risolvere un contratto, il diritto di recesso, la posizione acquisita in forza di un contratto preliminare.
  • i diritti in via di formazione: in tal caso va fatta un’analisi caso per caso, in quanto sussiste ad esempio una differenza tra proposta semplice che decade con la morte e la proposta irrevocabile o fatta dall’imprenditore che di norma non perdono efficacia con la morte del proponente (art. 1329 e art. 1330 c.c.).
  • il potere di ratificare un contratto che è stato concluso in suo nome dal rappresentante senza potere (art. 1399 c.c.).

I tre scatoloni del patrimonio di Rita

Esempio: Rita vive a Roma. Ha una casa da 280.000 euro, l’usufrutto dell’appartamento di cui il fratello ha la nuda proprietà, una polizza vita da 50.000 euro, i diritti d’autore di un libro, una quota da socia accomandante in una sas di famiglia e una multa stradale non ancora pagata.

Passano con il testamento

la casa

la quota da accomandante

i diritti economici sul libro

Seguono regole proprie

la polizza vita: va al beneficiario designato

il diritto morale sul libro: lo tutelano i familiari

Si chiudono con la morte

l’usufrutto: torna al fratello

la multa stradale

Con il testamento Rita decide solo del primo scatolone. I 50.000 euro della polizza non entrano nell’eredità, l’usufrutto si riunisce alla nuda proprietà del fratello e la multa non passa agli eredi.

Schema semplificato: non considera legittima, debiti né imposte.

I diritti patrimoniali che non possono essere trasferiti

Nonostante il principio di carattere generale preveda la trasmissibilità dei diritti di natura patrimoniale, si sostiene che non tutti i diritti aventi queste caratteristiche siano veicolabili per atto di ultima volontà.

Ad esempio esistono dei diritti che sono commisurati alla vita del titolare; si pensi al diritto di uso o abitazione o di usufrutto commisurato alla vita del beneficiario. Alla morte del titolare si estingueranno non cadendo in successione, come già accennato.

Inoltre alcuni rapporti di natura personale come il mandato, che si estingue con la morte del mandante o del mandatario (art. 1722 c.c.), il socio della società semplice e il socio accomandatario nelle società in accomandita semplice nonché la posizione lavorativa di un soggetto attengono a fattispecie di carattere personale. Per il socio della società semplice, di norma, agli eredi spetta la liquidazione della quota, salvo che gli altri soci preferiscano sciogliere la società o continuarla con gli eredi, se questi sono d’accordo (art. 2284 c.c.). Differenza in questo caso sussiste con il socio accomandante per il quale è prevista la possibilità dalla legge di poter essere trasferita dopo la morte (art. 2322 c.c.) in quanto il socio accomandante a differenza dell’accomandatario risponde limitatamente alla quota conferita; le regole per le varie società sono raccolte nella pagina su come lasciare quote di società per testamento.

In linea generale si estinguono i diritti e gli obblighi derivanti da rapporti di diritto pubblico:

  • Obbligo di pagare una multa o un’ammenda in quanto la morte del reo estingue il reato o, se arriva dopo la condanna, la pena (artt. 150 e 171 c.p.).
  • Obbligo di rimborso all’erario delle spese di mantenimento in carcere (art. 188 c.p.).
  • Le sanzioni amministrative, come le multe stradali (art. 7 della legge 689/1981), e le sanzioni tributarie (art. 8 del D.Lgs. 472/1997). Le imposte dovute dal defunto, invece, passano agli eredi.
Diritti trasmissibili per testamento dal notaio

Casi particolari

Il testamento può contenere anche delle disposizioni particolari che non abbiano un contenuto patrimoniale.

Il riconoscimento del figlio nato fuori dal matrimonio

Il riconoscimento del figlio nato fuori dal matrimonio è ammesso per testamento. Si tratta di una disposizione non revocabile, che ha effetto dal giorno della morte del testatore (art. 256 c.c.). Anche ove il testamento fosse revocato in un momento successivo non si considererebbe revocato. Può essere contenuta in qualsiasi forma testamentaria.

Designazione di un tutore

Il genitore che eserciti per ultimo la responsabilità genitoriale può designare per testamento il tutore del figlio minore di età. Non si tratta di una nomina diretta, in quanto la competenza spetta sempre al giudice tutelare (art. 348 c.c.). Quando il testamento con la designazione viene pubblicato, la legge prevede che il giudice tutelare ne sia informato entro dieci giorni (art. 345 c.c.).

È possibile anche la designazione del tutore per l’interdetto così come quella del curatore per l’inabilitato. È inoltre ammessa anche la nomina di un curatore speciale per il minore anche se è sottoposto alla responsabilità genitoriale, per l’amministrazione dei beni che gli si lasciano, come prescritto dall’art. 356 del Codice Civile . 

La nomina di un esecutore testamentario

Il testatore può anche nominare un esecutore testamentario o anche più esecutori, che curano l’esecuzione delle disposizioni testamentarie (art. 700 c.c.).

Quello che passa per diritto proprio

Alcune somme non passano con il testamento perché chi le riceve ha un diritto proprio. Per la polizza vita il beneficiario si può indicare anche nel testamento, ma acquista un diritto proprio e la somma non entra nell’eredità (art. 1920 c.c.). Regole proprie valgono anche per la pensione di reversibilità e per il TFR, mentre account, password e criptovalute pongono problemi diversi, raccolti nella pagina sui dati digitali in eredità.

Il diritto di autore

Nell’ambito del diritto d’autore è necessario porre una differenza tra il diritto patrimoniale e il diritto morale.

Il diritto patrimoniale è trasmissibile per testamento e consiste nel potere che ha l’autore o l’inventore di realizzare l’opera di ingegno e di sfruttarla economicamente, trarne quindi un beneficio che può essere suscettibile di una valutazione economica. Tale diritto può essere trasmesso sia mediante contratto che mediante testamento e dura, di norma, per tutta la vita dell’autore e fino a settant’anni dopo la sua morte (art. 25 della legge 633/1941).

Il diritto morale d’autore, invece, ha la finalità di proteggere la paternità dell’opera e non si trasmette per testamento, ma la tutela è affidata ai più diretti congiunti, che fanno valere un diritto proprio (art. 23 della legge 633/1941).

Il ruolo del notaio

Con il notaio si può verificare, prima di scrivere il testamento, quali beni e diritti si possono davvero lasciare, così da evitare di disporre di sostanze che non possono essere trasmesse con il testamento. Per il testamento pubblico NotaioFacile indica, in via orientativa, un onorario da 800 a 2.500 euro secondo la complessità.

Chi vive a Roma, come Rita, può chiedere ai notai della provincia di Roma un preventivo per il testamento, indicando i beni e i diritti che vuole lasciare; lo stesso vale per Milano o Torino. NotaioFacile non ha un calcolatore per il testamento e le prime risposte arrivano di solito in poche ore.

Cosa passa agli eredi e cosa no: tre risposte

Le multe e le sanzioni del defunto passano agli eredi?

No. Le sanzioni amministrative, come le multe stradali, non si trasmettono agli eredi (art. 7 della legge 689/1981), così come le sanzioni tributarie (art. 8 del D.Lgs. 472/1997); per le pene pecuniarie la morte del reo estingue il reato o la pena (artt. 150 e 171 c.p.). Le imposte dovute dal defunto, invece, passano agli eredi come gli altri debiti.

La polizza vita si può lasciare con il testamento?

Il beneficiario si può designare anche nel testamento (art. 1920 c.c.). Per effetto della designazione il beneficiario acquista un diritto proprio, quindi la somma assicurata non entra nell’eredità.

L’usufrutto si può lasciare ai figli con il testamento?

L’usufrutto che si ha su un bene altrui no: non può durare oltre la vita dell’usufruttuario (art. 979 c.c.) e alla sua morte si riunisce alla nuda proprietà. Con il testamento si può invece costituire un nuovo usufrutto su un proprio bene a favore di qualcuno.