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DISEREDARE IL FIGLIO NEL TESTAMENTO

Si può diseredare il figlio nel testamento?

Diseredare il figlio dal testamentoNel nostro ordinamento vige il principio fondamentale dell’autonomia testamentaria secondo cui ognuno può scrivere il proprio testamento seguendo solo la sua volontà. Tuttavia, anche se il testatore è libero di scrivere ciò che vuole all’interno della scheda testamentaria, la legge tutela anche i suoi familiari stretti, chiamati legittimari. I legittimari, infatti, godono di alcuni diritti e, in particolare, hanno diritto ad avere una determinata quota di eredità poiché fanno parte del nucleo familiare tutelato e protetto dalla legge. Tale quota di eredità a loro riservata viene indicata nel codice civile come quota di legittima e spetta sempre ai legittimari, anche laddove il soggetto defunto scrivesse un testamento che non rispetti tali quote di legittima. Da queste previsioni deriva che la diseredazione sarebbe teoricamente possibile nel testamento ed il testamento sarebbe valido ed efficace. Tuttavia nel caso in cui la diseredazione riguardasse il proprio figlio allora andrebbe ad intaccare i diritti nella sua qualità di legittimario e in questo modo la diseredazione del figlio potrebbe costituire un peso sulla sua quota di legittima, in contrasto con il divieto legale di pesi e condizioni sulla legittima previsto dall’articolo 549 del codice civile. Ciò comporta che sarebbe sempre utile conoscere cos’è la diseredazione e quali sono i soggetti per i quali, come i figli, potrebbe essere lesivo dei loro diritti prevedere una diseredazione nel testamento, anche se il testamento sarebbe ugualmente valido salvo impugnazione, come vediamo qui di seguito.

Cos’è la diseredazione di un figlio?

Diseredare significa escludere espressamente una persona all’interno del testamento, per evitare che egli possa rientrare nella successione. In questo modo la persona diseredata non può ricevere alcun bene ereditario. La diseredazione si effettua con una dichiarazione espressa nel testamento in cui si dichiara di diseredare un soggetto e in questo modo di escluderlo dalla propria successione. Quando si tratta di un figlio, come abbiamo spiegato sopra, diseredarlo significa però escludere espressamente dalla propria successione uno dei soggetti legittimari. I legittimari sono le persone a favore delle quali la legge riserva una quota di eredità o altri diritti nella successione; si tratta delle persone che fanno parte dello stretto nucleo familiare della persona defunta e sono il coniuge, i figli e, nel caso in cui il defunto non abbia figli o discendenti in linea retta al momento dell’apertura della sua successione, sono legittimari i suoi ascendenti. È bene ricordare che ai figli naturali sono equiparati i figli adottivi, che hanno gli stessi diritti, ed anche i propri figli nati fuori dal matrimonio. Inoltre se i discendenti dei figli, ossia nipoti e pronipoti, vengono alla successione in luogo di questi, la legge riserva a loro gli stessi diritti che sono riservati ai figli. Per fare un esempio pratico, se il figlio muore prima di suo padre o sua madre ma aveva a sua volta dei figli, questi prendono il posto del proprio genitore premorto nella successione dei suoi nonni.

È possibile escludere un figlio dal testamento?

Per il principio di autonomia testamentaria ogni persona può decidere liberamente quali saranno i suoi eredi e quale quota ereditaria prevedere per ognuno di loro nel proprio testamento. Sulla base di tale principio sarebbe possibile anche non inserire tra gli eredi il proprio figlio, ed in tal caso si tratterebbe di esclusione dalla successione. Diversamente dall’esclusione, la diseredazione è una dichiarazione espressa di voler diseredare il proprio discendente; ma comporta ugualmente l’esclusione, anche se espressa, del discendente dalla propria successione. Tuttavia sulla base di quanto è previsto dal nostro ordinamento in merito al fatto di diseredare un legittimario nel testamento, sarebbe opportuno rivolgersi sempre ad un Notaio di fiducia per una consulenza in merito, anche per valutare se possa esserci un modo in cui scrivere le proprie ultime volontà senza il rischio di un’impugnazione, potendo altresì usufruire del servizio di contatto diretto con i Notaio offerto da questa piattaforma.

Qual è la quota di legittima dei figli?

La quota di legittima è stabilita dal codice civile in base a diversi criteri e se non viene rispettata consente al legittimario leso di impugnare il testamento per far annullare le previsioni lesive della sua quota di legittima. Il primo criterio tra tutti è costituito dal fatto che alla morte del testatore rimangano soltanto i suoi figli oppure anche il suo coniuge. In particolare, se chi muore lascia il coniuge ed un solo figlio, al figlio spetta la quota di un terzo del patrimonio ereditario. Quando invece i figli sono più di uno, ad essi è complessivamente riservata la metà del patrimonio e al coniuge spetta un quarto del patrimonio del defunto. La divisione tra tutti i figli, viene effettuata in parti uguali. Quando invece al defunto succedono solo i suoi figli, senza lasciare alcun coniuge, se il genitore lascia un figlio solo, a questi è riservata la metà del patrimonio; se i figli sono più, è la legge riserva per loro la quota dei due terzi del patrimonio ereditario, sempre da dover dividere in parti uguali tra tutti i figli. Queste sono le quote minime di eredità che spettano per legge ai figli del testatore, per i quali un’eventuale diseredazione renderebbe impugnabile il testamento.

Cosa succede se un figlio viene diseredato dalla successione nel testamento? Il ruolo del Notaio

Una eventuale dichiarazione di diseredare il proprio figlio inserita all’interno del testamento comporterebbe che il figlio diseredato non potrebbe far parte della successione del genitore una volta defunto, senza poter quindi ricevere alcun diritto dall’eredità. Tale diseredazione non garantirebbe al figlio legittimario di ottenere la sua quota legittima di eredità prevista dalla legge. Sarebbe quindi opportuno rivolgersi preventivamente ad un Notaio per conoscere le conseguenze che potrebbero derivarne. In linea generale i diritti che spettano al figlio legittimario dopo una diseredazione sono molteplici e spetterebbe solo a lui decidere se avvalersene oppure no, come spiegato qui sotto.

Quali sarebbero i diritti di un figlio diseredato nel testamento?

Il figlio diseredato, in qualità di legittimario, potrebbe decidere una delle diverse possibilità che gli sono consentite:

- impugnare il testamento perché lede i suoi diritti di legittimario e chiedere al giudice di ridurre le quote degli altri eredi per ottenere la sua quota, attraverso un’azione di riduzione;

 - oppure potrebbe evitare il processo di impugnazione ed accordarsi con gli altri eredi per ricevere da loro la quota che gli spetterebbe per legge, attraverso la stipulazione di un contratto di reintegrazione della legittima con un atto pubblico dal Notaio;

- in alternativa potrebbe anche non procedere in nessuno dei modi, decidendo di non impugnare il testamento e di non stipulare nessun accordo, rispettando la decisione del genitore di diseredarlo.

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