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Calcolare la quota disponibile nel testamento dal Notaio

Quota disponibile e quota di legittima: cenni generali

Come si calcola la quota disponibile nel testamento dal NotaioPrima di analizzare il significato della quota disponibile e il suo rapporto con il testamento fatto dal Notaio, occorre brevemente accennare alla successione legittima e a quella testamentaria. La successione legittima, definita anche ab intestato, è la successione che si apre al momento della morte del soggetto di cui si tratta e si applica nel caso in cui non ci sia stato un testamento.

La successione testamentaria, invece, si apre qualora si sia fatto un testamento pubblico oppure olografo, quindi è una successione residuale rispetto a quella legittima.

Le quote della successione legittima sono previste dal legislatore, mentre se un soggetto vuole disporre dei propri beni in maniera diversa deve fare testamento. Ebbene, quando si fa testamento si devono considerare le quote che spettano ai soggetti cosiddetti legittimari, ovvero titolari di una quota dell’eredità a loro riservata dal legislatore. Per questo si parla di quote disponibili, per intendere le quote di cui il testatore può liberamente disporre.

La quota di riserva o di legittima

Per comprendere il calcolo della quota disponibile da utilizzare quando si va dal Notaio a fare testamento, occorre prima comprendere cosa si intende per quota di legittima. La legge prevede una categoria di eredi, i cosiddetti legittimari, i quali hanno diritto ad una quota di riserva. Si tratta di persone che per via del loro rapporto familiare con il defunto, hanno necessariamente diritto ad una parte del suo patrimonio.

Questa quota di riserva è tutelata dalla legge, infatti se nel testamento il testatore intacca questa quota il testamento diviene impugnabile dagli eredi legittimari che sono stati appunto lesi nella propria quota. In questo senso, è importante preferire il testamento pubblico, in quanto la consulenza del Notaio è importante per redigere un testamento che non sia impugnabile dagli eredi.

Perché è importante la consulenza del Notaio?

Per interpretare la legge e il diritto delle successioni è opportuno affidarsi a un Notaio, non necessariamente stipulando un testamento pubblico, anche chiedendo una consulenza e poi scrivendo un testamento olografo. Il Notaio può indirizzare il testatore al rispetto delle norme in tema di quote disponibili e quote di riserva, pertanto se si vuole salvaguardare la propria successione è preferibile affidarsi a un professionista.

Come si definisce la quota di legittima

La quota di legittima cambia a seconda del numero degli eredi, a seconda del numero di figli e della presenza o meno di un coniuge. Essa si determina all’apertura della successione, secondo un calcolo che viene effettuato per legge sommando al patrimonio residuo le donazioni.

Calcolo della quota disponibile dal Notaio

Vediamo come si calcola la quota disponibile. Occorre distinguere il momento della redazione del testamento, dal momento dell’apertura della successione. Per poter calcolare la quota di cui il testatore può disporre, occorre partire dalla quota di riserva, la quale cambia a seconda del numero degli eredi legittimi.

Ad esempio se il testatore che fa testamento ha un coniuge e un figlio, sono entrambi legittimari e a loro spetta un terzo cadauno dell’eredità. Da ciò deriva che non può lasciare meno di un terzo o alla moglie o al figlio e di ciò deve tenere conto nella redazione del testamento, anche se comunque questo calcolo va fatto al momento dell’apertura della successione, perché dal momento del testamento alla morte il suo patrimonio potrebbe comunque accrescersi con altri beni. Individuando la quota di riserva prevista dalla legge, per esclusione si può individuare anche quella disponibile.

Come si calcola la quota disponibile all’apertura della successione?

Il calcolo reale della quota disponibile si effettua così come è previsto dal legislatore all’apertura della successione. In pratica si individua il cosiddetto relictum, quindi il patrimonio residuo del testatore al quale si aggiungono le donazioni.

Si tratta della cosiddetta riunione fittizia, nel senso che non si realizza una unione reale, un vero trasferimento ma si considerano le donazioni solo per fare questo calcolo e poi individuare la quota disponibile. Al patrimonio residuo con le donazioni occorre togliere i debiti del defunto, dalla somma che si ottiene si può ricavare appunto la massa sulla quale individuare la quota disponibile e la quota di riserva.

Testamento dal notaio e quota disponibile

L’importanza della quota disponibile si rinviene soprattutto nel momento in cui si decide di fare testamento e ci si rivolge al Notaio. La consulenza del Notaio può essere utile per il testatore che voglia ad esempio lasciare più beni a un figlio piuttosto che a un altro. Qualora facesse testamento olografo liberamente, richiederebbe di ledere la quota di legittima di qualcuno dei suoi eredi che hanno diritto ad una quota di riserva.

Rivolgendosi al notaio è possibile utilizzare strumenti differenti, che possano consentire di rispettare la volontà testamentaria pur nei limiti delle quote di riserva. In questo modo il testamento non rischia di essere impugnabile dagli eredi che non siano chiamati alla successione o abbiano ricevuto una quota inferiore.

Legato in sostituzione di legittima

Tra gli strumenti idonei a questo scopo vi è il legato in sostituzione di legittima. Con questo legato, il testatore può attribuire nel testamento un determinato bene a un proprio erede, figlio o coniuge, che sia quindi titolare di una quota di riserva, un bene in sostituzione di questa quota di riserva. Se accetta questo bene, il beneficiario non avrà nulla a pretendere sull’eredità. È come se fosse un’attribuzione tacitativa.

Ad esempio, il testatore ha due figli ma intende istituire erede solo uno dei due. Se facesse ciò senza null’altro aggiungere, andrebbe sicuramente a realizzare un testamento lesivo della legittima dell’altro figlio. Potrebbe invece legare all’altro figlio, in sostituzione di legittima appunto, una casa, un’azienda o qualsiasi altro bene, tacitandolo dei propri diritti. Ovviamente il beneficiario dovrà sempre decidere se accettare o meno.

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