Lasciare la propria pensione per testamento

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Cos’è la pensione?

La pensione è il pagamento di una somma mensile che viene fatto in favore di una persona in virtù del suo pregresso rapporto di lavoro, che viene corrisposta da un ente, come ad esempio l’inps, in base ai contributi pagati durante tutto il periodo in cui si è lavorato.

Ad esempio, se una persona ha lavorato per trent’anni avrà maturato il diritto ad una pensione commisurata agli anni di lavoro, ed una volta terminato questo rapporto, in base ai contributi versati nei trent’anni di lavoro matura il diritto al pagamento mensile della pensione.

Quindi, più precisamente, la pensione consiste in una prestazione economica periodica dovuta ad un soggetto che abbia determinati requisiti riconosciuti dall’ente che la somministra.

Tipologie di pensione

Esistono diversi tipi di pensione

  • Pensione di reversibilità, consiste nel trattamento economico riconosciuto al soggetto andato in pensione;
  • Pensione indiretta, è il trattamento economico che riguarda il soggetto assicurato che ha maturato almeno quindici anni di anzianità assicurativa e contributiva.
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I beneficiari della pensione

Secondo la legge la pensione di un soggetto spetta:

  • Al coniuge
  • Al coniuge separato, e se la separazione è avvenuta con addebito il coniuge non deve essere titolare dell’assegno alimentare
  • Al coniuge divorziato che non è passato a nuove nozze, ove la sentenza di scioglimento del matrimonio sia intervenuta successivamente alla data di inizio del rapporto da cui trae origine il trattamento pensionistico e purché sia titolare dell’assegno divorziale di cui all’art.5 della L. n. 898 del 1970
  • All’unito civile
  • Ai figli minori di età
  • Ai figli inabili al lavoro che sono a carico del genitore
  • Ai figli maggiorenni studenti che non prestano attività lavorativa, che hanno un’età inferiore ai ventisei anni e che sono a carico del genitore
  • In assenza di coniuge e figli, ai genitori che abbiano più di 65 anni, che sono a carico del figlio e che non hanno già una pensione
  • In assenza di coniuge, figli e genitori, o nel caso in cui vi siano ma non hanno diritto alla pensione, ai fratelli celibi ed alle sorelle nubili che sono inabili al lavoro, a carico del fratello e non hanno già una pensione
  • I nipoti minori di età o maggiori di età inabili al lavoro, che sono orfani dei genitori (come stabilito dalla Corte Costituzione nella sentenza n. 88 del 2022)

Il diritto alla pensione se ci sono sia un coniuge che un ex coniuge

Se il pensionato, quando muore, lascia sia un coniuge che ha i requisiti di legge per ottenere la pensione del partner che un ex coniuge, la pensione dovrà essere tra loro suddivisa.

Una quota è attribuita al coniuge tenendo conto della durata del matrimonio e della sua posizione economica. Un’altra quota viene attribuita al coniuge divorziato prendendo in considerazione, oltre alla durata del matrimonio e alla sua posizione economica, anche l’ammontare dell’assegno divorzile ad esso spettante.

Lasciare la pensione per testamento dal notaio

Posso disporne per testamento?

Trattandosi di un diritto che viene acquistato dai superstiti del soggetto andato in pensione per la sussistenza di determinati requisiti, non è un diritto che acquistano dal pensionato e quindi dalla sua successione, ma lo acquistano a causa della sua morte.

Più correttamente si tratta di un diritto “iure proprio” e non “iure successionis” e proprio perché non rientra nei diritti del pensionato defunto, ma nei diritti spettanti ai superstiti di quest’ultimo, non se ne può disporre per testamento.

Posso escludere per testamento che la pensione vada a chi ne ha diritto?

No.  Come espresso innanzi, trattandosi di un diritto che viene acquistato dai superstiti del pensionato a causa della sua morte, è un diritto che spetta loro per legge e non può essere escluso, a meno che non sussistano tutti i requisiti previsti dalle norme.

Le indennità in caso di morte del lavoratore

Se la pensione non può direttamente attribuirsi per testamento, è possibile per il lavoratore, anche già in pensione, lasciare per testamento le proprie indennità lavorative, purché ancora non riscosse.

L’articolo 2118 comma terzo del codice civile disciplina l’indennità sostitutiva del preavviso in caso di recesso dal contratto a tempo indeterminato, mentre l’articolo 2120 del codice civile fa riferimento al trattamento di fine rapporto.

I presupposti per la sussistenza dell’indennità sostitutiva sono:                                                                                  

  • Deve esistere un rapporto di lavoro al momento della morte del lavoratore
  • Deve trattarsi di lavoratore subordinato

Anche se si ritiene che se il rapporto era già concluso al momento della morte del lavoratore, già in pensione, il diritto alle indennità sussista ugualmente, purché non siano già state riscosse.

Il trattamento di fine rapporto, invece, è la somma di denaro che spetta al lavoratore quando il rapporto di lavoro è concluso, quindi anche in caso di morte.

A chi spettano le indennità lavorative?

Ai sensi dell’art 2122 del codice civile in caso di morte del lavoratore, le indennità sopra elencate spettano al coniuge, ai figli e, se vivevano a carico del lavoratore, ai parenti entro il terzo grado e agli affini entro il secondo grado.

Il diritto al trattamento di fine rapporto spetta anche all’ex coniuge, tenendo conto degli anni di matrimonio e purché detto ex non si sia risposato.

Attribuzione delle indennità di lavoro a soggetti determinati

La Corte Costituzionale in una sua famosa pronuncia ha ritenuto, in materia di indennità lavorative, che se mancano coniuge e figli, il lavoratore può disporre per testamento in favore di altri soggetti. Quindi, è possibile lasciare per testamento tali diritti a soggetti determinati. 

In quale testamento posso disporre dell’indennità di lavoro?

In assenza dei soggetti sopra elencati, il lavoratore può lasciare per testamento il diritto a godere di tali indennità. Può farlo recandosi dal notaio per redigere il testamento pubblico, alla presenza di due testimoni, nel rispetto delle norme di legge.

Può scrivere di proprio pugno un testamento olografo, munito della propria firma e datato, il quale potrà essere conservato nella propria casa oppure depositato tra gli atti del notaio, recandosi dal professionista per la redazione di un verbale di deposito formale di testamento olografo.

Infine, è possibile scrivere o farsi scrivere un testamento segreto e consegnarlo al pubblico ufficiale recandosi presso lo studio notarile per la predisposizione di un verbale di ricevimento di testamento segreto.

Tipologie di disposizione testamentaria

L’attribuzione delle indennità di lavoro maturate e non riscosse dal soggetto lavoratore in pensione, fermi i presupposti innanzi citati, potrà avvenire o mediante la previsione di un legato o mediante la nomina di un erede.

In quest’ultimo caso l’erede, subentra in tutte le posizioni, siano esse attive o passive, del lavoratore, anche già in pensione, e, quindi, anche nei diritti corrispondenti alle indennità lavorative del defunto.

Attraverso la previsione di un legato testamentario il soggetto lavoratore o pensionato potrà decidere di lasciare una somma di denaro pari all’ammontare delle indennità di lavoro non ancora riscosse. In ogni caso, è preferibile richiedere una consulenza al notaio per comprendere quale forma sia più adatta allo scopo.

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Autore: Notai Online articolo realizzato personalmente dall'autore e coperto da copyright ©
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