Come posso inserire una condizione nel testamento dal notaio?

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La condizione nel testamento dal notaio

La persona che decide di fare testamento, che sia un testamento pubblico, segreto o di altra tipologia, ha piena libertà di scegliere il contenuto delle proprie disposizioni di ultima volontà. Egli ha la facoltà sia di attribuire beni, ma anche di stabilire situazioni che possono essere vincolanti, per chi ne è destinatario.

Oltre a inserire, per esempio, la tipica istituzione di erede, può anche scegliere di inserire una condizione.

Due esempi per capire di cosa si parla: la casa a una nipote, ma solo se si laurea; l’abitazione alla moglie, ma solo finché non si risposa.

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Cos’è una condizione testamentaria

La condizione del testamento non è diversa rispetto alla condizione apposta ad altri negozi, come per esempio la vendita. Si tratta di un elemento che può essere inserito per limitare una disposizione testamentaria, per esempio prevedendo che il beneficio di una determinata attribuzione spetti alla persona designata, solo qualora si verifichi un determinato evento, futuro e incerto.

L’evento può essere sia futuro rispetto all’apertura della successione, quindi quando il testamento produrrà i suoi effetti, oppure può essere futuro, ma relativamente al momento in cui si sta facendo concretamente testamento (ma, qualora si verifichi, probabilmente, lo farà prima dell’apertura della successione). Anche l’elemento dell’incertezza è un elemento estremamente importante, poiché distingue la condizione dal termine, di cui si parla più sotto.

Posso lasciare la casa a mia nipote solo se si laurea?

Sì: è una condizione sospensiva, e potestativa perché dipende dalla volontà della nipote. La disposizione produce effetto solo se la laurea arriva. Se non arriva, il lascito non ha effetto e la casa va a chi sarebbe chiamato in mancanza: nel testamento si indica di solito chi subentra.

Condizione sospensiva e condizione risolutiva

SospensivaIl lascito produce effetto solo se l’evento si verifica. La casa a mia nipote, se si laurea: finché la laurea non c’è, la disposizione non ha effetto.
RisolutivaIl lascito produce effetto subito e cessa se l’evento si verifica. La casa a mio figlio; se a trent’anni non si è laureato, passa a suo fratello.

Se la condizione non si avvera, che fine fa la casa?

Se la condizione sospensiva non si avvera, la disposizione non produce effetto e la casa va a chi sarebbe chiamato in mancanza: la persona indicata nel testamento come sostituta oppure, se non c’è, gli altri eredi. Se la condizione risolutiva si avvera, il lascito cessa e la casa passa a chi il testamento indica. Per questo, di norma, nelle clausole condizionate si scrive anche chi subentra.

Costo dell’inserimento di una o più condizioni

Inserire nel testamento una condizione, di regola, non è una voce di costo a sé, poiché ciò che deve essere corrisposto sarà il costo complessivo dell’atto di ultima volontà; clausole più articolate possono però incidere sull’onorario.

Rivolgersi al notaio non è obbligatorio, eccetto, ad esempio, qualora si voglia fare testamento pubblico; parlarne con un notaio, esperto nel diritto successorio, può aiutare a ottenere le spiegazioni e le informazioni più utili per il singolo caso, e a evitare che il testamento abbia un contenuto confusionario, che vanificherebbe lo scopo per il quale è stato redatto.

Qualora si voglia ricevere un preventivo più specifico (magari perché si sa già come poter strutturare il proprio testamento), è possibile avvalersi della piattaforma NF, inviando apposito modulo di richiesta, in modo gratuito e senza alcun vincolo: le risposte arrivano spesso in poche ore.

Inserire una condizione nel testamento dal notaio

Inserire una condizione potestativa o casuale

Le condizioni possono essere strutturate ed inserite in vario modo, a seconda degli obiettivi che si vogliono perseguire. Quando si vuole subordinare una disposizione al verificarsi di un evento, il cui verificarsi (o meno), dipende dalla volontà del soggetto designato, la condizione si chiama potestativa. Un esempio di condizione potestativa si ritrova nel legato di un diritto o di un bene, destinato ad una persona, a condizione che la stessa, compia una determinata attività o faccia qualcosa di specifico.

Quando, invece, si vuole rimettere tutto all’incertezza, si ricorre alla condizione casuale, ovvero la condizione base alla quale il beneficio inserito nel testamento, è subordinato al verificarsi di un evento che non dipende dalla volontà del soggetto designato. Potrebbe, invece, dipendere dalla volontà di un soggetto terzo (una persona diversa rispetto a quella designata), oppure potrebbe essere completamente affidata al caso (per esempio a condizione che non scoppi una guerra in un determinato luogo, per un dato periodo di tempo). La dottrina distingue anche la condizione mista, che dipende in parte dalla volontà del designato e in parte dal caso o da un terzo.

La condizione non va confusa con l’onere. La condizione sospende il lascito o ne fa cessare gli effetti; l’onere impone un obbligo a chi riceve, ma il bene passa subito e di regola non si perde per l’inadempimento. Come funziona l’onere è spiegato nella pagina sulle sanzioni nel testamento.

Limiti all’inserimento di condizioni

Sebbene la persona che fa testamento non debba essere vincolata, nell’espressione di ciò che vuole manifestare, esistono dei limiti all’apposizione di condizioni. Per esempio non è ammesso che vengano inserite condizioni che siano contrarie a norme imperative, ordine pubblico e buon costume, oppure condizioni impossibili cioè che in concreto, non si verificheranno mai.

Volendo fare un esempio, non è possibile attribuire un bene ad una persona, subordinandolo alla condizione che commetta un reato. Una condizione impossibile o illecita si considera come non scritta; la disposizione è nulla solo se il motivo illecito risulta dal testamento ed è stato il solo a determinare il testatore a disporre.

C’è poi un limite che riguarda i familiari più stretti: sulla quota che la legge riserva ai legittimari il testatore non può imporre pesi o condizioni, e se lo fa il legittimario può pretendere la sua parte libera (art. 549). Quanto è riservato a ciascuno, e quanto si può invece subordinare a una condizione, è nella pagina sulla quota disponibile.

Condizione e diritti fondamentali

La condizione non può neanche riguardare diritti fondamentali della persona, visto che si tratta di libertà che non possono essere toccate. A titolo esemplificativo, non è possibile attribuire un bene a condizione che una persona inizi a professare una determinata religione (ovviamente qualora questa religione sia differente da quella già praticata dal soggetto destinatario).

Un discorso a parte bisogna farlo con riferimento al divieto di nozze. Il Codice Civile considera illecita, la condizione che impedisce le prime nozze o le ulteriori. Anche in questo caso, l’intento è quello di vietare che il testatore possa incidere su diritti personalissimi di un soggetto, come può essere la libertà nuziale.

Inserire il divieto di nozze

A titolo esemplificativo, infatti, non è ammesso che venga attribuito un diritto, o la proprietà di un bene, in favore di un beneficiario, a condizione che lo stesso non si sposi mai: una condizione di questo tipo si considera come non scritta, salvo che fosse stata il solo motivo della disposizione.

Diverso è il caso dei divieti relativi. Secondo la Cassazione l’art. 636 colpisce il divieto assoluto di nozze; la condizione di contrarre matrimonio, o quella di non sposare una persona determinata, non rientra di per sé nella norma. Anche in questo caso devono essere però compiute le valutazioni, a seconda dell’ipotesi specifica, perché una clausola che comprime in modo pesante la libertà personale può essere giudicata diversamente, ed è diverso il caso in cui la condizione riguardi un terminato soggetto con cui il designato ha già intenzione di contrarre matrimonio.

Tuttavia si tratta di argomentazioni molto delicate, che richiedono la competenza e l’attenzione di un notaio, visto che si rischia di sbagliare, qualora si decida di inserire una condizione all’interno di un testamento redatto autonomamente, come può essere il testamento olografo.

Posso lasciare la casa a mia moglie finché non si risposa?

Sì, con lo strumento giusto: l’art. 636 ammette il legato di usufrutto, uso, abitazione o di una prestazione periodica per il tempo della vedovanza, che la moglie gode solo finché resta vedova. Una condizione che le impedisse di risposarsi per sempre, invece, sarebbe illecita e si considererebbe come non scritta. Va ricordato che al coniuge la legge riserva comunque il diritto di abitazione sulla casa familiare: come si combinano le due cose è da verificare con il notaio.

Posso lasciare la casa a mio figlio solo se non sposa una certa persona?

Secondo la Cassazione l’art. 636 vieta la condizione che impedisce le nozze in modo assoluto; la condizione di non sposare una persona determinata non rientra di per sé in quel divieto. Resta una valutazione caso per caso, perché una clausola che comprime pesantemente la libertà personale può essere giudicata diversamente: è un punto da vedere con il notaio prima di scriverla.

Inserire un termine nel testamento

Un altro elemento molto simile alla condizione, è il termine: la condizione riguarda un avvenimento futuro ed incerto, mentre il termine riguarda solo un avvenimento futuro, ma certo, anche se non se ne conosce la data.

È importante, però, chiarire, che non è possibile apporre un termine a qualunque disposizione. Per esempio, nel caso in cui si istituisca erede una persona, non si potrà apporre un termine alla sua istituzione di erede, perché una volta acquistata la qualità, non è più possibile perderla. Per il legato, invece, il termine è possibile. Un discorso simile può essere fatto con riferimento al diritto di proprietà su una cosa, ovvero la proprietà temporanea.

Posso lasciare la casa a mio figlio solo fino ai quarant’anni e poi a sua sorella?

Per l’erede il termine si considera non apposto: chi è erede lo resta. Un termine è possibile per un legato. Per ottenere un effetto simile sulla casa si ragiona in genere con strumenti diversi, per esempio l’usufrutto a termine a favore di uno e la nuda proprietà all’altra: va costruito sul caso concreto, con il notaio. Se poi si cambia idea su una condizione già scritta, il testamento si può revocare o modificare; come si contesta, invece, una clausola scritta male è spiegato nella pagina sull’impugnazione del testamento.