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Il diritto di essere preferiti nel testamento dal notaio

Che cos’è il diritto di prelazione

prelazione nel testamento dal notaioIl diritto di prelazione, è il diritto di essere preferiti, ad altre persone, nella stipula di un determinato contratto. Questa tipologia di vantaggio, attribuito ad un soggetto, può riguardare diverse varietà di contratto e può essere inserito anche all’interno di un testamento. Bisogna precisare che, al diritto di essere preferiti, si contrappone uno speculare obbligo, che grava su un’altra persona, che deve preferire un determinato soggetto, rispetto a tutti gli altri.

Vediamo in che modo inserire questa disposizione e quali sono le varie distinzioni.

Tipi di prelazione

La prelazione può avere diverse declinazioni. Da un punto di vista della tipologia, la prelazione si distingue in propria ed impropria.

  • La prelazione propria è la classica prelazione, ovvero il diritto ad essere preferiti, a parità di condizioni. Viceversa nella prelazione impropria, la parità di condizioni non è un requisito essenziale. Da un punto di vista della fonte da cui nasce, la prelazione può essere legale oppure convenzionale.
  • La prelazione è legale, quando è inserita all’interno di una normativa di legge, come per esempio la prelazione agraria o la prelazione commerciale. È, invece, prelazione convenzionale, quando è frutto di un semplice accordo tra privati.

Violazione del diritto di prelazione

È possibile che il diritto di prelazione non venga rispettato: questo significa che il soggetto obbligato, invece che stipulare quel determinato contratto con il beneficiario del diritto, lo ha stipulato con altre persone.

La violazione del diritto di prelazione, comporta conseguenze diverse, a seconda della fonte, in base alla quale sorge il diritto. Volendo essere precisi, nel caso di violazione della prelazione legale, di regola, la tutela prevista è, di solito, una tutela reale. Ciò significa che il trasferimento, compiuto senza rispettare quanto previsto, non è efficace.

Viceversa, in caso di violazione della prelazione convenzionale, la tutela non è reale, ma solamente risarcitoria. Quindi, il trasferimento compiuto sarà efficace, ma il soggetto che doveva essere preferito, ma che poi non lo è stato, può chiedere il risarcimento del danno.

Come inserire la prelazione nel testamento dal notaio

Il diritto di prelazione può essere inserito all’interno del testamento, con la funzione di selezionare espressamente una persona, che si vorrebbe beneficiare nella futura conclusione di un contratto, non ancora esistente.

Questo beneficio può essere configurato, sia come semplice diritto ad essere preferito, sia essere inserito all’interno di una disposizione più ampia, come per esempio il legato di contratto. In qualunque caso, per poter strutturare la disposizione, nel modo maggiormente rispondente alla volontà del testatore, ed in modo più chiaro possibile, è preferibile rivolgersi al notaio, qualora si voglia redigere il testamento. Solo il notaio, infatti, sarà in grado di fornire i consigli e la configurazione più opportuna per il caso concreto, evitando confusioni o malintesi, in sede di apertura della successione.

Il legato di prelazione

Il modo più semplice per inserire la prelazione nel testamento, è quello di attribuire il diritto di essere preferiti, nel caso in cui una determinata persona voglia stipulare un contratto, disponendo di un determinato bene. Questa persona sarà il soggetto obbligato.

Volendo fare un esempio: si attribuisce ad una persona, il diritto ad essere preferita ad altre, qualora un’altra persona (appunto obbligata), decida di vendere una determinata casa. Da un punto di vista giuridico si tratta di un diritto di credito.

Tuttavia, la persona obbligata, non è tenuta per forza a stipulare un contratto di vendita, quindi a cedere quella determinata casa; semplicemente, qualora voglia farlo, dovrà preferire il soggetto indicato nel testamento, rispetto ad altri contraenti.

L’esempio fatto riguarda il contratto di vendita, ma è possibile utilizzare lo strumento della prelazione, con riferimento a qualunque tipologia di contratto.

Il legato di contratto di prelazione

Diverso dal semplice legato del diritto di prelazione, è il legato di contratto di prelazione.

In questo caso, la persona obbligata, non solo dovrà rispettare l’obbligo di preferire il soggetto, che è stato selezionato dal testatore come beneficiario, ma sarà anche obbligato a stipulare il contratto indicato dal testatore, entro un determinato periodo di tempo, e, magari, anche a determinate condizioni.

È evidente come questa tipologia di disposizione sia maggiormente gravosa per il soggetto obbligato. Per esempio, nel caso di legato di contratto di prelazione, avente ad oggetto la vendita di un bene, il soggetto obbligato dovrà, per forza, disfarsi di quel bene.

Trasmettere la propria prelazione

Oltre a costituire la prelazione per testamento, configurato come diritto ad essere preferiti, oppure come legato di contratto di prelazione, è anche possibile che il diritto di prelazione sia già un diritto presente, all’interno del patrimonio del testatore.

Ciò significa che in favore del testatore, è stato attribuito, in vita, un diritto ad essere preferito, rispetto ad altri. Anche questa è una posizione giuridica trasmissibile, sia ai propri eredi che a titolo particolare, ad eventuali beneficiari di legato. L’unico limite è che il diritto ad essere preferiti, non abbia un carattere strettamente personale: in questo caso verrebbe meno con la sua morte.

Trasmettere il proprio obbligo a preferire

Si è visto più volte che oggetto di una disposizione testamentaria non sono solamente diritti, ma possono essere anche obblighi.

Nello specifico, nel patrimonio del testatore, potrebbe essere presente l’obbligo di rispettare il diritto di prelazione, attribuito ad altri. In questo caso, a meno che non si tratti di un obbligo assolutamente collegato alla persona del testatore, che quindi si estinguerebbe con la morte dell’obbligato, si può trasmettere come onere.

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