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Rinuncia al diritto di proprietà: cos’è e come si fa?

Cos’è la rinunzia alla proprietà e cosa comporta?

Cosa può fare il proprietario di un bene? Quali sono i poteri del proprietario?

la rinuncia al diritto di proprieta dal notaioSecondo l’ordinamento italiano il diritto di proprietà è il diritto reale che spetta al proprietario di un bene. Esso è un diritto assoluto perché può essere fatto valere sempre e nei confronti di tutti attraverso le azioni a tutela della proprietà, cosiddette azioni petitorie. Si dice pertanto che il diritto di proprietà è un diritto che vale erga omnes, che dal latino significa verso tutti. Difatti tutte le persone hanno l’obbligo di riconoscere la proprietà altrui e di non eseguire comportamenti che possano danneggiarla, rispettando il diritto del proprietario.

Il proprietario può rinunziare ad una sua proprietà

Inoltre la legge prevede che il proprietario abbia pieni poteri sulla sua proprietà: infatti, ad egli spettano tutti i diritti dispositivi sui beni che gli appartengono e che sono di sua proprietà. Il proprietario, in aggiunta a quanto abbiamo detto, una volta acquistato il bene, potrebbe fare tutto ciò che vuole all’interno della sua proprietà, rispettando ovviamente i limiti di legge e purché anche lui non rechi danno e turbamento ad altre persone. Il diritto di proprietà quindi, come abbiamo appena visto, ha la caratteristica di essere un diritto di natura disponibile. Questo significa che il proprietario di un bene può sempre disporre nel modo che vuole del proprio diritto di proprietà e addirittura potrebbe anche pensare di rinunciare ad una proprietà, vediamo allora qui di seguito se e quando si potrebbe fare un atto di rinuncia della proprietà.

È possibile rinunciare al diritto di proprietà?

Il proprietario può decidere liberamente se e come utilizzare tutti i suoi beni. All’interno dei poteri riconosciuti al proprietario dalla legge rientrerebbe infatti anche la possibilità di rinunzia al diritto di proprietà.

Tale possibilità di rinunzia deriva in particolare dall’articolo 1350 n. 5 del codice civile; da ciò consegue che potenzialmente il proprietario di un bene potrebbe anche decidere di fare una rinunzia alla proprietà. Per tale motivo egli, senza il consenso di nessuno, potrebbe liberamente decidere di:

  • utilizzare il bene di sua proprietà o consentire ad altre persone il suo utilizzo, ad esempio con la stipulazione di un contratto di affitto o di comodato;

  • trasferirlo ad un'altra persona dietro il pagamento di una somma o l’adempimento di un obbligo, e quindi perfezionando un contratto di compravendita,

oppure

  • trasferirlo a titolo gratuito, perfezionando in tal caso un atto di liberalità che potrebbe consistere sia in una donazione sia anche in qualche altro tipo di liberalità diretta o indiretta;

  • rinunziare in qualsiasi momento al suo diritto di proprietà, seppur nei limiti previsti dall’ordinamento.

Quali sono le conseguenze della rinuncia al diritto di proprietà?

La rinuncia al diritto di proprietà viene classificata dalla legge come una rinunzia abdicativa, perché con essa si avrebbe una vera e propria abdicazione del diritto di proprietà. Infatti la rinuncia al diritto di proprietà non comporta un trasferimento della proprietà del bene da un soggetto ad un altro, ma una mera dismissione del bene.

Infatti nel caso in cui si volesse fare una rinuncia alla proprietà in favore di un soggetto, allora non si tratterebbe più di una rinunzia vera e propria ma di una donazione o di un contratto a favore del terzo, in base al caso specifico. La rinuncia ad un bene di proprietà invece consiste in una mera dismissione del bene, il quale diventa un bene di nessuno. Un bene che non è di proprietà di nessuno nel diritto viene chiamato ed individuato come res nullius.

Riguardo alle cosiddette res nullius l’articolo 827 del codice civile prevede però che i beni immobili che non sono proprietà di nessuno rientrano nel patrimonio dello Stato. Da ciò ne deriva che la conseguenza diretta ed immediata dell’atto di rinuncia alla proprietà di un immobile è che lo Stato italiano diventa il proprietario del bene a cui si è rinunciato. È importante tuttavia precisare che non sarebbe un trasferimento diretto in cui il proprietario del bene, come ad esempio il proprietario di una casa, sceglie di trasferire il suo immobile allo Stato, perché l’acquisizione del bene nel patrimonio statale è solo una conseguenza della rinuncia, in base alle previsioni di legge. Come abbiamo visto infatti la legge italiana prevede che le res nullius, ossia i beni che non appartengono a nessuno, diventano automaticamente dello Stato.

Sempre è possibile rinunciare ad una proprietà?

L’atto di rinunzia abdicativa del diritto di proprietà di un bene sarebbe in teoria sempre possibile, tuttavia sono previsti alcuni limiti e divieti molto importanti.

Prima di vedere quali sono i divieti che sono previsti, è bene specificare in via preliminare che potrebbe essere solo un Notaio ad indicare se sarebbe concretamente possibile procedere e perfezionare un atto di rinunzia della proprietà, in base alle caratteristiche del caso specifico ed in base anche al tipo di bene che dev’essere oggetto di rinuncia. Sarebbe quindi consigliabile chiedere una consulenza al professionista esperto in materia prima di decidere se rinunziare ad una proprietà, potendo anche sfruttare la possibilità di contatto diretto con il Notaio che è offerta gratuitamente da questa piattaforma.

In linea generale, potrebbero sorgere alcune difficoltà per procedere alla rinuncia del diritto di proprietà nel caso in cui l’oggetto della rinunzia fosse un fabbricato rurale o di un altro edificio diroccato che versi in cattivo stato di manutenzione. Le difficoltà sorgerebbero dunque nel caso in cui l’immobile sia pericolante e quindi possa costituire un pericolo per la comunità. Esso infatti potrebbe causare debiti ed alte spese di messa in sicurezza a carico dello Stato che ne diverrebbe il proprietario. Ne deriva che il Notaio potrebbe essere impossibilitato a perfezionare un atto di rinuncia, qualora sussistano tali condizioni e sarebbe quindi essenziale una valutazione preventiva da parte del professionista esperto sulla fattibilità dell’atto di rinunzia.

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