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Acquisto terreno percorso dal fuoco: cosa sapere

Acquisto terreno dal notaio

Acquisto terreno percorso dal fuocoQuando si decide di comprare un terreno è importante affidarsi, fin dalla fase delle trattative, a un notaio per avere una consulenza e capire se l’investimento può essere adeguato alle proprie esigenze. Non tutti i terreni hanno le medesime caratteristiche e non tutti consentono il medesimo tipo di utilizzo. Ecco cosa accade se il terreno è percorso dal fuoco e quali sono i vincoli connessi a seguito dell’acquisto.

Cosa serve per l’acquisto di un terreno

Per l’acquisto di un terreno il notaio chiederà come documentazione il certificato di destinazione urbanistica che obbligatoriamente provvederà ad allegare all’atto quando superi i 5.000 mq e non sia pertinenza di una casa.

Il c.d.u. o anche certificato di destinazione urbanistica descrive la destinazione di un terreno ed è particolarmente importante non solo per il notaio per il rogito notarile, ma anche per il compratore, al fine di avere delle notizie specifiche su come possa essere utilizzato e quali attività poter svolgere sullo stesso. Si pensi al caso in cui il terreno sia agricolo oppure edificabile, oppure che abbia un indice di edificabilità limitato etc.

Vincoli sui terreni

Può accadere, come già anticipato, che il terreno che si intende comprare dal notaio abbia dei vincoli, che è importante conoscere sin dall’inizio in quanto la conoscenza degli stessi potrebbe compromettere il buon esito dell’operazione immobiliare dal notaio.

Essere a conoscenza di un vincolo che possa limitare la costruzione, qualora si sia orientati all’acquisto proprio per edificare, potrebbe modificare la scelta del terreno e dell’investimento. Vediamo quali sono i limiti del terreno percorso dal fuoco una volta acquistato dal notaio.

Limiti del terreno percorso dal fuoco

Conoscere sin da subito che il terreno che si è interessati a comprare sia stato percorso dal fuoco in un tempo non troppo lontano, può rivelarsi particolarmente utile in quanto potrebbe aiutare a comprendere l’eventuale convenienza dell’acquisto dal notaio.

In questi casi la consulenza notarile è di peculiare importanza, in quanto il notaio esporrà tutti i limiti legati a tale fattispecie e tutti i vincoli e gli obblighi da dover necessariamente rispettare nel caso in cui si diventi proprietari del terreno con l’atto pubblico notarile di vendita. Analizziamo insieme quali sono e cosa c’è da sapere per acquistare in sicurezza dal notaio un terreno percorso dal fuoco.

Divieto di mutare la destinazione d’uso del terreno

Uno dei problemi principali quando si compra un terreno percorso dal fuoco è che colui che acquista dal notaio ha dei limiti e dei vincoli sulla gestione del bene che possono durare anche diversi anni. In particolare il proprietario avrebbe il divieto di mutare per almeno quindici anni la destinazione d’uso della zona interessata dall’incendio rispetto a quanto previsto nel certificato di destinazione urbanistica, prima dell’evento combustivo.

La norma prevede come durata del limite 15 anni, ma potrebbe anche accadere che la Regione abbia previsto un termine più lungo, per questo è importante affidarsi a un notaio per conoscere la problematica. Lo scopo sarebbe quello di consentire alla zona boschiva colpita dall’incendio, di riavere le caratteristiche antecedenti al fuoco, proprio perché si tratta di una problematica solo temporanea.

L’unica eccezione prevista dal legislatore a tale limite, è rappresentata dalla possibilità di costruzione di opere pubbliche necessarie alla salvaguardia della pubblica incolumità e dell’ambiente.

Obbligo di menzionare il vincolo nell’atto dal notaio

Un altro obbligo previsto quando si compra il terreno percorso dal fuoco è quello di menzionare questa problematica in atto per evitare che l’atto di trasferimento sia nullo.

Questo tipo di obbligo grava sul notaio e quindi non costituisce motivo di preoccupazione in quanto, essendo un esperto specializzato del settore, provvederà a non far mancare nulla nell’atto, tale da renderlo valido ed efficace.

Divieto di costruzione

Un altro limite temporaneo previsto dalla legge attiene al divieto di costruzione di edifici, strutture e infrastrutture finalizzate ad insediamenti civili e attività produttive.

Questo tipo di divieto non riguarda solo le opere visibili sopra il suolo, ma anche quelle che avvengono nel sottosuolo: si pensi agli impianti idrici e ai condotti che trasportano il gas.

Nel caso in cui invece prima che si verificasse l’incendio, sia stata ottenuta un’autorizzazione alla realizzazione di una costruzione in conformità alla destinazione d’uso vigente al momento dell’incendio, sarà possibile costruire. Questo tipo di divieto ha una durata limitata nel tempo, non essendo quindi illimitato, ma valendo soltanto per dieci anni.

Divieto di rimboschimento e ingegneria ambientale

Altro divieto imposto dalla legge per la durata di quindici anni è quello di esercitare sul suolo attività di rimboschimento e di ingegneria ambientale sostenute con risorse finanziarie pubbliche.

Questa tipologia di divieto è però relativa proprio perché si basa sulla natura dei fondi destinati agli interventi.

Divieto di caccia e di pascolo

È inoltre vietato per la durata di dieci anni dall’incendio il pascolo e la caccia sul soprassuolo delle zone boscate percorse dal fuoco: lo scopo consiste proprio in quello di inibire delle attività la cui trasgressione implica una sanzione amministrativa.

Terrei percorsi dal fuoco e limiti regionali

Un ultimo divieto imposto dalla norma attiene a quello di compiere azioni che siano potenzialmente pericolose e possano causare un incendio limitatamente all’area coinvolta e ai periodi di rischio. Nella maggior parte dei casi intervengono le Regioni, ciascuna con la propria competenza, a stabilire gli ulteriori limiti da imporre, essendo maggiormente informate sulla strutturazione del territorio.

Anche in relazione alla durata di questo divieto, la legge non si esprime in merito, ma offre una formulazione generica tale da poter consentire alle singole regioni di modularla in base alle proprie esigenze territoriali.

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