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Rinuncia all’usufrutto dal notaio

Rinuncia dal notaio

Rinuncia a usufrutto dal notaioSolitamente si crede che si vada dal notaio solo per trasferire un diritto ad un’altra persona, ad esempio con la vendita o con la donazione o per acquistare un diritto. Tuttavia non è proprio così, in quanto ci si può recare dal notaio anche rinunciare a un diritto di cui si è titolari.

È infatti possibile rinunciare ai diritti cosiddetti disponibili in titolarità come il diritto di proprietà, il diritto di abitazione, ma anche al diritto di usufrutto ed in questo ultimo caso ci sono delle differenze, ad esempio nei costi, se si tratti di rinuncia con corrispettivo o gratuita.

Come si fa la rinuncia all’usufrutto

La rinuncia all’usufrutto può essere fatta sia con scrittura privata che con atto pubblico notarile. Tuttavia sorge un problema: per far sì che sia efficace anche nei confronti dei terzi bisognerà concludere quest'atto per atto pubblico notarile o per scrittura privata autenticata in quanto, come vedremo adesso, solo questi tipi di atti possono essere resi pubblici nei registri Immobiliari con la trascrizione.

Che cosa vuol dire questo? Significa che una rinuncia effettuata con scrittura privata è valida tra le parti, ma inefficace nei confronti dei terzi i quali potrebbero continuare a considerare l’usufruttuario come tale, non emergendo alcuna rinuncia del diritto nei Registri pubblici immobiliari.

Trascrizione dell’usufrutto

Sia quando viene costituito il diritto di usufrutto ossia quando viene concesso dal pieno proprietario della casa, sia quando si estingue in virtù della sua scadenza, bisognerà provvedere alla trascrizione o alla sua annotazione nei Registri pubblici immobiliari. La trascrizione ha una funzione ben precisa che è quella di rendere opponibile l’atto nei confronti dei terzi, ossia di rendere pubblica, come in questo caso, la presenza di un diritto su un immobile.

Non tutti gli atti possono essere trascritti in quanto la legge è puntuale e precisa nello stabilire che solo alcuni atti possono essere trascritti nei Registri pubblici immobiliari attraverso questo meccanismo di pubblicità.

Quando si può rinunciare all’usufrutto

Non esiste un momento specifico in cui si possa rinunciare all’usufrutto dal notaio, in quanto è possibile in qualsiasi momento; ciò vuol dire che l’usufruttuario quindi non dovrà attendere la sua scadenza qualora non sia commisurato alla sua vita.

Infatti, al contrario di quel che si pensa, la durata dell’usufrutto non deve essere necessariamente parametrata alla vita dell’usufruttuario, ma può essere anche inferiore e quindi non si esclude ad esempio che nell’atto notarile in cui viene concesso l’usufrutto sia prevista una durata di 10 anni, ma si decida di rinunciare a tal diritto dal notaio dopo tre anni.

Cosa succede se si rinuncia all’usufrutto

La rinuncia all’usufrutto per atto pubblico notarile comporta delle conseguenze per il nudo proprietario che diventa pieno ed esclusivo proprietario: infatti per effetto della rinuncia il diritto di proprietà si riespande in favore del nudo proprietario che ritornerà quindi a essere proprietario a tutti gli effetti non avendo più limiti nell’esercizio dei suoi diritti.

Acquisendo nuovamente pieni poteri sulla casa potrà decidere di vendere la piena proprietà o di concedere nuovamente l’usufrutto dal notaio in favore di qualcuno, o di darla in locazione o anche di donarla.

Motivi della rinuncia all’usufrutto

I motivi che possono spingere una persona alla rinuncia del diritto di usufrutto possono essere i più vari, spesso di carattere economico. L’usufruttuario infatti è tenuto al pagamento di alcune imposte sulla casa come ad esempio l’Imu e, in questo caso, per evitare di sostenere una spesa costante e anche importante come questa tassa patrimoniale di mantenimento della casa, si tende a rinunciare a tale diritto qualora si abbia la possibilità ad esempio di poter vivere in un’altra casa.

Una volta rinunciato all’usufrutto quindi l’Imu dovrà essere pagato dal pieno ed esclusivo proprietario che dovrà tornare ad affrontare tutte le spese inerenti alla casa nuovamente.

Rinuncia gratuito all’usufrutto dal notaio

Quando si decide di rinunciare al diritto di usufrutto dal notaio le parti possono decidere di prevedere o meno un corrispettivo. In particolare in ambito familiare si è soliti rinunciare al diritto di usufrutto in favore di una persona vicina, come un proprio parente, già titolare della nuda proprietà sullo stesso immobile: si pensi al caso in cui l’usufruttuario genitore rinuncia a tale diritto in favore del nudo proprietario figlio, che diventerà per effetto di questo atto a tutti gli effetti pieno ed esclusivo proprietario dell’immobile.

Rinuncia con corrispettivo all’usufrutto dal notaio

Sebbene sia riconosciuta la possibilità di prevedere una rinuncia gratuita dell’usufrutto dal notaio alla presenza di due testimoni, le parti possono anche stabilire un corrispettivo, ossia la corresponsione di una somma di denaro da parte del nudo proprietario in favore dell’usufruttuario. In questo caso la somma di denaro potrà essere decisa liberamente dalle parti e il notaio provvederà ad inserire in atto la descrizione dei mezzi di pagamento nel rispetto della normativa antiriciclaggio.

Quanto costa rinunciare all’usufrutto

Sia se si decide di prevedere una rinuncia all’usufrutto dal notaio con o senza corrispettivo bisognerà affrontare dei costi e delle spese ed oltre all’onorario notarile, che può variare da zona in zona e anche dal professionista non essendovi tariffe notarili, vi sono delle imposte e delle tasse da sostenere.

Nel caso di rinuncia all’usufrutto di beni immobili si deve tenere in considerazione il versamento dell’imposta di registro, dell’imposta ipotecaria e dell’imposta catastale, mentre nel caso in cui si tratti di una rinuncia gratuita bisognerà applicare l’imposta di donazione e successione. Affidarsi ad un notaio per avere una consulenza anche tramite la piattaforma di NF® che potrà offrire un’ottima opportunità per aver un preventivo gratuito senza alcun impegno.

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