TARI dopo il rogito: chi la paga e quando dichiararla
- Comprare casa dal notaio: tasse e imposte
- Tassa sui rifiuti quando si compra casa: tari
- Chi è tenuto a pagare la tassa sui rifiuti?
- La dichiarazione tari dopo l’acquisto: ora i giorni sono 90
- Quando si paga la tari?
- Preventivo notarile acquisto casa: tasse e imposte
- Domande frequenti sulla tari dopo l’acquisto della casa
Comprare casa dal notaio: tasse e imposte
Quando si compra casa dal notaio occorre sapere sin dall’inizio che esistono delle tasse e delle imposte che devono essere versate nelle mani del notaio, in sede di rogito notarile, in virtù del trasferimento immobiliare.
Tuttavia queste ultime non rappresentano le uniche spese previste dal legislatore, in quanto coloro che occupano la casa e che abbiano determinate caratteristiche in seguito approfondite, sono tenuti al pagamento di altri tributi da dover corrispondere periodicamente. Uno tra questi è l’imposta sui rifiuti, anche chiamata Tari. Vediamo quali sono i presupposti, i soggetti tenuti a pagarla e le eventuali riduzioni.
Tasse prima casa
Con riferimento alle tasse e alle imposte per l’acquisto di una casa, è necessario porre la differenza tra la prima e la seconda casa, sia in relazione ai tributi da versare all’erario in sede di rogito notarile di acquisto, sia in relazione a quelli da pagare nel corso dell’anno, una volta divenuti proprietari dell’immobile.
In particolare per la prima casa, nel caso in cui si tratti di abitazione principale in cui si risiede, non dovrà essere pagata l’Imu, mentre dovrà sostenersi il pagamento della Tari, ossia della tassa sui rifiuti.
Dopo il rogito, per la Tari chi deve fare cosa
Il rogito non trasferisce da solo l’utenza della tassa sui rifiuti: il Comune va informato da entrambe le parti. Semplificando, i passaggi sono questi.
| Chi | Cosa fa | Entro quando |
|---|---|---|
| Chi compra e va ad abitare la casa | Presenta al Comune la dichiarazione di inizio occupazione | 90 giorni dall’inizio del possesso, salvo diverse indicazioni del Comune |
| Chi vende | Comunica la cessazione, per non continuare a ricevere gli avvisi | Stesso termine |
| L’inquilino, se la casa viene affittata | È lui a dichiarare l’occupazione e a pagare, se la locazione supera i sei mesi nell’anno | Dall’inizio della detenzione |

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Tassa sui rifiuti quando si compra casa: Tari
Quando si parla di Tari, si intende la tassa sui rifiuti: è il tributo destinato a finanziare i costi relativi al servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti introdotto a partire dal 2014.
Tuttavia nel corso degli anni la normativa di riferimento ha subito delle evoluzioni e pertanto, quando si compra una casa dal notaio è importante conoscere anche in quali circostanze dovrà affrontarsi tale spesa e al ricorrere di quali presupposti. In particolare, il presupposto della Tari è il possesso o la detenzione a qualsiasi titolo di locali o aree operative che siano in grado di produrre rifiuti urbani.
Quanto si paga lo decide ogni Comune. Per le abitazioni, di norma, la tariffa dipende dai metri quadri e dal numero di persone che vi abitano: per questo due case identiche in città diverse possono avere importi molto lontani tra loro.

Chi è tenuto a pagare la Tassa sui rifiuti?
Una volta comprata casa, non sono da sottovalutare le ulteriori spese da affrontare periodicamente. La Tari è dovuta da chiunque possieda o detenga il locale o l’area e quindi proprio da colui che utilizza l’immobile. Si pensi al caso in cui si compri casa dal notaio e in un momento successivo si decida di darlo in locazione: in tal caso sarà il locatario, ossia colui che detiene e utilizza l’immobile a dover sostenere tale tassa.
Nel caso in cui si tratti, invece, di una detenzione breve della casa comprata dal notaio, di una durata non superiore a sei mesi, la tassa non è dovuta dall’utilizzatore, ma dal proprietario del fabbricato. Per far sì che sorga l’obbligo di dover versare, dopo aver comprato casa dal notaio, il tributo sui rifiuti è la potenzialità che ha il locale o l’area di riferimento a produrre rifiuti.
La dichiarazione Tari dopo l’acquisto: ora i giorni sono 90
Qui c’è una novità che riguarda da vicino chi ha appena firmato il rogito. Fino a poco tempo fa la legge dava tempo fino al 30 giugno dell’anno successivo per presentare la dichiarazione Tari. Il decreto legislativo n. 147 del 2026 ha modificato le regole: la dichiarazione di inizio possesso o detenzione, e le successive variazioni, vanno comunicate entro 90 giorni. Molti Comuni, peraltro, applicavano già termini brevi nei propri regolamenti.
Un esempio con le date: chi firma il rogito il 15 ottobre 2026 e prende le chiavi lo stesso giorno dovrebbe presentare la dichiarazione entro il 13 gennaio 2027. La si presenta al Comune o al gestore del servizio rifiuti, spesso anche online, indicando dati catastali, superficie e numero degli occupanti. Sulla decorrenza della nuova regola e sui moduli da usare è bene chiedere all’ufficio tributi del proprio Comune, perché le procedure non sono ovunque identiche.
Gli arretrati del venditore passano a chi compra?
La Tari è un tributo personale di chi occupa la casa: gli importi non pagati dal venditore per il periodo in cui abitava lì restano, di norma, un suo debito verso il Comune e non “seguono” l’immobile. Diverso è il discorso per le spese condominiali, per le quali chi compra risponde in solido con il venditore dei contributi dell’anno in corso e di quello precedente. Nel dubbio, prima del rogito conviene chiedere al venditore le ultime ricevute e parlarne con il notaio.
Che succede se non si utilizza l’immobile?
Nel caso in cui si scelga di comprare casa dal notaio o un qualsiasi altro locale e si decida in un primo momento di non utilizzarlo, non si è esenti dal pagamento della Tari.
La mancata utilizzazione dell’immobile che deriva da una decisione personale, soggettiva del titolare, non è sufficiente per escludere la debenza della Tari. L’unica chance a disposizione per l’occupante sarebbe quella di dimostrare l’inidoneità del fabbricato dell’area alla produzione di rifiuti, in virtù della sua inutilizzabilità.
Il caso tipico è la casa comprata da ristrutturare, vuota e con le utenze staccate: alcuni regolamenti comunali la escludono dal tributo per il periodo dei lavori, altri chiedono comunque il pagamento. Conviene verificare il regolamento del proprio Comune prima di dare per scontato di non dover pagare.
Riduzioni pagamento Tari
Esistono dei casi in cui sono previste delle riduzioni e delle esenzioni dal pagamento della Tari dopo il rogito di acquisto della casa dal notaio. Quanto alle prime, il legislatore prevede delle riduzioni obbligatorie nel caso in cui il produttore dimostri di aver avviato un procedimento di riciclo in base a quanto stabilito nel Comune in cui è sito.
Si assiste a un fenomeno di riduzione della Tari anche per le zone in cui la raccolta non viene effettuata, così come nel caso vi sia un mancato svolgimento del servizio di gestione dei rifiuti.
Inoltre è opportuno precisare che è buona norma informarsi a seconda della zona, intesa come Comune, in cui è sita la casa, proprio perché potrebbero esservi delle differenze in ordine alla disciplina.
Infatti il legislatore consente ai singoli Comuni di poter adottare delle autonome regolamentazioni per specifiche questioni, delimitandone i limiti e il rispetto di determinati requisiti. Rientrano in questa categoria, ad esempio, le abitazioni composte da un solo occupante, così come quelle ad uso stagionale o quelle in cui sono occupate da persone che per un lungo periodo risiedano all’estero.
Per chi compra una seconda casa al mare o in montagna, l’uso stagionale è la voce da guardare per prima. Le riduzioni, però, di norma non scattano da sole: vanno chieste al Comune, spesso nella stessa dichiarazione.
Quando si paga la Tari?
Una domanda molto frequente che viene posta è quando si paga la Tari, dopo aver comprato casa dal notaio. Il pagamento del tributo prevede un pagamento di natura periodica, in particolare le scadenze sono determinate del Comune che prevedono generalmente almeno due rate con scadenza semestrale. Date e importi arrivano con l’avviso di pagamento del Comune: nell’anno del rogito, di norma, il tributo si calcola dal giorno in cui è iniziata l’occupazione.
Preventivo notarile acquisto casa: tasse e imposte
Nel momento in cui si decide di comprare casa dal notaio, è importante essere consapevoli delle tasse e delle imposte, non solo patrimoniali da affrontare con cadenza periodica durante l’anno, ma anche di quelle legate al rogito di acquisto.
Il notaio è un sostituto di imposta e pertanto è il soggetto preposto alla ricezione del denaro da versare all’erario per il trasferimento del diritto di proprietà sulla casa; pertanto si presenta come il professionista tenuto alla preparazione del preventivo notarile per l’acquisto della casa.
La Tari è solo una delle incombenze che arrivano dopo la firma: tra le altre ci sono l’Imu da pagare prima o dopo il rogito e le altre pratiche da sbrigare, che trovate riassunte nella guida su cosa fare dopo il rogito.
Grazie alla piattaforma di NotaioFacile, è possibile richiedere un preventivo notarile gratuito, fornendo le informazioni necessarie, rispondendo alle domande previste dal form.
In pochi semplici passaggi sarà possibile completare la scheda, il cui preventivo sarà analizzato direttamente da un notaio: la piattaforma infatti offre un contatto diretto con il notaio, nella città selezionata, che spesso risponde in poche ore.
Domande frequenti sulla Tari dopo l’acquisto della casa
Dopo il rogito devo presentare la dichiarazione Tari?
Sì. La Tari non passa in automatico dal venditore a chi compra: il nuovo proprietario che occupa la casa deve presentare al Comune la dichiarazione di inizio occupazione, mentre il venditore comunica la cessazione.
Entro quanto tempo va fatta la dichiarazione Tari?
Con le modifiche introdotte dal decreto legislativo n. 147 del 2026 il termine è di 90 giorni dall’inizio del possesso o della detenzione, non più il 30 giugno dell’anno successivo. Per decorrenza e modalità è bene verificare con il proprio Comune.
Se compro casa e la lascio vuota pago la Tari?
Di norma sì: non usare la casa per scelta personale non basta per non pagare. Alcuni Comuni escludono gli immobili vuoti, privi di arredi e con utenze staccate, ma va verificato nel regolamento comunale.
Se affitto la casa appena comprata chi paga la Tari?
La paga l’inquilino, che detiene l’immobile. Se però la locazione non supera i sei mesi nello stesso anno, la tassa resta a carico del proprietario.
Devo pagare la Tari non versata dal vecchio proprietario?
Di norma no: la Tari è un tributo personale di chi occupava la casa e gli arretrati restano a carico del venditore. Per le spese condominiali la regola è diversa, ed è bene chiarire tutto prima del rogito.
Per la seconda casa si paga la Tari?
Sì, anche se abitata solo pochi mesi l’anno. Molti Comuni prevedono però riduzioni per le abitazioni a uso stagionale, che di solito vanno richieste espressamente.

