Quanto costa intestare una casa dal notaio, caso per caso
- Che cosa significa intestare la casa dal notaio?
- Intestare la casa dal notaio: costo
- Chi deve pagare per l’intestazione della casa
- Onorario del notaio quando si intesta casa
- Quali tasse si pagano per intestare una casa
- Esenzione dal pagamento delle imposte per intestazione della casa
- Due domande sul costo, caso per caso
Che cosa significa intestare la casa dal notaio?
Intestare casa vuol dire trasferire la proprietà dell’immobile utilizzando i più disparati metodi offerti dalla legge, ad esempio, si può decidere di trasferire la proprietà della casa vendendola, richiedendo, quindi, il pagamento del prezzo del bene tenendo conto del suo valore di mercato, allo stesso modo si può ottenere l’intestazione della casa ricevendo una donazione da un proprio caro, come di norma accade quando un genitore vuole dare la casa al proprio figlio.
L’ordinamento disciplina molteplici modi per far sì che una persona si intesti la casa ed ognuno di questi strumenti ha un costo composto da imposte, tasse, spese per adempimenti pre e post stipula e compenso del notaio per la sua prestazione professionale.
La differenza tra un modo e l’altro può essere grande: sulla stessa casa le imposte possono andare da qualche centinaio di euro a diverse migliaia. In questa pagina trovi anche i casi che sorprendono di più: la donazione al figlio che non è gratis, l’imposta che si paga intestando la casa a un fratello o a un convivente, e l’esenzione per chi si separa.

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Intestare la casa dal notaio: costo
Quando un soggetto decide, ad esempio, di comprare casa è consapevole di dover corrispondere una somma di denaro che si compone del pagamento dell’onorario del notaio e della parte più considerevole che è rappresentata dalla tasse e dalle imposte.
In base all’atto che si decide di stipulare per ottenere l’intestazione di una casa ci sono delle imposte da pagare, come, ad esempio, se si acquista una casa con un atto di compravendita bisogna considerare il pagamento dell’imposta di registro e delle imposte ipotecarie e catastali che variano a seconda che l’acquisto riguardi la prima casa o meno, quando, invece, si conclude una donazione bisogna tenere conto del tipo di parentela intercorrente tra chi dona e chi riceve il bene ai fini del pagamento dell’imposta di donazione, che non deve essere pagata se a donare è il padre al figlio, a meno che non si stia donando un bene che abbia un valore superiore ad un milione, nel qual caso l’imposta è pari al 4%. Il 4% si calcola solo sulla parte che supera il milione.
Bisogna tenere conto che, quando si paga il notaio, non gli si attribuisce solo ciò che gli spetta come onorario per la prestazione resa, ma si versa allo stesso l’intera somma dovuta, comprensiva anche delle imposte da pagare allo Stato, in quanto sarà poi il professionista a regolarizzare i pagamenti a cui si è tenuti verso l’erario per conto del soggetto tenuto a pagare. Del pagamento delle imposte, per legge, il notaio risponde in solido con le parti.
Dunque, per comprendere l’ammontare complessivo dell’operazione con cui ci si intesta casa, tenendo conto delle imposte che si è obbligati a pagare che variano a seconda dell’atto scelto e dell’onorario del notaio che, in assenza di un tariffario fisso, può variare da professionista a professionista, è opportuno richiedere un preventivo a quest’ultimo prima di procedere con la stipula dell’atto per capire quali siano i costi dell’atto. Con NotaioFacile la richiesta non costa nulla e le risposte, di solito, arrivano in poche ore.

Chi deve pagare per l’intestazione della casa
Quando si va dal notaio per il passaggio di proprietà della casa bisogna pagare le spese notarili nonché le tasse e le imposte dovute per l'atto che si è stipulato e tali somme, di norma, sono a carico del soggetto che acquista la proprietà divenendo così il nuovo intestatario dell’immobile.
Non è però da escludere che le parti dell’atto si accordino in diverso modo per esempio prevedendo l’impegno di colui che cede il bene a pagare parte delle spese oppure a rimborsare l’acquirente dopo che ha adempiuto il pagamento. È buona norma che l’accordo sia scritto nel compromesso e richiamato nell’atto.
Solitamente, come abbiamo visto, è la parte che acquista a pagare e per questo motivo è tale soggetto che sceglie il notaio che dovrà redigere l’atto. È la regola prevista dal Codice Civile per la vendita (art. 1475): le spese dell’atto sono a carico del compratore, salvo patto contrario.
Per le imposte, invece, verso l’erario rispondono tutte le parti dell’atto: se per qualche motivo non venissero pagate, l’Agenzia delle Entrate potrebbe chiederle anche a chi ha ceduto la casa. Se ci sono dubbi su chi debba pagare cosa, è buona norma chiarirlo con il notaio prima del rogito.
Onorario del notaio quando si intesta casa
Quando ci si reca dal notaio per trasferire o comprare una casa il notaio fornisce una prestazione professionale che ha un costo ma che non deve attenersi ad alcun tariffario predefinito, dato che dal 2012 sono state abolite le tariffe notarili minime e massime ed è il professionista che liberamente sceglie l’importo della sua parcella, basandosi, ad esempio, sul valore del bene che si sta trasferendo oltre alle spese per reperire tutti i documenti necessari per la redazione. Per tale ragione è opportuno richiedere un preventivo al notaio così da comprendere il servizio offerto per le esigenze che si hanno in relazione all’atto che si vuole compiere andando oltre la semplice valutazione economica.
Quali tasse si pagano per intestare una casa
A seconda dell’atto che si sceglie ci sono dei costi da dover sopportare, se, ad esempio, si decide di acquistare la casa con un atto di compravendita le spese comprendono gli oneri fiscali quindi imposta di registro, imposta catastale ed imposta ipotecaria, il cui ammontare varia in base alla circostanza che si sta acquistando la prima o la seconda casa.
Di norma i costi sono inferiori se si compra un immobile come prima casa, perché, se si compra da un privato, l’imposta di registro è solo del 2% e le altre imposte sono fisse a 50 euro ciascuna, quando, invece, si acquista una seconda casa l’imposta di registro aumenta ad un 9%.
Quando si ottiene l’intestazione della casa a seguito di un atto di donazione bisogna tenere conto del pagamento dell’imposta di donazione, la quale varia a seconda del valore del bene oggetto di donazione e a seconda del legame di parentela che lega chi dona a chi ha ricevuto la donazione. Nello specifico, quando la donazione avviene tra coniugi o tra genitori e figli l’imposta di donazione non è dovuta se si sta trasferendo una casa che ha un valore inferiore ad un milione di euro, il discorso cambia se l’immobile donato supera tale valore facendo sì che si debba pagare l’imposta pari al 4%. Anche qui l’imposta riguarda solo la parte eccedente, e il milione vale per ciascun beneficiario.
Anche nella donazione si possono avere le agevolazioni prima casa, se chi riceve la casa ha i requisiti, ma funzionano in modo diverso dalla compravendita: non c’è un’imposta di registro al 2%, e le imposte ipotecaria e catastale sono fisse, pari a 200 euro ciascuna. I dettagli sono nella pagina su quanto costa donare casa.
Non necessariamente ciò che si riceve per donazione può essere adibito a prima casa ed in tal caso le imposte avranno un valore superiore, dovendo corrispondere l’imposta ipotecaria al 2% e quella catastale all’1% del valore dell’immobile donato, anche quando l’imposta di donazione non è dovuta.
Quanto cambiano le imposte principali per una casa con rendita catastale di 600 euro, a seconda di come la si intesta (esempio semplificato, esclusi bollo, tasse minori e onorario):
A volte la strada più economica non è la donazione: se i genitori pagano la casa che il figlio compra a proprio nome, si fa un solo atto, e il figlio può avere le agevolazioni prima casa sull’acquisto. Le strade possibili sono spiegate nella pagina su come intestare casa ai figli senza donazione.
Esenzione dal pagamento delle imposte per intestazione della casa
La legge prevede un’ipotesi di esenzione dal pagamento dell’imposta di registro e quella di bollo, nonché di tutte le tasse inerenti a un atto pubblico notarile e si tratta del caso in cui l’intestazione della casa venga posta in essere con la stipula di un atto che è la conseguenza di un accordo di separazione o di divorzio tra due coniugi.
Viene riconosciuta la possibilità di non pagare tali imposte e di godere, dunque, di un regime agevolato quando si regolano i rapporti patrimoniali tra due coniugi che hanno scelto di separarsi o di sciogliere in altro modo il vincolo matrimoniale, in esecuzione degli accordi presi per la separazione o il divorzio, con cui si attui, davanti al notaio, il trasferimento della proprietà di beni mobili e immobili all’uno o all’altro coniuge, nonché in favore dei figli. Casi e limiti sono spiegati nella pagina sui trasferimenti immobiliari in caso di separazione e divorzio.
Due domande sul costo, caso per caso
Intestare la casa a un fratello o a un convivente costa di più che a un figlio?
Sì, se si tratta di una donazione. Tra fratelli e sorelle l’imposta di donazione è del 6% sul valore che supera 100.000 euro per ciascun beneficiario; tra conviventi che non sono parenti è dell’8%, senza franchigia. A queste si aggiungono le imposte ipotecaria e catastale, ridotte se chi riceve ha i requisiti prima casa. Prima di scegliere la strada, è buona norma confrontare con il notaio i costi di una donazione e di una vendita.
Nel preventivo per intestare la casa cosa trovo oltre all’onorario?
Di norma le imposte dovute per l’atto scelto, cioè registro o donazione, ipotecaria e catastale, poi l’imposta di bollo e le tasse ipotecarie, le spese per visure e documenti e infine l’onorario del notaio con l’IVA. Le imposte sono uguali qualunque notaio si scelga, perché le stabilisce la legge.