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Utilizzo dei contanti nel rogito notarile

Come pagare il prezzo dal notaio

utilizzo dei contanti nel rogito notarileIl prezzo per l’acquisto di una casa deve essere necessariamente pagato con la moneta legale in corso di validità. Ad esempio da quando è entrato in vigore l’euro, non è possibile più pagare il prezzo con la lira, né sarà possibile pagarlo con una moneta di valuta estera.

Il notaio informerà le parti del rispetto della normativa antiriciclaggio: si tratta di una normativa che ha lo scopo di evitare che sia introdotto nel mercato del denaro che proviene da attività illecite che non è possibile tracciare. Nel corso degli anni è, infatti, spesso cambiato il limite di utilizzo del contante. Occorre ricordare che quando si parla di denaro contante si fa riferimento a banconote, monete e titoli al portatore, assimilati al contante.

Pagamento con contanti: cenni generali

Spesso nel rogito notarile avvengono pagamenti tra le parti. Ciò non solo negli atti di compravendita, ma anche in altre tipologie di rogito a titolo oneroso, dove occorre uno scambio di corrispettivi tra le parti. Può trattarsi anche di atto societari, laddove i soci debbano versare i propri conferimenti in denaro alla società.

Ebbene, negli ultimi anni l’uso del contante è di gran lunga diminuito, soprattutto per l’applicazione della cosiddetta disciplina antiriciclaggio. Si cerca di far circolare quanto meno denaro contante possibile, per evitare appunto la circolazione di quello utilizzato a fini di riciclaggio.

Proprio per questo motivo il Notaio utilizza una serie di garanzie, atte a rispettare queste norme e a verificare anche la provenienza del denaro. Anche per questo motivo, negli ultimi anni il Notaio fa sottoscrivere alle parti una dichiarazione con la quale le parti che hanno effettuato un pagamento nel rogito, devono dichiarare la provenienza del denaro (se da attività lavorativa, donazioni o altro).

Limiti dei pagamenti in denaro contante

Il limite del contante nel 2021 era pari a 2.000,00 euro. Ciò vuol dire che è possibile utilizzare denaro in contanti, per qualsiasi pagamento, anche nel contesto di un rogito notarile, fino a 1.999,00 euro. A partire da gennaio 2022 questo limite si abbassa ulteriormente, per cui nei nuovi rogiti notarili sarà possibile pagare in contanti solo fino a 1.000 euro. La stretta è dovuta ai maggiori controlli fiscali che sono richiesti sempre in applicazione della suddetta disciplina antiriciclaggio, oltre alla necessità di effettuare controlli tributari su tutti i fronti.

Questo tipo di normativa è in continua evoluzione, infatti, ora, grazie a un emendamento approvato in sede di conversione del decreto Milleproroghe, torna a essere pari a 2.000 euro per tutto il 2022.

In realtà la misura non è definitiva in quanto tale intervento ha semplicemente differito al 1° gennaio 2023 la data, a partire dalla quale il limite scenderà nuovamente a 1.000 euro. Ciò non esclude che possano esservi altri cambiamenti.

Da questo punto di vista, il Notaio, essendo garante della legalità, deve controllare che tale limite sia rispettato e in quanto pubblico ufficiale deve rifiutare eventuali richieste di pagamento che superino tale limite. Ma vediamo, stante il limite così basso, cosa può accadere e quali sono i rimedi alternativi. Questi limiti non riguardano solo i pagamenti fatti a causa del rogito tra le parti, bensì anche i pagamenti fatti al Notaio per il suo onorario.

Quando si applica il limite del contante?

L’ambito di applicazione del limite imposto dalla legge sull’uso del contante è molto ampio. Infatti al di là del contratto che viene stipulato dal notaio e del rapporto che può esservi tra le parti deve tenersi conto di tale normativa.

Si pensi al caso in cui un padre decida di fare una donazione al figlio di 10.000 euro. Anche in questo caso sebbene ci sia un rapporto familiare estremamente stretto, non sarà possibile utilizzare il denaro contante. Quando viene superato il limite bisognerà ricorrere ad un mezzo di pagamento differente che assicuri la tracciabilità, come un assegno circolare, un assegno bancario e un bonifico bancario.

Come funziona il pagamento a rate in contanti?

Qualora le parti abbiano convenuto il pagamento in più rate di una fattura, a condizione che i singoli importi corrisposti siano inferiori a 2000 euro è ammesso. Rientra nella prassi il pagamento dei fornitori a 30, 60, o 90 giorni data fattura.

Pagamenti frazionati e contanti

A differenza del pagamento a rate, che non infrange il divieto previsto dal legislatore, è invece vietato frazionare l’operazione e aggirare il limite massimo. Il divieto di superare il limite vale anche quando il trasferimento sia effettuato con più pagamenti inferiori alla soglia che si presentano come artificiosamente frazionati.

I mezzi di pagamento alternativi al contante

Al di là di questo limite, occorre dire che soprattutto con riferimento a transazioni di un certo livello economico, il Notaio sconsiglia l’uso del contante anche solo parzialmente.

Del resto, non avrebbe senso anche parlare di contanti, quando il rogito che si va a stipulare è una compravendita finalizzata all’acquisto di una casa per il prezzo di 100.000 euro; in questo caso è evidente che si utilizzerà uno dei mezzi di pagamento che nel prosieguo vedremo.

Vi sono, tuttavia, ipotesi in cui il corrispettivo di un rogito è inferiore oppure è diviso tra le varie parti e, quindi, può risultare utile per le parti richiedere un pagamento in contanti. In questo caso, è opportuno considerare anche altri mezzi alternativi di pagamento.

Acconti sul preliminare e rispetto dei limiti del contante

Molto spesso capita che le parti si rechino dal Notaio per la stipula del rogito definitivo dopo aver già sottoscritto un compromesso. Il preliminare può essere stipulato per atto pubblico ma può essere anche redatto per scrittura privata dalle stesse parti. Spesso si presentano in studio acquirente e venditore, con un preliminare redatto per scrittura privata, nel quale hanno già provveduto a versare degli acconti.

Ovviamente anche in quella sede occorre rispettare il limite del contante, altrimenti occorre utilizzare mezzi di pagamento diversi. Inoltre, è possibile che le parti rispettino il limite anche ricorrendo a più contratti preliminari, versando in ognuno di essi un acconto sotto i mille euro (considerando il limite 2022). Non viola in questo caso il limite, anche se davanti al Notaio le parti si presentano per il rogito, avendo già versato un limite nel complesso maggiore. Ad esempio, l’acquirente ha già versato 3.000,00 euro, ma in tre diversi preliminari, avrà, comunque rispettato il limite.

Acconto al compromesso

È di fondamentale importanza, nel caso in cui sia stato concluso il preliminare per scrittura privata tra le parti senza l’ausilio del notaio, comunicare al notaio se vi siano stati già dei pagamenti al momento del compromesso.

Il notaio infatti dovrà indicare non solo il prezzo, ma anche le modalità di pagamento, anche se sono già state versate somme di denaro prima del rogito notarile di compravendita. Il notaio, infatti, è tenuto a descrivere tutti i mezzi di pagamento utilizzati dalla parte acquirente per pagare il prezzo in favore del venditore.

Assegno bancario o circolare

Tra i mezzi di pagamento alternativi al contante abbiamo i mezzi bancari, a scelta delle parti. Per il Notaio è indifferente, egli deve solo controllare il rispetto del limite del contante.

Le parti devono accordarsi tra di loro, l’acquirente deve chiedere al venditore se è d’accordo con il mezzo di pagamento da lui scelto e questo deve essere consegnato al Notaio, che ne farà una copia. Per il rispetto della disciplina antiriciclaggio, le parti dovranno dichiarare nel rogito che sono state rese edotte dal Notaio delle conseguenze penali derivanti da dichiarazioni false o mendaci e, successivamente, sotto questa dichiarazione esplicano il proprio mezzo di pagamento. La dichiarazione sul prezzo viene quindi siglata da una maggiore formalità.

Quali sono le differenze tra assegno bancario e assegno circolare

Pagare il prezzo della vendita dal notaio con un assegno circolare è cosa ben diversa rispetto al pagamento avvenuto con assegno bancario. L’assegno circolare presenta dei profili di sicurezza più alti. Innanzitutto a differenza dell’assegno bancario non è compilato a mano, ma viene stampato dalla Banca all’occorrenza su richiesta di colui che dovrà effettuare il pagamento. Anche l’assegno circolare, al pari dell’assegno bancario, reca la clausola di non trasferibilità per gli importi superiori a 1000 euro.

Quando la Banca emette un assegno circolare di un determinato importo significa che quell’importo esiste realmente sul conto corrente. In pratica con l’assegno circolare è possibile avere la garanzia che quella somma di denaro c’è sul conto corrente.

Il bonifico come alternativa al contante

A prescindere dalla titolarità di un conto bancario o postale, l’acquirente potrebbe essere avere raggruppato denaro in contanti per poi utilizzarli per effettuare un bonifico bancario. Anche nel bonifico, come mezzo di pagamento, il Notaio deve far effettuare alle parti le dichiarazioni di cui sopra; inoltre, nel rispetto della disciplina antiriciclaggio, occorre indicare in atto tutti i dati di questo bonifico.

Si indica il conto di addebito e il conto dell’accredito, con i relativi dati Iban, così come per l’assegno si indica il numero, la data e l’intestatario.

Come funziona il bonifico bancario

Il bonifico bancario è un’operazione bancaria che permette di trasferire denaro da un conto a un altro. Non ci sono infatti passaggi di denaro fisico, ma solo variazioni numeriche nei conti di chi invia e di chi riceve il denaro, in questo caso dal conto della parte che compra al conto della parte che vende o trasferisce a qualsiasi altro titolo.

Il bonifico può avvenire tra persone fisiche e persone giuridiche e può essere effettuato o allo sportello bancario o attraverso i servizi di home banking. Per fare un bonifico via home banking bisogna essere clienti della banca, e cioè avere aperto un conto corrente presso la stessa. Ciò non è necessario per il bonifico presso lo sportello bancario.

Quanto tempo ci vuole per il bonifico

I tempi di accredito di un bonifico bancario dipendono dal canale che viene scelto, nonché dalla Banca. Esiste anche la modalità “bonifico istantaneo” che prevede un costo superiore. Tuttavia vi sono anche altri fattori che possono influire. Innanzitutto, se le banche sono diverse potrebbe volerci più tempo, se proviene dall’estero altresì potrebbe non essere molto celere.

Denaro derivante da mutuo

Un discorso a parte va fatto per l’ipotesi in cui si acquisti un bene e si paghi il corrispettivo con la somma preso a mutuo da una Banca. In questo caso, ovviamente, non si può fare riferimento al contante ma solo al ricavo del contratto di mutuo che la parte acquirente può avere già stipulato con la Banca, con un atto a rogito di un Notaio, che può essere il medesimo della compravendita o uno diverso. Inoltre, può essere versato il corrispettivo con il netto ricavo del contratto di mutuo che la parte ancora deve stipulare e che stipulerà successivamente all’atto di acquisto.

Infatti nella prassi viene stipulato prima il contratto di vendita e successivamente il contratto di mutuo con la banca.

Qual è il modo più giusto per pagare il prezzo

Affidarsi a un notaio per comprendere quale sia il mezzo di pagamento più adatto per una determinata operazione è la scelta più saggia. Il notaio potrà spiegare alle parti quali sono i limiti vigenti per l’utilizzo del contante sempre in evoluzione e in particolare le alternative che possono esistere per il buon esito dell’operazione. Ogni mezzo di pagamento ha le sue peculiarità e i suoi rischi, conoscerne le caratteristiche grazie a una consulenza notarile è la soluzione che si consiglia.

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