Utilizzo dei contanti nel rogito notarile
- Come pagare il prezzo dal notaio
- Pagamento con contanti: cenni generali
- Limiti dei pagamenti in denaro contante
- I mezzi di pagamento alternativi al contante
- Acconti sul preliminare e rispetto dei limiti del contante
- Assegno bancario o circolare
- Il bonifico come alternativa al contante
- Denaro derivante da mutuo
- Qual è il modo più giusto per pagare il prezzo
- Contanti e rogito: le domande più comuni
Come pagare il prezzo dal notaio
Il prezzo per l’acquisto di una casa si paga di norma con la moneta legale in corso di validità. Ad esempio da quando è entrato in vigore l’euro, non è possibile più pagare il prezzo con la lira; i pagamenti in valuta estera sono casi particolari, da valutare prima con il notaio.
Il notaio informerà le parti del rispetto della normativa antiriciclaggio: si tratta di una normativa che ha lo scopo di evitare che sia introdotto nel mercato del denaro che proviene da attività illecite che non è possibile tracciare. Nel corso degli anni è, infatti, spesso cambiato il limite di utilizzo del contante. Occorre ricordare che quando si parla di denaro contante si fa riferimento a banconote, monete e titoli al portatore, assimilati al contante.

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Pagamento con contanti: cenni generali
Spesso nel rogito notarile avvengono pagamenti tra le parti. Ciò non solo negli atti di compravendita, ma anche in altre tipologie di rogito a titolo oneroso, dove occorre uno scambio di corrispettivi tra le parti. Può trattarsi anche di atto societari, laddove i soci debbano versare i propri conferimenti in denaro alla società.
Ebbene, negli ultimi anni l’uso del contante è di gran lunga diminuito, soprattutto per l’applicazione della cosiddetta disciplina antiriciclaggio. Si cerca di far circolare quanto meno denaro contante possibile, per evitare appunto la circolazione di quello utilizzato a fini di riciclaggio.
Proprio per questo motivo il Notaio utilizza una serie di garanzie, atte a rispettare queste norme e a verificare anche la provenienza del denaro. Anche per questo motivo, negli ultimi anni il Notaio fa sottoscrivere alle parti una dichiarazione con la quale le parti che hanno effettuato un pagamento nel rogito, devono dichiarare la provenienza del denaro (se da attività lavorativa, donazioni o altro).

Limiti dei pagamenti in denaro contante
Oggi il limite è di 5.000 euro: si può pagare in contanti solo un importo inferiore a questa soglia, cioè fino a 4.999,99 euro, e vale per qualsiasi pagamento tra soggetti diversi, anche nel contesto di un rogito notarile. La soglia è in vigore dal 1° gennaio 2023 ed è stata confermata anche per il 2026. Prima era molto più bassa, e negli ultimi anni è cambiata spesso:
Soglia oltre la quale il contante non è ammesso. Indicazione semplificata: le date esatte dei singoli passaggi sono state fissate da leggi diverse.
Questo tipo di normativa è in continua evoluzione: anche in occasione delle ultime leggi di bilancio si è discusso di cambiarla di nuovo. Prima di un rogito conviene quindi chiedere al notaio il limite in vigore in quel momento.
Da questo punto di vista, il Notaio, essendo garante della legalità, è tenuto a far rispettare tale limite e, se rileva una violazione, a segnalarla alle autorità competenti. Questi limiti non riguardano solo i pagamenti fatti a causa del rogito tra le parti, bensì anche i pagamenti fatti al Notaio per il suo onorario.
Quando si applica il limite del contante?
L’ambito di applicazione del limite imposto dalla legge sull’uso del contante è molto ampio. Infatti al di là del contratto che viene stipulato dal notaio e del rapporto che può esservi tra le parti deve tenersi conto di tale normativa.
Si pensi al caso in cui un padre decida di fare una donazione al figlio di 10.000 euro. Anche in questo caso sebbene ci sia un rapporto familiare estremamente stretto, non sarà possibile utilizzare il denaro contante. Quando viene superato il limite bisognerà ricorrere ad un mezzo di pagamento differente che assicuri la tracciabilità, come un assegno circolare, un assegno bancario e un bonifico bancario.
Come funziona il pagamento a rate in contanti?
Qualora le parti abbiano convenuto fin dall’inizio, nel contratto, il pagamento in più rate, le singole rate sotto la soglia possono essere pagate in contanti. Rientra nella prassi, per esempio, il pagamento dei fornitori a 30, 60, o 90 giorni data fattura. Per il prezzo di una casa, però, la strada è poco praticabile e sconsigliabile.
Pagamenti frazionati e contanti
A differenza del pagamento a rate, che non infrange il divieto previsto dal legislatore, è invece vietato frazionare l’operazione e aggirare il limite massimo. Il divieto di superare il limite vale anche quando il trasferimento sia effettuato con più pagamenti inferiori alla soglia che si presentano come artificiosamente frazionati.
I mezzi di pagamento alternativi al contante
Al di là di questo limite, occorre dire che soprattutto con riferimento a transazioni di un certo livello economico, di norma si sconsiglia l’uso del contante anche solo parzialmente.
Del resto, non avrebbe senso anche parlare di contanti, quando il rogito che si va a stipulare è una compravendita finalizzata all’acquisto di una casa per il prezzo di 100.000 euro; in questo caso è evidente che si utilizzerà uno dei mezzi di pagamento che nel prosieguo vedremo.
Vi sono, tuttavia, ipotesi in cui il corrispettivo di un rogito è inferiore oppure è diviso tra le varie parti e, quindi, può risultare utile per le parti richiedere un pagamento in contanti. In questo caso, è opportuno considerare anche altri mezzi alternativi di pagamento.
Acconti sul preliminare e rispetto dei limiti del contante
Molto spesso capita che le parti si rechino dal Notaio per la stipula del rogito definitivo dopo aver già sottoscritto un compromesso. Il preliminare può essere stipulato per atto pubblico ma può essere anche redatto per scrittura privata dalle stesse parti. Spesso si presentano in studio acquirente e venditore, con un preliminare redatto per scrittura privata, nel quale hanno già provveduto a versare degli acconti.
Ovviamente anche in quella sede occorre rispettare il limite del contante, altrimenti occorre utilizzare mezzi di pagamento diversi. Attenzione a un errore che si sente proporre spesso: dividere la caparra in più versamenti o in più scritture sotto la soglia non aggira il limite. Caparra, acconti e saldo fanno parte della stessa compravendita, e se nel complesso i contanti superano la soglia si rischia una violazione, con sanzioni per chi paga e per chi riceve. Chi versa 6.000 euro di caparra in contanti in due tranche da 3.000 non è in regola; con un bonifico o un assegno non trasferibile, invece, il problema non si pone.
Acconto al compromesso
È molto importante, nel caso in cui sia stato concluso il preliminare per scrittura privata tra le parti senza l’ausilio del notaio, comunicare al notaio se vi siano stati già dei pagamenti al momento del compromesso.
Il notaio infatti dovrà indicare non solo il prezzo, ma anche le modalità di pagamento, anche se sono già state versate somme di denaro prima del rogito notarile di compravendita. Nell’atto, infatti, vanno descritti tutti i mezzi di pagamento utilizzati dalla parte acquirente per pagare il prezzo in favore del venditore.
Assegno bancario o circolare
Tra i mezzi di pagamento alternativi al contante abbiamo i mezzi bancari, a scelta delle parti. Per il Notaio è indifferente, egli deve solo controllare il rispetto del limite del contante.
Le parti devono accordarsi tra di loro, l’acquirente deve chiedere al venditore se è d’accordo con il mezzo di pagamento da lui scelto e questo deve essere consegnato al Notaio, che ne farà una copia. Per il rispetto della disciplina antiriciclaggio, le parti dovranno dichiarare nel rogito che sono state rese edotte dal Notaio delle conseguenze penali derivanti da dichiarazioni false o mendaci e, successivamente, sotto questa dichiarazione esplicano il proprio mezzo di pagamento. La dichiarazione sul prezzo viene quindi siglata da una maggiore formalità.
Quali sono le differenze tra assegno bancario e assegno circolare
Pagare il prezzo della vendita dal notaio con un assegno circolare è cosa ben diversa rispetto al pagamento avvenuto con assegno bancario. L’assegno circolare presenta dei profili di sicurezza più alti. Innanzitutto a differenza dell’assegno bancario non è compilato a mano, ma viene stampato dalla Banca all’occorrenza su richiesta di colui che dovrà effettuare il pagamento. Anche l’assegno circolare, al pari dell’assegno bancario, reca la clausola di non trasferibilità per gli importi superiori a 1000 euro.
Quando la Banca emette un assegno circolare di un determinato importo significa che quell’importo esiste realmente sul conto corrente. In pratica con l’assegno circolare è possibile avere la garanzia che quella somma di denaro c’è sul conto corrente.
Il bonifico come alternativa al contante
A prescindere dalla titolarità di un conto bancario o postale, l’acquirente potrebbe essere avere raggruppato denaro in contanti per poi utilizzarli per effettuare un bonifico bancario. Anche nel bonifico, come mezzo di pagamento, il Notaio deve far effettuare alle parti le dichiarazioni di cui sopra; inoltre, nel rispetto della disciplina antiriciclaggio, occorre indicare in atto tutti i dati di questo bonifico.
Si indica il conto di addebito e il conto dell’accredito, con i relativi dati Iban, così come per l’assegno si indica il numero, la data e l’intestatario.
Come funziona il bonifico bancario
Il bonifico bancario è un’operazione bancaria che permette di trasferire denaro da un conto a un altro. Non ci sono infatti passaggi di denaro fisico, ma solo variazioni numeriche nei conti di chi invia e di chi riceve il denaro, in questo caso dal conto della parte che compra al conto della parte che vende o trasferisce a qualsiasi altro titolo.
Il bonifico può avvenire tra persone fisiche e persone giuridiche e può essere effettuato o allo sportello bancario o attraverso i servizi di home banking. Per fare un bonifico via home banking bisogna essere clienti della banca, e cioè avere aperto un conto corrente presso la stessa. Ciò non è necessario per il bonifico presso lo sportello bancario.
Quanto tempo ci vuole per il bonifico
I tempi di accredito di un bonifico bancario dipendono dal canale che viene scelto, nonché dalla Banca. Esiste anche la modalità “bonifico istantaneo”, che le banche nell’area euro oggi offrono in genere allo stesso costo del bonifico ordinario, ma che può avere limiti di importo giornalieri da verificare con la propria banca. Tuttavia vi sono anche altri fattori che possono influire. Innanzitutto, se le banche sono diverse potrebbe volerci più tempo, se proviene dall’estero altresì potrebbe non essere molto celere. Un consiglio pratico: diffidate di qualsiasi email che, a ridosso del rogito, comunica un IBAN “cambiato” del venditore o dell’agenzia, e verificatelo sempre per telefono.
Denaro derivante da mutuo
Un discorso a parte va fatto per l’ipotesi in cui si acquisti un bene e si paghi il corrispettivo con la somma preso a mutuo da una Banca. In questo caso, ovviamente, non si può fare riferimento al contante ma solo al ricavo del contratto di mutuo che la parte acquirente può avere già stipulato con la Banca, con un atto a rogito di un Notaio, che può essere il medesimo della compravendita o uno diverso. Inoltre, può essere versato il corrispettivo con il netto ricavo del contratto di mutuo che la parte ancora deve stipulare e che stipulerà successivamente all’atto di acquisto.
Infatti nella prassi viene stipulato prima il contratto di vendita e successivamente il contratto di mutuo con la banca.
Qual è il modo più giusto per pagare il prezzo
Affidarsi a un notaio per comprendere quale sia il mezzo di pagamento più adatto per una determinata operazione è la scelta più saggia. Il notaio potrà spiegare alle parti quali sono i limiti vigenti per l’utilizzo del contante sempre in evoluzione e in particolare le alternative che possono esistere per il buon esito dell’operazione. Ogni mezzo di pagamento ha le sue peculiarità e i suoi rischi, conoscerne le caratteristiche grazie a una consulenza notarile è la soluzione che si consiglia. Chi vuole un’ulteriore protezione può anche chiedere il deposito del prezzo presso il notaio, spiegato tra le tutele prima e dopo il rogito. E se state ancora scegliendo lo studio, la domanda “come preferite essere pagati?” si può fare già nella richiesta di preventivo.
Contanti e rogito: le domande più comuni
Qual è il limite dei contanti al rogito nel 2026?
Il contante è ammesso solo per importi inferiori a 5.000 euro, soglia in vigore dal 2023. Vale anche per caparra, acconti e onorario del notaio.
Posso dividere la caparra in più versamenti in contanti?
No, se lo scopo è restare sotto la soglia: i pagamenti artificiosamente frazionati della stessa operazione violano il limite. Per caparra e acconti conviene usare bonifico o assegno non trasferibile.
Il notaio può accettare contanti per il suo onorario?
Solo sotto la soglia di legge. Per importi più alti si paga con bonifico, assegno o carta.
Assegno circolare o bonifico: cosa si usa di più al rogito?
Di norma l’assegno circolare non trasferibile per il saldo consegnato al rogito e il bonifico per caparra e acconti versati prima. Gli estremi di tutti i pagamenti vanno indicati nell’atto.

