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Acquisto casa da parte dei conviventi dal Notaio

Acquisto casa da parte dei conviventi dal Notaio

Acquisto casa da parte di conviventi dal NotaioCome funziona l’acquisto da parte di due conviventi di una casa dal Notaio? Quando due persone che convivono si recano dal Notaio per effettuare un rogito di compravendita finalizzato all’acquisto di una casa, il Notaio deve effettuare alcuni controlli e verifiche prima di procedere. La convivenza è una situazione sempre più diffusa nella società moderna e spesso alternativa al matrimonio.

Questo non vuol dire però che la legge non tuteli la situazione giuridica che viene a crearsi tra queste due persone, anzi negli ultimi anni anche il legislatore ha previsto delle norme a tutela di questo rapporto. Ancor prima che entrasse in vigore la legge Cirinnà, già la cosiddetta convivenza di fatto era riconosciuta e tutelata dal nostro ordinamento.

Se due conviventi decidono di comprare casa insieme, occorre comprendere quali sono i passaggi e le eventuali differenze rispetto all’acquisto dei coniugi.

La convivenza registrata o non registrata

Quando si presentano dal Notaio due conviventi che vogliono acquistare casa, il Notaio in primo luogo chiede alle parti se la loro convivenza sia registrata o meno. A partire dall’introduzione della Legge Cirinnà, infatti, la convivenza può ricevere un riconoscimento mediante un atto di registrazione presso l’Ufficio dell’Anagrafe comunale.

Le parti possono semplicemente richiedere una registrazione al Comune, per attestare il loro rapporto di convivenza e potere essere riconosciuti anche fiscalmente, ad esempio stipulando un contratto di comodato e risultando nella medesima casa.

Oltre a questo, possono anche stipulare un vero e proprio contratto di convivenza, nel quale prevedere reciproci diritti e doveri. Tra questi possono prevedere regole relative ai futuri acquisti, tra cui appunto l’acquisto di una casa.

La previsione della comunione legale nel contratto di convivenza

Nel contratto di convivenza i conviventi possono scegliere la comunione legale. È una previsione legislativa molto importante che va ad assimilare sul punto le convivenze al rapporto matrimoniale. Se è stato scelto questo regime e i conviventi intendono acquistare casa, potranno decidere di comportarsi proprio come due coniugi.

Se si presenta solo uno dei due e firma come acquirente, la casa cade nella detta comunione legale e quindi viene attribuita ad entrambi i conviventi, proprio come accade nel regime patrimoniale tra coniugi. Ovviamente in questo caso possono anche intervenire e firmare entrambi.

Se non hanno previsto alcun regime patrimoniale nel contratto, come invece più spesso accade, cosa accade? Questa possibilità di scelta è ancora poco utilizzata, in quanto generalmente i conviventi non pongono in essere decisioni di tipo patrimoniale ma danno vita a una convivenza di fatto.

Acquisto da parte di conviventi che non hanno previsto nulla

Se si presentano dal Notaio due soggetti conviventi che né hanno previsto un contratto né una decisione sul regime patrimoniale, ma magari hanno solo registrato una convivenza, cosa occorre fare? In questo caso l’acquisto avviene con la stessa modalità della separazione dei beni.

Ognuno acquista una quota dell’immobile separata dall’altro, divenendo titolare della metà della proprietà della casa. Questo accade  nel momento in cui decidono entrambi di firmare e quindi di diventare entrambi proprietari, nel momento in cui abbiano la disponibilità economica per farlo. Di regola il pagamento del prezzo in questo caso dovrebbe avvenire da parte di entrambi ognuno per la sua quota, oppure si potrebbe intestare la casa a entrambi con il pagamento da parte solo di uno dei due, a titolo generalmente liberale.

Cosa cambia nell’acquisto se la convivenza non è registrata?

Due conviventi che non hanno dichiarato in alcun modo la propria convivenza, non sono semplicemente coinquilini agli occhi dell’ordinamento giuridico. La registrazione della convivenza è necessaria per ottenere un riconoscimento fiscale, mentre il contratto per regolamentare i reciproci rapporti morali, giuridici ed economici.

Se non è previsto nulla comunque l’ordinamento riconosce la convivenza di fatto. Quando questi due conviventi acquistano una casa, ai fini della titolarità, si considerano come due estranei o per meglio dire due soggetti che non hanno alcun rapporto patrimoniale tra di loro. Per questo motivo il loro acquisto, se intestato a entrambi, avverrà ciascuno per la propria quota.

Acquisto di una casa intestata solo ad uno dei due conviventi

La questione principale relativa all’acquisto di una casa da parte di due conviventi riguarda la tutela dei rispettivi rapporti giuridici, anche e non solo per l’eventualità in cui la convivenza cessi. È sicuramente possibile che solo uno dei due compri una casa, nella quale poi insieme stabiliscono la propria convivenza e rendono l’immobile adibito a residenza familiare.

La legge garantisce una tutela al diritto di abitazione, infatti anche in caso di convivenza qualora muoia il convivente titolare della casa, l’altro diviene titolare del diritto di abitazione sulla stessa per un limitato periodo di tempo. Questo accade perché si tutela la casa adibita a residenza familiare anche in caso di convivenza. Pertanto, quando solo uno dei due abbia la disponibilità economica, può da solo comprare e poi la casa diviene residenza familiare ugualmente.

Agevolazioni per acquisto congiunto

Possono chiedere i conviventi le agevolazioni fiscali per l’acquisto della prima casa? Sicuramente sì, in quanto per le agevolazioni non è prevista alcuna differenza in ordine al soggetto che le chiede. Chiunque acquisti una casa, infatti, sia in proprio che in comproprietà con altri soggetti, può chiedere di pagare l’imposta di registro al 2% del valore catastale qualora si tratti di prima casa e non sia già titolare di un’altra abitazione, a meno che non decida di venderla.

Cosa succede se la convivenza cessa?

Se hanno acquistato casa insieme e la convivenza cessa, è possibile che sia prevista questa ipotesi nel contratto di convivenza, con conseguente regolamentazione della questione. Se non è previsto nulla, la casa rimane di proprietà di entrambi, salvo che uno dei due decide di vendere la propria quota all’altro.

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