Usufrutto legale dei genitori sui beni dei figli minori

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Il diritto di usufrutto dal notaio

Il diritto di usufrutto, è un diritto reale su beni altrui, e consiste nella possibilità, che la persona titolare dell’usufrutto (l’usufruttuario), possa godere del bene in oggetto, e trarne i frutti, pur non essendo direttamente il proprietario. Si tratta di un diritto, per sua natura temporaneo, la cui scadenza (normalmente), coincide con la morte del titolare dell’usufrutto.

Qualora si tratti di un usufrutto da costituire su beni immobili, sarà necessario recarsi dal notaio, per stipulare apposito atto pubblico. Oltre al diritto di usufrutto, inteso come diritto da costituirsi volontariamente, quale accordo, per esempio, fra il proprietario di una casa, e colui che vuole averne l’usufrutto, esiste una tipologia di usufrutto, disciplinata interamente dalla legge.

Si tratta dell’usufrutto che spetta ai genitori del figlio minorenne, sui beni di quest’ultimo: ecco nel dettaglio di cosa si tratta.

Beni del figlio minorenne: cosa possono fare i genitori

Genitori e beni del figlio minore (quadro semplificato)
Si può? Situazione
✔ Incassare l’affitto della casa del figlio e usarlo per le spese della famiglia e per la sua istruzione
✔ Occuparsi della manutenzione ordinaria della casa del figlio
⚠ Vendere o ipotecare la casa del figlio, accettare per lui un’eredità o una donazione: serve l’autorizzazione del giudice tutelare
✘ Vendere o cedere l’usufrutto legale come se fosse un diritto proprio
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L’usufrutto dei genitori

Uno dei casi più comuni, è quello in cui il minorenne, sia sottoposto alla responsabilità dei propri genitori, detta responsabilità genitoriale. Una situazione del genere ha diverse conseguenze, poiché significa che spetta ai suoi genitori il compito di rappresentarlo in qualunque occasione, compresi gli atti notarili dal notaio (come per esempio nella vendita di un bene del figlio minore), nonché spetta loro il dovere di gestire i suoi beni ed il suo patrimonio, sempre nel suo interesse. Dunque, per riassumere, i genitori hanno sia poteri di rappresentanza, che di amministrazione. Fra le facoltà che spettano ai genitori, esiste anche una fattispecie particolare di usufrutto, definito dal Codice Civile , come usufrutto legale.

Usufrutto legale: di cosa si tratta

L’usufrutto legale è quella tipologia particolare di usufrutto, spettante ai genitori esercenti la responsabilità genitoriale sul figlio. A livello soggettivo, non è rilevante o importante, che i genitori siano sposati, conviventi, oppure nessuna delle due ipotesi, poiché la ragione per la quale il diritto viene attribuito, è quella dell’interesse della famiglia complessivamente considerata.

A differenza del normale usufrutto, che vede la separazione del diritto e della cosiddetta nuda proprietà, nell’usufrutto legale dei genitori, questa separazione manca. Questo significa e comporta che, nel caso in cui il figlio minore perda la proprietà di uno dei beni, per una qualunque ragione, l’usufrutto dei genitori si estinguerà automaticamente e sicuramente.

Ciò a differenza di quanto accade per l’usufrutto ordinario, che segue il bene a prescindere dal mutamento del nudo proprietario. Viceversa, è consentito, che il minore (ovviamente adeguatamente rappresentato e preventivamente autorizzato) possa cedere la nuda proprietà e riservarsi l’usufrutto sul bene, ed in quel caso l’usufrutto legale dei genitori non verrà meno. Sebbene può trattarsi di un’ipotesi che all’apparenza può sembrare complicata, in questo casi il notaio, al momento della stipula, potrà fornire le giuste informazioni.

In cosa consiste l’usufrutto dei genitori

L’usufrutto ordinario, nella sua ipotesi più semplice, consente al titolare del diritto, di poter godere del bene in oggetto, e anche di trarne i frutti. Anche i poteri collegati all’usufrutto dei genitori, sono simili; tuttavia, loro non potranno disporre dei beni del figlio minore in modo libero: per gli atti che vanno oltre l’ordinaria amministrazione, come vendere o ipotecare una casa, accettare un’eredità o una donazione, dovranno richiedere l’autorizzazione del giudice (di norma il giudice tutelare). Per quanto riguarda il godimento e la percezione dei frutti, vale quanto espressamente stabilito dagli articoli 324 e seguenti del Codice Civile . I frutti devono essere impiegati, per il mantenimento della famiglia, nonché per l’istruzione e l’educazione dei figli: i genitori non possono disporne a loro piacimento, in modo egoistico.

Un esempio: la casa ereditata dal figlio di dieci anni

Il papà muore e lascia, tra l’altro, un appartamento dato in affitto. Una quota va al figlio di dieci anni. Per lui l’eredità va accettata con beneficio d’inventario, con l’autorizzazione del giudice tutelare. Finché il figlio è minorenne, la mamma incassa la parte di affitto che spetta a lui e la usa per le spese di casa e per la scuola: è proprio l’usufrutto legale. Se un giorno la famiglia volesse vendere l’appartamento, per la quota del figlio servirebbe di nuovo il giudice tutelare, che di solito indica anche come reimpiegare il ricavato. Sono passaggi che richiedono tempo: conviene parlarne con il notaio prima di prendere impegni con un compratore.

Quando viene meno

In situazioni normali l’usufrutto dei genitori, spetta fino a che il figlio non abbia raggiunto la maggiore età, oppure l’emancipazione, ovvero quella particolare fattispecie in cui il minore acquista una limitata capacità di agire perché contrae matrimonio. Si tratta di un diritto che non può essere venduto, ceduto o ipotecato separatamente dai beni del figlio. In casi particolari il diritto può venir meno, per la decadenza o sospensione dalla responsabilità genitoriale, a seguito di comportamenti particolari dei genitori, ovvero a seguito della morte del figlio o di entrambi i genitori.

L’usufrutto dei genitori riguarda tutti i beni dei figli?

Normalmente l’usufrutto legale riguarda tutti i beni, di cui figlio minore è titolare o proprietario. Esistono, però, delle eccezioni espressamente previste dalla legge. Non rientrano nell’usufrutto legale i beni acquistati dal figlio con i proventi del proprio lavoro; i beni lasciati per testamento o ricevuti per donazione perché il figlio intraprenda una carriera, un’arte o una professione; i beni lasciati o donati con la condizione che i genitori non ne abbiano l’usufrutto, condizione che però non vale per la quota di legittima; e i beni accettati nell’interesse del figlio contro la volontà dei genitori. Quando si prepara una donazione o un testamento a favore di un nipote minorenne, quindi, si può decidere se escludere l’usufrutto dei genitori: è un aspetto da discutere con il notaio.

Il diritto di usufrutto dei genitori

Costo usufrutto sui beni dei figli

L’usufrutto dei genitori sui beni dei figli minorenni, è un diritto particolare che spetta agli stessi, in presenza di determinati presupposti. Si tratta di un diritto che nasce in modo automatico, a differenza dell’usufrutto su una casa, costituito in modo volontario e convenzionale, fra colui che diverrà nudo proprietario ed il futuro titolare dell’usufrutto. Dunque, poiché è un diritto previsto e stabilito direttamente dalla legge, non avrà di per sé alcun costo.

Con riferimento ai costi, che eventualmente dovranno essere sostenuti, potrebbero avere ad oggetto l’atto notarile, con cui i genitori decidano di cedere, a titolo di vendita o a qualunque altro titolo, un bene del figlio, su cui grava l’usufrutto legale. Ulteriori informazioni e preventivi, possono essere ottenuti direttamente con la richiesta di preventivo notarile, spesso in poche ore, e senza alcun vincolo successivo.

Domande frequenti sull’usufrutto legale dei genitori

Cos’è l’usufrutto legale dei genitori?

È il diritto dei genitori di godere dei beni del figlio minorenne e di incassarne i frutti, per esempio gli affitti, fino alla sua maggiore età. I frutti vanno usati per il mantenimento della famiglia e per l’istruzione dei figli.

I genitori possono vendere la casa del figlio minorenne?

Solo con l’autorizzazione del giudice tutelare, che valuta se la vendita è nell’interesse del figlio e di solito indica come reimpiegare il ricavato. L’atto si fa poi dal notaio.

L’affitto della casa del figlio a chi spetta?

Ai genitori, in usufrutto legale, fino alla maggiore età del figlio. Non possono però usarlo liberamente: va destinato alle spese della famiglia e all’istruzione ed educazione dei figli.

Quali beni del figlio non sono soggetti all’usufrutto legale?

I beni comprati con i proventi del suo lavoro, quelli lasciati o donati per avviare una carriera o una professione, quelli lasciati o donati con la condizione di escludere l’usufrutto dei genitori e quelli accettati contro la loro volontà.

Un nonno può donare una casa al nipote escludendo l’usufrutto dei genitori?

Sì, può porre questa condizione nella donazione o nel testamento, salvo che si tratti della quota di legittima. Conviene impostarla con il notaio.

Quando finisce l’usufrutto legale?

Con la maggiore età del figlio o con la sua emancipazione, oppure se i genitori perdono la responsabilità genitoriale. Si estingue anche sul singolo bene, se il figlio ne perde la proprietà.